
Ovvero…
come rendere Pratica per il Lavoro la nostra vita quotidiana.
In
origine, i sermoni moralistici oggi comuni alle funzioni ecclesiastiche non
facevano mai parte dei servizi religiosi. Nella sua forma più antica il sermone
era una storia raccontata dal cantastorie del villaggio, di solito una
sacerdotessa o uno sciamano. Di solito erano storie di dei, spiriti, santi,
profeti e, prima che la dottrina religiosa apparisse in forma scritta, tali
storie erano narrate con ampio uso della gestualità e della recitazione,
proprio come tutti i cantastorie tribali, dappertutto, hanno riferito la storia
ed i miti religiosi della tribù, fin dall’alba della storia, giù fino al
tempo presente.
In seguito le storie, dopo innumerevoli ripetizioni, vennero formalizzate e
semplificate in un qualche tipo di catechismo, posto in relazione con la conta
del rosario o con la tessitura, con lo scopo di aiutare il cantastorie a
ricordare i dettagli e la sequenza in cui le storie erano organizzate. Tutto
questo avveniva molto tempo prima che le storie venissero messe per iscritto.
Non molta gente sa che il Vecchio Testamento in origine era una collezione di
miti tribali, registrati su carta solo molti secoli dopo che essi erano stati
introdotti nella tribù, allo scopo di preparare i suoi membri per
l’iniziazione alla vita adulta. A quei tempi la tribù non era ancora
stanziale, era un gruppo di nomadi, che vagava lungo le vie di scambio e
d’acqua.
Poi
venne il periodo in cui le storie vennero organizzate in varie forme teatrali,
sia come raduni religiosi ritualizzati, sia come rappresentazioni più
ovviamente teatrali, dette misteri, come quelli dell’Ellenismo greco e del
Medioevo nell’Europa occidentale; venivano eseguiti di fronte a un pubblico
che non sapeva leggere né scrivere, tenuto dalla potente aristocrazia in
condizioni di perpetuo analfabetismo, ignoranza e superstizione a livelli
inumani, solo per controllarlo più facilmente.
Nella fase successiva, Quando il popolo fu in grado di leggere e divenne un
po’ più informato, a dispetto di qualunque cosa potessero fare i potenti per
impedirlo, questi miti tribali divennero più o meno alla portata del popolo,
per cui i leader religiosi passavano la maggior parte del loro tempo a
giustificare i miti sviluppatisi lungo i secoli, spiegando ora questa ora quella
discrepanza.
Di lì a non molto, queste storie tribali divennero lezioni moralistiche
ritualizzate,
interpretate a beneficio del pubblico secondo i condizionamenti soggettivi e le
fobie personali del prete officiante.
All’inizio nelle chiese, quando i loro organizzatori possedevano reale
conoscenza, veniva utilizzato tutto il processo dell’evocazione, vale a dire
il processo di tirar fuori da se stessi l’atmosfera mentale ed emotiva
necessaria all’invocazione, per cui l’intera assemblea poteva passare da una
dimensione inferiore ad una superiore, mediante il processo di attirare giù, su
di sé, una coscienza superiore; allo stesso tempo d’inviare verso l’alto le
sostanze inferiori trasformate, mediante il processo di reciproco nutrimento.
Durante le più antiche forme di comunione ritualizzata che viene dai Sumeri e
trova la sua migliore espressione nella Cena del Passaggio, così come offerta
dall’uomo chiamato Gesù, venivano evocati il sangue, il corpo e l’esatta
atmosfera dell’Assoluto.
In queste antiche forme di servizio religioso, l’intera assemblea era
consapevole della propria valenza d’invocazione e tutti si aspettavano,
mediante i propri sforzi, di produrre e prender parte a un’emozione superiore
condivisa da tutti, la quale li avrebbe trasportati, come un unico corpo
composto di corpi e menti umane, nella dimensione superiore. In questo modo da
parte di sacerdoti o sacerdotesse venivano evocate, secondo una precisa
sequenza, delle gradazioni esatte di stato d’animo.
Questo processo era sperimentale solo all’inizio e, dopo pochi secoli, vennero
tracciate delle mappe complete degli esatti risultati di tali evocazioni
mentali, emotive e psichiche e così i sacerdoti e le sacerdotesse seppero
esattamente come condurre la congregazione in un viaggio in cui si faceva
esperienza di un passaggio attraverso dimensioni superiori molto vicine a quella
dell’Assoluto stesso.
