
Ovvero…
come rendere Pratica per il Lavoro la nostra vita quotidiana.
Sezione 2
La conoscenza è stata sostituita da un rituale svuotato di significato e di
valore. La preghiera oggettiva è stata sostituita da quella soggettiva. Se solo
conoscessimo l’antico uso ed il metodo per la preghiera, allora saremmo in
grado di ripagare la natura per la nostra esistenza organica e allo stesso tempo
potremmo salire sulla Croce, allo scopo di alleviare la sofferenza
dell’Assoluto. Ai tempi della civiltà sumerica e babilonese, sapevano in modo
esatto come produrre vera preghiera. Quelli erano i bei vecchi tempi! Quando
prevalevano conoscenza e comprensione, l’immortalità non veniva ricercata di
per se. Il domandarsi perché l’uomo esiste e perché il Creatore ha dato la
possibilità dell’immortalità agli esseri umani era vincolato unicamente allo
scopo di alleviare la sofferenza dell’Infinito Creatore. Il Lavoro è un
ritorno in questo mondo motivato dalla nostra compassione verso l’Assoluto. A
causa di questa compassione, noi vogliamo prenderci l’impegno di perfezionare
noi stessi, di sopportare l’eterno ritorno, di risvegliare la macchina e di
farla agire verso il nostro Essere come fonte di trasformazione. Ecco ciò che
rende Il Lavoro differente dal Voto del
Bodhisattva, secondo il quale si ritorna in questo mondo per una forma di
compassione verso tutti gli altri esseri.
L’utilità della cerimonia nella religione moderna è del tutto soggettiva,
poiché la religione è divenuta antropocentrica.
Dobbiamo comprendere pienamente che pregare non è preghiera, né preghiera è
religione. Dovremmo sforzarci di imparare il significato della frase "Bene orasse
et bene laborasse", che significa Pregare bene e lavorare bene.
Nell’antico Egitto la Preghiera Assoluta era ben conosciuta; era chiamata Il
Lavoro Segreto, ed i sacerdoti dei templi tenevano dei resoconti dei loro
tentativi di svolgere questo servizio verso l’Assoluto. Una tecnica di alcune
scuole è stata quella di trasmettere dati attraverso il cibo e le bevande ed
anche mediante manufatti e monumenti caricati in modo speciale, con un certo
tipo di forza superiore. La forza trasmessa in tal modo penetra l’intera
macchina biologica organica, mettendo una conoscenza speciale in contatto con le
informazioni ordinarie già presenti nel cervello; questo, se protratto per un
lungo periodo di tempo, può anche produrre reali cambiamenti nell’Essenza.
In alcuni casi l’influenza e le emanazioni di un manufatto, di un monumento o
anche di un uomo trasformato e che diviene una sorgente di radiazioni superiori,
può produrre un piccolo cambiamento in chi viene in contatto o passa attraverso
la sua sfera d’influenza, anche momentaneamente, come spesso succede a chi
visita luoghi sacri o entra in contatto con un santo.
Per rendere realmente utile questo piccolo cambiamento nell’Essenza,
cioè un nuovo ‘feeling’ dell’incipiente sorgere di una Coscienza
Oggettiva prodotta dal contatto con un manufatto, un monumento o un santo
irradiante (nel senso che produca uno sforzo verso il Lavoro), c’è bisogno di
uno sforzo aggiuntivo personale, ed in ogni caso si otterrebbe un qualche
effetto solo nel caso che esista un’attitudine naturale per il Lavoro.
Mediante le tecniche del Teatro Sacro, come facevano in origine gli sciamani e
le antiche sacerdotesse nei loro rituali religiosi, possiamo utilizzare il poco
che conosciamo sulle dimensioni superiori come punto di partenza per penetrare
al di là della nostra dimensione. In un certo senso, la preghiera Assoluta è
una forma di Teatro Sacro in cui impariamo a recitare la parte (voglio dire, ad
assumere il ruolo) dell’Assoluto, crocifisso per sempre sulla Croce Eterna.
Il Teatro Sacro è un mezzo efficace per penetrare nell’ignoto con l’uso di
speciali tecniche di recitazione volte ad attivare funzioni mentali ed emotive
superiori.
