LIZELLE REYMOND
Introduzione:
Lizelle Reymond (1899-1994), ha avuto contatti con Ramdass, Ramana
Maharshi e Vivekananda. Iniziò e diresse la Scuola di Gurdjieff a Ginevra in Svizzera, dal 1960 al 1994. Era allieva diretta di Madame
De Salzmann, ed ha dedicato più di 35 anni alla traduzione in francese di
antichi testi indiani. Inoltre
è stata pioniera negli anni 60 in Francia ed in Europa della pratica cinese del
Taiji Quan (scuola prof. Zheng Man Qing). Patrick
Kelly incontrò Lizelle nel 1978 nel sud della Francia. Un allievo anziano della
sua scuola andò poi in seguito in Malesia a studiare Taiji con Huang Xiang Xian,
e sua figlia divenne poi la moglie di Patrick Kelly.
Madame Reymond ricevette più volte pressioni negative dai Gurdjieffiani
più ortodossi, in parte a causa del suo rapporto con il Maestro indiano Anirvan,
e in parte perché sostituì il Taiji ai movimenti e danze di Gurdjieff. In ogni
caso riuscì a continuare nel suo lavoro poiché aveva il pieno supporto di
Madame De Salzmann che
all’epoca era la diretta responsabile della scuola.
Nel suo libro “To Live Within”, Lizelle,
ci racconta dei suoi cinque anni passati con il guru Indiano Anirvan, che
viveva ai confini tra India e Nepal.
“Della vita Interiore” è un libro che racconta la storia della scoperta di
una filosofia di vita che si sviluppò in Oriente dopo molti secoli di ricerca
ascetica, fatta da persone straordinarie, ma allo stesso tempo ci da anche una
veloce visione nella mente del suo Maestro.
Anirvan combinava il lavoro pratico su se stessi (disciplina personale), la
pazienza e la serenità con il suo sforzo di condurre coloro che gli erano
vicini al “duello interiore” con i propri problemi piuttosto che con il
fronteggiarli dall’esterno.
Anirvan
chiese a Lizelle di non scrivere troppo prematuramente sulla loro esperienza,
così dodici anni dopo aver preso
tempo per riflettere su tutto ciò che apprese, scrisse questo libro.
Non esiste traduzione italiana del libro, e chi volesse approfondire gli
argomenti qui brevemente descritti, dovrà rifarsi al testo inglese, francese o
spagnolo. Ho scelto di tradurre con cura solo ciò che è utile per l’attuale
livello di pratica di chi segue questa Scuola. Così com’è il punto di
vista…così uno vede.
-------------
Tutte
le esperienze spirituali altro non sono che sensazioni nel corpo. Esse
sono delle semplici e graduali serie di sensazioni che iniziano dalla
solidità di un blocco di argilla, poi gradualmente passano, in
piena coscienza, attraverso la liquidità e l’emanazione di calore
verso quella di vibrazione totale prima di raggiungere il Vuoto. La via da
percorrere è lunga. Ogni volta che nella scala ascendente ci si ferma, una
sensazione di espansione nello spazio e un completo rilassamento è esperito.
Queste sensazioni sono un assaggio di cosa potrebbe essere l’esperienza del
puro Spirito (Sat), dove tutte le cose sono trascese. Quanto siamo distanti da
tutto ciò! Ora, in questo momento, lo spirito e la materia appaiono come una
sola cosa. Questo concetto deriva da una vecchia storia delle purificazione
degli elementi che nel Tantra è
detta; Bhuta-shuddhi.
Che la vostra
presente disciplina diventi per voi questa sottile gradazione di sensazioni, un
significato, ora, per l’espansione, e più tardi, per infiltrazione dentro
ogni cosa attorno a voi, sia esseri che cose. Diventa cosciente delle profonde e
forti sensazioni durante il passaggio da un elemento ad un altro.
Ogni contrazione genera calore, e i calore produce espansione. La vera
disciplina personale (tapasya) altro
non è che questa espansione del proprio essere radiante calore prodotto dalla
concentrazione interiore.
Ricorda sempre che ogni sensazione di espansione che esperisci, è una
radiazione. Rimani calmo, e irradia questo calore. Questa radiazione altro non
è che Shakti, un istante di coscienza viva, cioè, un’esperienza diretta che
è radicata in te. La tua sensazione è una prova di ciò, una certezza che non
puoi cancellare dalla tua memoria.
Durante la meditazione,
tutto il corpo è utilizzato per scoprire una sensazione di espansione che, per
un lungo periodo, rappresenta la meta finale. Lavorare sul corpo, è un compito
delicato che deve essere eseguito con informazioni molto precise, poiché ogni
momento, volontario o involontario, è una ricerca della quiete, vale a dire, di
una sensazione di coscienza fisica.
Il primo obbiettivo da
raggiungere è perfetta solidità del corpo immobile. Per arrivare a ciò, tutti
i pensieri devono essere riportati uno dopo l’altro al corpo, alla sua forma,
al suo peso, al suo equilibrio. Non deve esserci altro tipo di pensiero. Questo
stato è simboleggiato dalla materia “terra”, nel cui cuore, sebbene c’è
pesantezza ed opacità, una vibrazione esiste.