Lo stato d’animo della congregazione non era lasciato al caso; le sacerdotesse
ed i sacerdoti invocanti dovevano sembrare, a gente armata solo di conoscenza
ordinaria, come maghi nel senso che essi sapevano esattamente come invocare
questi sentimenti religiosi superiori. Essi intenzionalmente davano forma,
mediante la vista ed il suono, allo stato d’animo della propria congregazione,
per ottenere quell’esatto passaggio attraverso le dimensioni superiori che
essi sapevano sarebbe stato più utile all’Assoluto.
L’architettura, la luce dalle finestre, le candele, l’incenso bruciato, la
musica, i costumi e i canti, tutto contribuiva all’evocazione di questa serie
di stati d’animo sacri.
L’atmosfera veniva evocata mediante la parola, la salmodia e la danza del
sacerdote-cantastorie e a volte dall’aggiunta di un coro di cantanti, di
danzatori e perfino dall’intera tribù, a volte con tale entusiasmo che tutti
si immergevano in unione estatica. Vi potete ben chiedere come tutto questo sia
andato perduto. Si tratta solo di un’altra delle malefiche conseguenze della
nostra super-civiltà meccanizzata.
Molti di noi, essendo nati con la radio, la televisione e tutti i generi
d’intrattenimento automatico, non hanno modo di sapere che prima
dell’invenzione del fonografo e della radio nella maggior parte delle famiglie
si era capaci di cantare, raccontare storie e suonare strumenti musicali. Ma
dopo l’introduzione del casalingo divertimento meccanico e passivo, la gente
cessò di raccontare storie, di cantare, di suonare e di partecipare attivamente
a qualsiasi cosa. Da allora in poi, ci si accontentò solo di ascoltare.
Prima
dell’invenzione del baseball, del football, dell’hockey, del cinema, della
radio e della televisione, la gente in Occidente per passare il tempo faceva una
passeggiata nel parco, visitava un museo o una mostra, ascoltava un recital in
una piccola sala da concerti o una piccola banda sotto il gazebo, si riuniva a
mangiare un gelato, a cantare o a suonare strumenti musicali, oppure a casa
riservava del tempo per pregare insieme o per lo studio collettivo delle sacre
scritture. Naturalmente adesso tutto questo è cambiato.
Oggi ognuno siede incollato, in
totale rapimento, davanti ad un tipo o un altro di schermo fluorescente, sia
esso uno schermo televisivo, di computer, di videogame, aspettando che gli venga
detto qual è la prossima cosa da fare, o che cosa comprare al supermercato
vicino, oppure siede passivamente in qualcosa di simile ad uno stato di
catatonia, mentre viene incessantemente bombardato da ciò che è diffusamente
considerato come divertimento.
E' naturale che se passa anche un solo momento senza che una di queste cose
tenga la sua attenzione immersa in totale seduzione, egli immediatamente e senza
un momento di esitazione cambia canale sul televisore o cambia la cassetta del
videogame nel computer.
Se mai questo passivo divertimento non-stop dovesse per caso interrompersi,
oppure nel momento dell’intervallo della partita, apre una lattina di birra,
ordina una bella pizza o del cibo cinese, o se ne va semplicemente a letto
completamente confuso. E questa sarebbe la stessa gente che desidera
l’immortalità!
Naturalmente, almeno per mantenere le apparenze sociali e per non mettere in
pericolo le relazioni d’affari con altri concittadini, e allo stesso tempo per
cercare di dare l’impressione di non essere completamente stupidi, nel senso
di stupefatti come veramente sono, fanno come i Romani del Periodo Imperiale,
vale a dire allestiscono uno spettacolo di grande effetto: visitano un tempio in
cui, secondo il loro locale culto religioso, vengono tenuti i riti della
fertilità; e questi ultimi avvengono nel modo seguente: essi siedono
passivamente insieme ad altri del loro ceto; la maggior parte di essi si sono
ripromessi di farsi vedere mentre partecipano ai servizi, solo in quanto sono
interessati alle proprie relazioni d’affari; il loro gaudente prete o
predicatore, tutto coperto di paramenti, li invita a ‘dare il responsorio’ a
qualche tipo di preghiera meccanica; nel frattempo alcuni sperano che nessuno
noti il fatto che sono vestiti secondo la moda dell’anno passato. Più o meno,
ecco cosa ne è di questi incontri che in origine assolvevano i nostri sacri
obblighi nei confronti dell’Assoluto....