L’OSSERVATORIO
Scuola per la Ricerca e Sviluppo della Coscienza Corporea


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OTTAVE
             Contrariamente a ciò che si dice in certe “Scuole Esoteriche” non è necessario conoscere ogni piccolo dettaglio di una cosa per poterne farne uso. L’allenamento universitario qui non è di alcun aiuto. A nessuno che segue il nostro lavoro interessa la vostra voglia di fare domande soltanto per il gusto di farle. Dovete essere capaci di fare una domanda REALE!
Da un lato, avere una domanda reale significa la corretta scelta del soggetto da trattare. Certamente il soggetto della vostra domanda deve essere di utilità per il vostro lavoro, e non per il lavoro in generale, ma per il vostro lavoro in questo preciso momento. D’altro canto, una domanda è qualcosa che bisogna immediatamente esaminare, senza dilungarsi, perché la vostra vita, o la vita-lavoro, dipende da essa. La domanda deve diventare di importanza vitale per la vostra sopravivenza nella vita-lavoro.
Allo stesso tempo, se la vostra vita dipende da una fissazione della vostra attenzione su questa domanda, essa produrrà automaticamente la necessità di continuare a fare domande, fino a quando non sarà risposto a tutto, e questo potrebbe richiedere anni o addirittura secoli,prima che tutto sia chiaro, ed anche allora, niente sarà definitivo.
Per esempio, l’arte e la scienza della panificazione non può essere spiegata a parole, o solo parzialmente. Solo se avete provato voi stessi a  fare il pane, potrete veramente apprendere qualcosa sulla panificazione. Finché non avete fatto voi stessi il pane, tutto è solo teoria, cibo per la Mente Superficiale, ed anche se le teorie hanno nel lavoro il loro posto, molte di esse si dissolvono di fronte alla realtà dell’esperienza.
Non dovete cercare di comprendere le cose dal “basso”, ma aumentare le necessità pratiche e reali, come per esempio compiere con gli obblighi presi verso il Lavoro. Solo quando si lavora veramente verso una meta reale  è possibile comprendere queste idee, perché esse possono solo essere esperite con il Lavoro.
 Possiamo diventare “curiosi” su questa o quella idea ma, fino a quando non accettiamo un’obbligazione più grande di quelle richieste dalla vita ordinaria, noi non avremo una necessità reale per la comprensione di idee che possono solo essere applicate su una dimensione superiore a quella ordinaria.

La Preghiera-Assoluta è una forma di un’ottava oggettiva composta da nove passi, inclusi i due contrappunti introdotti dalle attività interne, cioè dalle radiazioni di forza non negativa di una macchina biologica umana sveglia.
Primo passo, quello fisico, secondo quello emozionale, terzo l’intellettivo, quarto passo l’emozionale reale,
quinto l’intellettivo superiore.
Ma dov’è l’intervallo esistente tra la nota “mi” e “fa” ,tra il terzo e quarto passo?

 Nella prima istruzione c’è scritto: “ Durante il movimento, mi inchino, e la mia presenza va verso di Te.”  
Questa è la prima nota
:  il DO.

La seconda istruzione: Con umiltà e un cuore vivo, la mia presenza si risveglia in TE.”,  
 è la seconda nota, il RE.

La terza istruzione è: “Con una Mente chiara, la mia presenza arriva a conoscere TE.” ,
la terza nota, il Mi.

Nella Quarta linea si legge: “ Mostrando pietà verso chi soffre, la mia presenza diventa consapevole di TE.” Questo è il primo intervallo.

Poi passiamo alla quinta nota, il FA, segue il SOL –sesta-, il LA –settima-, ed  il SI –ottava-

dove troviamo scritto: “ Nel Mistero, la mia presenza viene confortata da TE.”

La nona nota è senza dubbio il secondo intervallo: “ Nella forma la mia presenza diventa TE.”

Ora…. Domanda :  cosa sarà il DO nell’ottava successiva?