L’attenzione gradualmente
viene direzionata sull’immagine di un recipiente (ndt: anche vaso…). Il
corpo è realmente quel recipiente composto da materia pesante. Esso contiene un
vino molto effervescente. Concentrato su se stesso, l’attenzione entrerà nel
corpo, andrà giù lungo la colonna vertebrale fino a quando non si percepirà
un’impressione di pesantezza nel centro di gravità. A questo punto, tutto il
corpo è diventato duro come una statua di forma pura[1].
Ora, tutti i movimenti interni del
recipiente sono percettibili: effervescenza, agitazione, idee, immagini, tutte
prodotte dal corpo. La stabilità del corpo è già uno stato in se stesso.
Questo è il motivo per cui si da tanta importanza al cibo e all’igiene.
Il secondo livello, inizia quando il corpo, nella sua ben stabilita
solidità, può diventare la matrice dell’energia in movimento. Esternamente
duro, il corpo, internamente diventa la pulsazione della vita che lo riempie.
Un’intesa vibrazione di energia freme in esso. Questo
stato è rappresentato dalla purificazione dell’elemento acqua, cioè,
dalla transizione da una densità pesante ad una più leggera.
Poi viene la scoperta che un corpo
radiante e con sensazioni molto
sottili è contenuto all’interno del corpo di carne. E’ solo quando il corpo
di carne ha una forma solida che i canali nervosi (nadis)
possono essere percepiti con tutte le sensazioni di corrente vitale
che passano attraverso di essi. Come riportato nei Veda,
“Una corrente fluisce attraverso una roccia.”.
Il terzo livello si manifesta quando tutte le correnti dell’energia
nervosa che scorrono attraverso
l’interno del corpo diventano correnti di luce, da cui, poco alla volta si
percepisce una sensazione di fuoco. Questo è lo stato della purificazione
dell’elemento fuoco, che farà salire la temperatura del corpo come in un
attacco di febbre.
Questi tre livelli –quello della solidità del corpo, delle sensazioni
delle correnti nervose, e della luce.- sono
caratteristiche della meditazione profonda. Fino a questo punto,
l’individualità resta intatta, espressa dalle parole, “Uno dei tanti”.
Il
quarto livello è quello in cui l’individualità viene dispersa Lo stato della
sensazione del fuoco che consuma il corpo, è un’ulteriore transizione da
qualcosa di pesante in qualcosa di densità più leggera. Il fuoco che consuma
il corpo interno, consuma allo stesso tempo ogni tipo di forma, fino al livello
dove la sensazione del senza-forma diventa radiante. Questo stato è
simbolizzato dalla purificazione dell’elemento aria. L’abituale impulso odi
ricorre alle forme scompare. Resta solo il Vuoto, che allo stesso tempo è una
precisa e globale sensazione di multiformità. Tutto è chiarezza e calma.
La meditazione di fatto è un lavoro di laboratorio e un attacco contro Prakriti, per fuggire dalla sua schiavitù.
----
Il primo pellegrinaggio è da soli verso la vetta della montagna, che è vivere la verità, la ricerca del Sé, la scalata interiore verso la libertà; arrampicati più in alto che puoi.
Il secondo pellegrinaggio è verso il mare, abbandonare l’IO; gettare l’ego nel mare.
Il terzo pellegrinaggio è verso quel luminoso essere nascosto nel cuore; vivere nel Vuoto, l’ego è trasceso.
Quando conosci la morte al tuo interno, conosci la vita interiore. Non vedo nessuna differenza tra vita e morte. Sedersi ben eretti è veramente essere vivi dentro. Sedersi ben eretti significa pensare correttamente.
Le azioni non sono di nessuna importanza, poiché sono di beneficio solo per il tuo ego. Soltanto se la tua azione chiarisce la tua visione, allora è utile.
Non confezionare per la massa; crea per la tua stessa gioia. Le cose automaticamente si aggiustano attorno a te. Sii nel mondo, ma non dipendere da esso. Non creare circostanze, le azioni producono sempre reazioni. Innanzitutto cerca di essere niente, nulla. Lo Spirito E’, la manifestazione fa. Tu sei entrambi. Qui ed a casa sei da solo, accettalo, gustalo. Deve restare solo come una vetta.
Tutte le filosofie altro non sono che un ammasso di foglie morte. La conoscenza consiste semplicemente nel trovare l’unità nella molteplicità; organizza le cose attorno ad un’idea. La conoscenza deve essere vissuta, e la vita conosciuta. Vedi solo una parte e pensi sia il tutto. Dobbiamo semplicemente capire cosa accade. Non fallire nell’osservare il gioco.
Tu senti di non sapere nulla. Lascia che la mente si riposi un poco. Lascia che si acquieti, altrimenti non c’è possibilità alcuna per diventare coscienti. Non dire mai che c’è una fine, continua. C’è una sola esistenza. Noi non siamo altro che…ripetizioni.
L’andatura della vita è sempre più veloce, è così è la velocità della mente. Abbiamo dimenticato come soffrire meccanicamente. Perché riportare la mente in ciò?
I sassi e i semi sono differenti. Se ammassi dei sassi, il cumulo cresce, ma se metti un seme nel suolo, esso stesso può crescere.
L’amore
deve essere sempre impersonale.
[1] Valmika, mentre era nello stato di solidità del corpo, si dice, sia stata ricoperta completamente da formiche bianche.