
Ovvero… come rendere Pratica per il Lavoro la nostra vita quotidiana.
Sezione 3
Se, all’inizio della nostra entrata nel mondo fenomenico, avessimo la volontà
di “risvegliare” la macchina biologica umana, non saremmo vittime del sonno
della macchina stessa e, grazie a ciò, potremmo facilmente studiare
l’imperfezione delle nostre vite interiori e ripararle grazie alla forza del
nostro Essere, prodotto dal risveglio della macchina biologica dal primo momento
del concepimento al punto di morte. Ma… come si può risvegliare la macchina
biologica? Tanto per cominciare non possiamo fare niente finché non siamo
consapevoli che la macchina biologica umana è addormentata.
Inoltre,
noi possiamo risvegliare la macchina biologica solo se durante la nostra vita
ascendiamo volontariamente la Croce.
I centri inferiori (fisico,emozionale ed intellettivo) hanno una funzione
oggettiva nella esecuzione della Preghiera-Assoluta . Purtroppo nessuno di
questi centri può da solo avere la volontà sufficiente per “risvegliare”
la macchina biologica umana per farla ascendere consapevolmente sulla Croce.
Inoltre nessun centro attivo di per se può raggiungere la contemplazione
dell’Uomo sulla Croce per poter eseguire effettivamente la preghiera
–Assoluta.
Per attivare il centro motore della preghiera-Assoluta bisogna includere
necessariamente tutte le azioni volontarie ed involontarie della vita
quotidiana. Una giornata di negatività produce la forza per la preghiera. La
macchina è la sorgente di tutte le negatività. Bisogna usare questa negatività,
che può essere accumulata in centri specifici durante la giornata, per invocare
la Preghiera-Assoluta. Ciò che
invece bisogna evitare è che la macchina biologica umana resti negativa durante
la Preghiera-Assoluta. E’ un problema molto semplice, perché la durante la
Preghiera-Assoluta la macchina biologica deve essere “sveglia”, e quando
essa è sveglia non può produrre forza negativa, perché l’invocazione della
Presenza mangia -per così dire- la forza negativa.
E’ una fortuna che abbiamo una macchina che produce negatività, perché
grazie ad essa possiamo invocare la Preghiera-Assoluta. Senza l’utilizzo della
forza negativa come cibo, come si potrebbe risvegliare la macchina ascendendo
volontariamente sulla Croce?
Allo stesso tempo siamo fortunati che non dobbiamo continuare ad essere soggetti
alla forza negativa della macchina durante il nostro tempo sulla Croce,
altrimenti non potremmo soffrire consapevolmente; Percepiremmo troppo dolore.
Ogni vera SCUOLA ha delle forme di Preghiera-Assoluta
obbligatoria, che deve essere ripetuta al mattino presto e alla sera. In
una vera Scuola si deve fare la comunione ogni volta che si mangia e si beve. In
un certo senso si cerca di diventare parte del Corpo dell’Assoluto, che altro
non ha che SE STESSO per generare il mondo; da Lui venne creato il mondo.
Bisogna pensare alla Preghiera-Assoluta come ad un mezzo per compiere i nostri
obblighi come esseri umani, non, in termini ordinari, come ad una stupida
funzione religiosa meccanica.
Quando degli individui si raggruppano per dar vita ad un cerchio di “Devoti al
Lavoro”, abbiamo un “Cerchio di Lavoro”. Esso ha due scopi: Permettere a
coloro che hanno l’esigenza di
accumulare informazioni riguardo il Lavoro e, allo stesso tempo, introdurre
i suoi membri alla Preghiera-Assoluta.
Ciò che ci si aspetta da coloro che prendono parte al “Cerchio di Lavoro”
consiste nella Assunzione di alcuni “Obblighi”o “Rituali”, grazie ai
quali ci si assicura che la Preghiera-Assoluta non diventi meccanica.
Per esempio vi è il rituale della purificazione e attivazione del Santuario ove
si terrà la Preghiera-Assoluta. Ciò non è ne più ne meno che il lavoro
preparatorio fatto in una cucina prima di cucinare e servire il pasto, e il
successivo rituale di pulizia del “tavolo”, lavare ed asciugare i piatti, più
il rituale esistente durante il convitto…
Il rituale esternamente deve scorrere meccanicamente, ma all’ interno del
rituale bisogna restare vivi e presenti.
Accettando gli obblighi di lavorare all’interno del Lavoro, è possibile
diventare immortali all’interno dei limiti del cosmo di un ordine inferiore a
quello del mondo organico. Ma l’immortalità non è importante perché noi
siamo già immortali, nel senso che esistiamo ora, e proprio perché siamo qui
ora, questo sarà sempre il nostro tempo nella Creazione. La Creazione è un
momento che esiste eternamente, e una volta che abbiamo finito questa
vita, nessuno può portarcela via, e fino a che non l’abbiamo perfezionata,
essa ci porterà sempre certi divertimenti apparentemente eterni. Nel senso
ordinario, l’immortalità diventerebbe presto o tardi il vero inferno, perché
niente nel nostro Essere sarà cambiato.