Quando esposto poc’anzi è come la Preghiera-Assoluta, seguendo la legge dell’ottava, dia  un’idea della vita umana rappresentata come una spirale verso la quarta dimensione. Ogni momento della vita è una sezione di un tubo. La vita inizia e finisce in un posto specifico del tubo. La spirale interna sta ad indicare che la vita non scorre linearmente. Questa idea mostra come l’uomo vede la sua vita, che in verità altro non è che un passaggio attraverso varie stanze della Creazione ; ogni passaggio è unico e forma ciò che noi chiamiamo individualità od esperienza personale.
Normalmente noi possiamo viaggiare all’interno di questo tunnel della Creazione solo in una direzione, cioè dal passato verso il futuro ma, se potessimo ritirarci dalla forma completa della quarta dimensione, altre dimensioni ci si presenterebbero.
Inevitabilmente, se siamo ancora seducibili,   veniamo risucchiati indietro verso il punto che abbiamo tralasciato, se invece decidiamo di votarci al servizio dell’Assoluto, grazie ad un ritorno volontario attraverso la vita stessa, ancora e ancora, con lo scopo della perfezione, nella stessa maniera in cui un diamante forgia, tagliandolo, un altro diamante, ci perfezioneremo ad ogni passaggio.
L'Assoluto altro non è che la presenza non- manifesta dell’Universo.
Il ciclo settenario della Creazione è la chiave per la Preghiera-Assoluta. La Creazione è istantanea, un ciclo che si ripete meccanicamente.  
Se ora  io vi dessi più di un semplice frammento,  o di una lieve traccia con  cui cominciare la vostra ricerca personale, che vi porterà a scoprire il vostro tesoro personale, mi comporterei come quelli che imboccano di  cibo coloro che sono avidi collezionisti di informazioni.
Quando certe persone conversando ordinariamente parlano di queste idee ritenendole importanti espressioni del loro più profondo 
Sé,  ci troviamo di fronte a degli ego-palloni, perché servono solo loro stessi. Nel discorso invocativo, non auto-espressivo, serviamo uno scopo più alto.  
Quando nella conversazione ordinaria presentiamo la nostra idea, soggettiva od oggettiva che sia, cerchiamo di essere più competitivi  verso gli altri. Il soggetto ed il corso della conversazione, nei loro dettagli o fissazioni, non hanno nessuna importanza. Invece in un discorso oggettivo,  le idee  hanno lo stesso scopo del remo per la barca. Se almeno una persona nel discorso sapesse come condurre una conversazione, e avesse  visione della meta, che non può essere la destinazione ordinaria di una conversazione soggettiva personale, forse l’importanza delle nostre idee, cambiando la nostra fissazione, perderebbero di  forza e potremmo passare dalla conversazione personale - dove ognuno percepisce se stesso come importante per il valore del marchio  che desidera lasciare in questo mondo, o perché vuole avere effetto su qualcuno o qualcosa,  che sono tra l’altro ben presi da ciò che stanno per dire,  per cui non hanno abbastanza attenzione per recepire le idee degli altri- al discorso oggettivo.
Con il cambiamento dalla fissazione della conversazione al discorso, possiamo facilmente tenere un’idea fino a quando arriverà il momento appropriato –in senso invocativo, non  di urgenza personale- per introdurla, che significa, aspettare che il corso del dialogo sia  arrivato completamente, ma temporaneamente, al capolinea.
Bisogna imparare a tenere le idee
ed introdurle solo quando è necessario. Se lo SHOCk è introdotto troppo presto, può facilmente produrre una frammentazione nella fluidità del discorso.

Possiamo guardare verso il discorso da un punto di vista… geometrico. Geometricamente la divisione di un discorso è simile a quella musicale dell’ottava, cioè un singolo suono diviso da frammentazione in più parti non uguali, nella stessa maniera in cui la luce è un raggio sottile di colore bianco che viene in seguito suddiviso in vari colori separati, ognuno dei qual rappresenta una piccola frammentazione, o nota di colore.
Il suono ed il colore non sono le uniche cose che si dividono per frammentazione, esistono in natura molte altre manifestazioni
di questo genere, comprese le emozioni ed i pensieri. Anche la sottile qualità del vino è prodotta per frammentazione.