Il Teatro Sacro come forma oggettiva di quel teatro usato per la prima volta dai
Sumeri nei loro primissimi esperimenti di invocazione non ha assolutamente nulla
a che fare con l’auto-espressione personale o con i messaggi filosofici
sputati da qualche egocentrico mostro che si pavoneggia avanti e indietro su un
palcoscenico. La disciplina del Teatro Sacro può essere studiata dopo che il
lavoro iniziale ha messo almeno un poco di radici.
In ogni caso, possiamo considerare la faccenda in questo modo: se
avessimo scelto la vita ordinaria, avremmo potuto vivere in pace con il nostro
destino organico ordinario?
Iniziando a considerare queste questioni in modo più profondo, giungeremo a
capire cosa significano veramente studio ed educazione. Lo studio ordinario
consiste semplicemente nell’ascoltare qualche interessante idea esoterica ed
essere capaci di ripeterla ai cocktail party ed ai nostri reciproci funerali.
Studio profondo significa mettere a fuoco tutta la nostra piena attenzione con
la forza del nostro Essere fin quando i dati sono completamente assorbiti;
oppure tutto il nostro Essere collassa in una doccia di merda.
L’essere umano è l’unico animale capace di pregare. Con essere umano non si
intende l’uomo organico ( alias il Primate Umano), ma un essere completamente
trasformato ed evoluto, con una macchina biologica “sveglia”.
La più antica forma di preghiera non era una “supplica”, ne era emotiva,
sentimentale o soggettiva. Sfortunatamente la maggior parte dei monaci
e delle suore che vivono una
vita in contemplazione e devozione, praticano la preghiera emotiva, che è
interamente soggettiva, sentimentale e nostalgica, e perciò completamente
inutile per i bisogni dell’Assoluto.
Anche la vita del Cristo è stata completamente fraintesa. La crocifissione non
aveva come scopo la rimessa dei peccati… anzi questa idea è molto lontana
dalla verità. Essa è un messaggio, un’illustrazione grafica della condizione
dell’Assoluto che è la Realtà dietro al Cristo sulla Croce, crocifisso nella
involontaria Creazione senza alcuna speranza di fuga.
La Creazione è infinita, nel senso che è eterna, esattamente come lo sono le
nostre vite, perché esistiamo all’interno della Creazione stessa. L’uomo
sulla Croce, anche se esistito storicamente all’interno della Creazione, è un
riflesso dell’evento reale che esiste al di fuori dello spazio e del tempo.
Il nome originale della preghiera era ELKDONIS, che significa: “Aiutare l’Assoluto.”
Qual è il tipo di preghiera che può
aiutare l’Assoluto? Certamente non quella dell’uomo comune che chiede per se
stesso. Nella vera preghiera non si prega, si fa la preghiera.
Questo tipo di preghiera è detta :
Preghiera-
Assoluta.
Mentre la preghiera soggettiva è
diretta verso le cose della macchina biologica, la preghiera-Assoluta è un mezzo
per pagare il debito della nostra esistenza, e allo stesso tempo permetterci di
evolverci per gli scopi dell’Assoluto. La preghiera-Assoluta nel suo senso
antico e originale, è il mezzo
grazie al quale noi possiamo “assolvere” noi stessi dal peccato originale.
Il peccato originale non è un concetto filosofico astratto, o un’idea
originale, ma una sostanza tangibile e materiale che si accumula nella macchina
biologica umana come risultato dei molti passaggi della nostra presenza nel
corso della nostra eterna vita meccanica. Il peccato è solo un risultato della
nostra seduzione inconscia del mondo organico ( Essere di questo mondo, ma non
in questo mondo…). Nel LAVORO, grazie ad un reale rimorso di coscienza,
si vede al peccato senza colpa, riuscendo ad utilizzare ciò come
sorgente di forza per la stessa preghiera- Assoluta.
L’unica vera cura contro il peccato consiste nel “risvegliare” la macchina
biologia, e la risultante trasformazione dell’Essere ci permette di ritornare
consapevoli della nostra vita, del nostro tempo, per la perfezione delle qualità
interne:Attenzione, Presenza, Consapevolezza ed Essere, lavorando dal
presente verso il passato, sempre più indietro nel tempo, fino a quando
diverremo capaci di LAVORARE per la perfezione dall’inizio alla fine,
dall’Alpha all’Omega.
Ma se ritorniamo alle nostre vite inconsciamente, come possiamo studiare la vita
per un possibile perfezionamento?