Niente di ciò che possiamo ordinariamente
imparare può esserci d’aiuto. Solo un lavoro speciale su noi stessi
che ci prepari al vero Lavoro può farci comprendere quanto esposto finora.
Senza un lavoro speciale, tutto è soltanto…una sega mentale.
Il tempo gioca un ruolo molto importante, ed è un vero peccato sprecarlo in
speculazioni che portano solo soddisfazione al centro mentale….
Nel nostro attuale stato, come possiamo capire lo scopo del lavoro di un
Maestro?
Vediamo
tutto in maniera lineare, cercando di penetrare nel futuro, ma il Maestro con il
suo lavoro penetra nel presente.
Il Maestro ha il compito di
trasmettere tutto ciò che è necessario per il Lavoro, ma è libero di
presentare le idee in modo che gli
individui che compongono un gruppo siano per necessità forzati a condividere
completamente tra loro quei frammenti di metodi
di lavoro ed intelligenza che, in qualche maniera, sono rimasti “incollati”,
per qualche strano caso, nella memoria. In questo modo essi sono obbligati a
lavorare come una squadra, oppure fallire miseramente in ogni tipo di lavoro
intrapreso. Questa intimità di gruppo è una necessità professionale del
Lavoro, e da vita a ciò che viene definito: “Circolo di Amici”.
Indipendentemente da dove abbiamo iniziato, dobbiamo prima o poi arrivare a
“Philadelphia” , che non è la città americana.
“Philadelphia” è un nome greco che significa “Amore fraterno”
– Phila deriva dal greco philos, amare, e delphia da adelphos, fratello -.
Una volta passati per questa
“città dell’Amore fraterno”, tutte le strade sono le stesse.
Se
abbiamo successo nel nostro Lavoro, noi non ritorneremo in un altro mondo ma in
questo stesso mondo, ancora e ancora, usando l’opportunità dell’immortalità
nel presente per perfezionare la nostra vita. La nostra stessa vita è il nostro
Lavoro.
Ritorneremo in questo mondo ancora e ancora, ma niente nel mondo esterno cambierà.
L’esterno resterà sempre lo stesso. La macchina biologica dirà sempre le
stesse cose, penserà nella stessa maniera, percepirà le stesse emozioni….
Tutto sarà come è sempre stato.
Non è nella matrice- l’Io esterno della macchina organica-, ma nel diamante,
l’Essere, che avverranno i veri cambiamenti. Percepire veramente, vedere
realmente, avere la volontà di “risvegliare” la macchina biologica, essere
capaci di rimpiazzare, riparare, dividere, espandere e concentrare
l’attenzione direttamente dalla sua sorgente…. Essere una sorgente cosciente
di trasformazione delle energie superiori.
All’inizio del Lavoro, qualcuno troverà che lo studio di se stessi, una
particolare forma di Attenzione, è più utile per loro, mentre l’utilizzo
dell’invocazione della Presenza sarà più utile ad altri.
Se non vi sono interferenze emotive negative, l’invocazione della Presenza
zampillerà dal centro emozionale
superiore, rafforzando così lo studio di sé,
così com’è esemplificato dal processo del seguire i movimenti della
macchina biologica umana come un amante seguirebbe ogni movimento dell’amata,
ma senza seria applicazione di una forza disciplinata e adorazione, sarebbe
tutto un fattore mentale e dunque inutile.
A qualcuno funzionerà di più il metodo “emozionale”, ad altri quello
“mentale”, perché – in relazione al detto: “ Che l’erba del vicino è
sempre più verde.”- tutti gli esseri umani, al
pari di altri primati, vogliono ciò che non hanno, mentre chi fa parte
di un gruppo di lavoro desidera solo ciò che ha. Il lavoro di gruppo serve solo
per preparare degli individui, che possono diventare dei possibili canditati per
il LAVORO.
Se capite questa idea, non dovrebbe essere difficile accettare il fatto che non
si può entrare in una comunità orientata verso il Lavoro per ottenere
qualche potere soprannaturale, ma per preparare se stessi al Lavoro. Un
Maestro può solo preparare al Lavoro.
Non romanticizzate la comunità di lavoro. I gruppi di lavoro sono di beneficio
per il Maestro, non per gli individui o il gruppo. Il vero senso del Maestro sta
nella sua capacità di riunire convenientemente tutti i possibili candidati
nella sua sfera di influenza magnetica, cosicché il potenziale di ognuno
di essi possa essere misurato. Solo successivamente potrà essere deciso verso
cosa lo sforzo del Maestro potrà profittevolmente indirizzarsi.
Uomini e donne hanno nel lavoro funzioni separate, ma devono lavorare
insieme, come una squadra in cui nessuno dei due è più importante
dell’altro.