 Se si è capaci di vedere questa frammentazione,  che produce una varietà di strutture più piccole e separate, potremmo divenire consapevoli della tensione permanente di quelle tre forze che sono alla base della forza interna esistente all’interno di ogni ottava.
Linee di tensione tra le note rappresentano queste forze in transito, che si spostano continuamente all’interno dell’ottava stessa. Le tensioni sono il prodotto dalla vibrazione momentanea della forza tra due o più note della struttura interna dell’ottava.
Questa temporanea tensione in movimento può essere rappresentata come uno-quattro, che rappresenta la tensione esistente momentaneamente tra la prima e quarta nota ; quattro-due

cioè la temporanea tensione prodotta nella sequenza tra la seconda e quarta nota ; due-otto,

otto-cinque, cinque-sette, sette-uno, poi si ricomunica da uno-quattro.

Queste tensioni temporanee, che accadono continuamente attraverso l’ottava, rappresentano uno Stop  nelle attività all’interno della Creazione e prendono a prestito la forza necessaria dalle tensione permanenti formatesi  tra la terza, sesta e nona nota  dell’ottava, vale a dire da quella tensione che vibra permanentemente tra la triade delle note fisse che formano la piramide delle tensioni permanenti all’interno dell’ottava. La nona nota, cioè il DO dell’ottava più piccola, è fatta ad immagine e somiglianza di tutte le note  DO delle ottave superiori ed allo stesso tempo è la prima nota  temporanea RE nell’ottava superiore, della quale la frammentaria ottava inferiore è una sola nota. La nona nota DO forma così una porta attraverso la quale è possibile passare da un’  ottava inferiore ad una superiore e viceversa.
Attraverso lo studio della legge dell’ottava potrete notare che le due altre note fisse esistono completamente e  indipendentemente dalle note interne più piccole dell’ottava stessa, eccezion fatta per quel ponte intermediario della nona nota, Il DO.
Se volete muovervi all’interno di un’ottava inferiore, dovete introdurre intenzionalmente  uno Shock artificiale  e le forze risultanti vanno aggiunte alle tensioni esistenti normalmente tra la nota mi e fa, la seconda e quarta nota. Tra il mi e il fa si può notare la terza nota che non fa parte della temporanea frammentazione dell’ottava,
vale a dire esiste indipendentemente dall’ ottava interna. A questo punto, per raggiungere la nona nota dell’ottava interna che è anche la prima nota della prossima ottava superiore, si ha bisogno di un altro Shock addizionale sotto forma di una nota aggiuntiva che deve essere introdotta artificialmente. Questa introdotta “nota di passaggio” deve essere aggiunta alla forza dell’ottava interna quando la sequenza delle tensioni ha raggiunto l’ottava nota dell’ottava interna. Se ciò non avverrà, l’ottava continuerà nel suo percorso circolare ordinario, passando automaticamente verso la prima nota inferiore, RE, formando così una tensione ordinaria tra la prima e quarta nota, continuando  a muoversi in tondo, come un cane che si vuol mordere la coda, fino a quando lo Shock necessario e la forza addizionale saranno introdotti.
Tutto ciò  non può accadere  per caso, ma solo come risultante di uno sforzo addizionale,prodotto volontariamente da qualcuno che sa come produrre e quando aggiungere  lo shock nell’ottava inferiore.
Questa è la foto esatta della vita dell’uomo ordinario e non c’è da meravigliarsi, visto che l’unica forza addizionale si manifesta nel momento della morte, che egli giri in tondo nei piccoli cerchi della vita ordinaria, incapace di “fuggire” da questo movimento circolare, obbligato per sempre a ripetere le sue incessanti ed inutili attività fino alla fine della Creazione, continuando  ad ESISTERE –L’uomo esiste in un Grande Momento, ed in quest’eterno momento non esistono delle frizioni.-

E’ bene comprendere che il movimento all’interno dell’ottava non è lineare da nota a nota, ma attraverso influenze di tensioni.