Solo le donne possono imparare ad attivare il Santuario, mentre gli uomini
possono invocare la preghiera. Le donne possono produrre l’esatta atmosfera
richiesta per lo spazio sacro, ma gli uomini producono l’esatta forza negativa
che invia il principio attivo della preghiera verso l’alto; a causa di ciò la
forza della negazione deve essere prodotta nei cosmi inferiori.
Nella preghiera, il principio negativo femminile non può diventare una forza
di negazione, ma può produrre la forza della negazione per
l’attivazione dello spazio sacro. Solo
ora che l’atmosfera del Santuario, sigillato quando non in uso, è stato
pulito, purificato dagli incensi e dai suoni, e attivato, è possibile per gli
uomini usare il Santuario per la Preghiera-Assoluta.
Per altri tipi di preghiera o di lavoro, è vero il contrario; per esempio nei
rituali oracolari, gli uomini puliscono e preparano l’atmosfera, e le donne
eseguono la funzione delle sacerdotesse Pythian.
Sopra e sotto di noi esistono i
mondi fenomenico e non fenomenico, morte e rinascita, che formano un passaggio
di connessione tra il momento della morte a quello della nascita.
Quando siamo riusciti a fare di questi due mondi un unico ed unificato mondo,
nella stessa maniera in cui una comunità decide di riunire tutte le sue
facilitazioni educative in un’unica grande scuola, allora siamo entrati nel
“REGNO”.
Ma come si possono unificare questi due mondi?
Ho scoperto che estendendo la coscienza contemporaneamente nei due mondi,
attraverso il metodo del “Risveglio della macchina biologica umana”, i due
in qualche maniera diventano UNO. Ma… come comunicare al prossimo questa
scoperta accidentale?
Il processo di trasformazione avviene contemporaneamente nei due mondi.
Ora avete l’Informazione… ma, senza applicazione, è soltanto un altro
isolato frammento di informazione collezionata dal vostro piccolo, perpetuo e
occupato cervello.
La nostra meta consiste nel risveglio della macchina biologica, con lo scopo
della Trasformazione del nostro Essere grazie alla macchina. Il risultato di
questo lavoro è la vita nei due mondi contemporaneamente.
Lo Spirito esiste solo perché esiste l’essere umano, in quanto
l’uomo è il riflesso dello Spirito. Questa affermazione potrebbe confondervi,
perché nella vita normale i termini spirito e anima, anche se si riferiscono a
concetti differenti, sono più o meno interscambiabili. Tutto è formato dallo
Spirito, ma non dobbiamo dimenticarci che anche lo Spirito è una forma di
materia, seppure di qualità più alta e più raffinata che non la materia
organica.
Anche se tutto è formato di spirito, non tutto possiede un’anima, perché
essa si forma solo all’interno di una macchina biologica che non solo è
“Sveglia”, ma partecipe
coscientemente nel processo di Trasformazione. L’uomo organico non possiede
un’anima, perché esso non ha volontà necessaria per risvegliare la propria
macchina, anzi, anche se potesse non lo vorrebbe.
Un’anima può solo essere prodotta dalla Trasformazione dello spirito secondo
le Leggi del Lavoro, che sono: Compassione, Dovere e crocifissione volontaria.
Questi sono i tre chiodi che ci tengono fermamente appesi alla Croce.
Lo Spirito, passando attraverso il fattore trasformazionale, conosciuto come
uomo, lentamente, dopo un lungo periodo di tempo in cui la macchina è sveglia
– e solo in questi periodi di tempo può avvenire il processo
trasformazionale- diventa Anima.
L’uomo ordinario è un trasformatore di energie, ma l’uomo Reale può
trasformare l’Essere, detto in altra maniera, è la stessa cosa della pulitura
di un diamante.
La Sofferenza-Assoluta non è dolore. Questa idea, se messa al centro di una
contemplazione profonda, non per qualche ora, ma per molti mesi, mentre nello
stesso tempo si cerca di penetrare le sensazioni, emozioni superiori e
percezioni dell’Uomo sulla Croce, ci può portare ad una completa comprensione
del significato di essere tutto-Uno.
I
monasteri, la cui origine è antecedente l’impero egizio, utilizzavano
pienamente questa contemplazione tri-centrica sulla Croce. Ma come succede in
molte cose “umane”, tutto ciò è stato ridotto alla solita spazzatura
mentale e sciroppo sentimentale, e il significato per ascendere e discendere
dalla scala di Giacobbe andò velocemente perduto.
Le
sensazioni di dolore sono cosa diversa dalle sensazioni di sofferenza. Percepire
la sofferenza dell’Assoluto grazie ad una identificazione tri-centrica con
l’Uomo sulla Croce è un buon metodo di preghiera-Assoluta, ma solo se si
riesce veramente a percepire cosa significhi essere sulla Croce per sempre e
senza speranza alcuna di poter scendere.
Se
l’Assoluto si fosse completamente lasciato sedurre dal mondo fenomenico,
sprofondando completamente in esso, non ci sarebbe nessuna possibilità di
risveglio e trasformazione....