Possiamo vedere che la tensione tra il MI e il FA viene momentaneamente trascesa dall’aggiunta addizionale di una forza, anche quella presa da un’ottava inferiore che serve come “ponte”, senza la quale  torneremo indietro verso l’inizio dell’ottava.
Possiamo chiamare questa nota mancante la nota X, e la seconda nota artificiale, che si aggiunge tra il SI e il DO, cioè tra l’ottava e nona nota ,che è anche la prima dell’ottava successiva, la nota Y.   L’ottava precedente forma nell’ottava superiore una sola nota. Queste ottave più piccole, inferiori, vengono prodotte in maniera inversa a quelle delle ottave ordinarie. Ordinariamente un’ottava viene prodotta per frammentazione di una nota, ma in questa caso la nota mancante è prodotta da un assemblaggio intenzionale o meno di note più piccole, inferiori, in una nota esistente temporaneamente, con l’unico  solo scopo di supplire alla nota piena dell’ottava completa.
In questo modo è possibile comprendere la funzione
ed il metodo di lavoro di un gruppo di esseri umani che cercano di portare le proprie attività sotto le corrispondenti attività  superiori, per produrre quella momentanea nota mancante in  un’ottava superiore di un lavoro proveniente da un cosmo di ordine superiore al nostro, di cui tutta la vita organica altro non è che una semplice nota.

Se comprendessimo le nostre funzioni in relazione a questo Corpo di dimensioni più elevate come fossimo parte di una radio, ognuno dei partecipanti potrebbe essere visto come una pezzo particolare con una funzione specifica. Qualcuno potrebbe essere come un “resistore” che resiste al flusso della forza in una maniera definita. Altri sono i condensatori o capacitatori, cioè capaci di accumulare e, quando la forza è stata concentrata a sufficienza, rilasciarla.  Alcuni sono i diodi, che permettono alla forza di fluire in una direzione precisa. Vi sono poi le batterie, che producono quella forza grezza per l’attivazione dell’equipaggio, antenna e terreno, grazie ai quali è possibile alla radio di connettersi con le onde dell’aria  sulle quali viaggiano le onde radio. Cristalli, la cui funzione consiste nel permettere alla radio di sintonizzarsi, od amplificatori, che possono amplificare a nostro comando la nostra percezione delle micro- variazioni di una singola onda di forza.
Per poter comprendere la funzione dell’ottava bisogna vedere non solo la nota visibile presa a prestito, ma anche le ottave più piccole, da cui  è estratta.

L’uomo ordinario cerca continuamente di arrivare ad una visione prefissata della sua destinazione. Non gli piace  ritrovarsi seduto  tra due sedie, posizione che lo obbliga urgentemente a cercare di raggiungere la nota originale da cui è cominciato il suo viaggio. Preferisce restare “prigioniero” della familiarità, piuttosto che muoversi in territori sconosciuti. Coloro che conoscono l’ottava sanno che non esiste l’inconoscibile, perché tutto può essere predetto.
  Non è possibile completare un’ottava quando si è occupati a raggiungere l’ottava superiore, anzi è meglio restare nelle ottave inferiori più del necessario per poter così formare ed  inserire le note artificiali al momento giusto. Normalmente si pensa che una volta passato l’intervallo MI-FA si possa passare all’ottava superiore. Esistono altre due ottave artificiali che bisogna attraversare prima di salire nelle ottave superiori. Queste ottave addizionali che formano le note X e Y sono, per loro natura, negative Ma esse rappresentano la forza negativa soltanto quando vengono inserite nell’ottava di ordine superiore.
L’ottava ordinaria è convessa fin quando arriviamo all’intervallo, poi diventa concava, e subito dopo di nuovo convessa. Questa concavità, in relazione alla forza propulsoria che ci fa andare avanti, rappresenta un rilassamento, una debolezza. Se vogliamo andare avanti, questa debolezza va superata. Se non si sa come far lavorare volontariamente l’ottava, si resta facilmente influenzati  dalla vita meccanica, perché le attività automatiche seguono l’ottava interna della vita organica.

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