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Dacci oggi il nostro pane quotidiano  
Ovvero… come rendere Pratica per il Lavoro la nostra vita quotidiana.

Sezione 4


MADRE E FIGLIO

Un essere evoluto è come una madre, mentre l’Assoluto è come il figlio, nel senso che egli sacrifica per l’Assoluto tutto il suo Essere, un piccolo diamante per l’abrasione dell’Assoluto. L’uomo sveglio offre la sua anima, che ha prodotto con il suo lavoro conscio.
Se si è capaci di pacificare il centro mentale della macchina, almeno parzialmente, si è sulla buona strada per accumulare volontà che servirà a risvegliare la macchina stessa. E’ chiaro che all’interno della macchina esistono abitudini e bramosie, alcune mentali, altre emozionali, più molte altre attività, ognuna delle quali forma momentaneamente un centro di gravità, che diventa per breve tempo il dittatore di tutta la macchina… dunque… come possiamo mantenere noi stessi liberi da queste momentanee influenze operanti sulla macchina dal suo interno? Se avessimo un altro centro di gravità oltre il centro della macchina stessa, avremmo una maggiore possibilità di sfuggire a queste influenze che condizionano il nostro Essere.
Prendiamo come esempio la madre e il suo bambino: Il bimbo rappresenta per lei tutto ciò che sperava. Se la totale attenzione della madre resta sul bimbo (mondo esterno), esso diventerà per lei il suo centro di gravità, e tutte le sue energie arriveranno a lei completamente  in maniera meccanica dal mondo esteriore. A sua volta la madre diventerà reciprocamente il centro di gravità del bimbo, impedendo così la formazione di una volontà reale nel bambino, che certamente darà vita a quell’appropriato istinto del branco comune a tutti gli esseri umani, completamente vittime del condizionamento sociale.  

D’altro canto, se il centro di gravità della madre rimanesse dove dovrebbe restare, vale a dire nel suo plesso solare, suo figlio avrebbe  la possibilità di diventare per lei la sua forza passiva, che spingerà quelle sostanze trasformate opportunamente da lei durante il suo processo di risveglio e trasformazione, verso l’alto, nei mondi superiori. Lei potrebbe usare il figlio in questa maniera, e allo stesso tempo  essere d’aiuto al figlio, durante il periodo degli anni preparatori alla maturità, nella formazione di tutto ciò che abbisogna per la sua evoluzione, che gli permetterà di entrare a tutti gli effetti nella “Tribù”, o come in America oggi nel mondo del lavoro.  

Se il bimbo continua a restare il suo centro di gravità esterno, essa non riuscirà mai ad amare veramente il figlio perché l’amore può solo formarsi attorno ad un centro di gravità reale, come una perla può formarsi solo attorno ad un seme. Anche se una madre fosse disposta a sacrificare tutta la sua vita per il figlio, rendere il figlio un centro di gravità esteriore non è un buon metodo per provvedere ai bisogni che il figlio manifesterà nell’età adulta. 
L’impulso ordinario materno consiste nel fare del figlio il proprio centro di gravità esteriore, sacrificando se stessi. Alla stessa maniera un uomo ordinario, per un momentaneo piacere organico, farebbe del mondo organico il suo centro di gravità, sacrificando tutto il suo Essere.  
Alcuni guardano al condizionamento psicologico della macchina biologica come a qualcosa di “alieno”, per il semplice fatto che non riescono a capire come ci si è potuti identificare con essa, e soprattutto come abbiamo potuto interessarci così spasmodicamente alle cose che interessano alla macchina biologica stessa. Se guardiamo indietro alla nostra infanzia, possiamo scoprire un tempo in cui abbiamo avuto la stessa sensazione. Non ci interessava niente delle cose che gli adulti trovavano interessante. Di fatto, se riuscissimo a ricordarci quel periodo della nostra vita, scopriremmo che abbiamo dovuto lavorare duramente per diventare interessati a quelle cose ordinarie, e questo solamente per ottenere lo status di un membro genuino del branco. 

Vi ricordate cosa avete dovuto fare per poter avere quegli interessi? Vi ricordate che per poter sviluppare degli interessi ordinari avete anche dovuto sviluppare una corrispondente personalità? Se in due precisi momenti della vostra giovane vita non vi fossero stati applicati degli shock, non avreste mai dovuto forzatamente sviluppare quei falsi centri e il rispettivo condizionamento della macchina associato ad essi.  
Questa idea attualmente eretica verrà un giorno, man mano che l’educazione diverrà sempre più “illuminata”, accettata dagli educatori.  

I bambini non hanno bisogno di dover imparare qualcosa in particolare, e anche se il metodo di insegnare loro ciò che vogliono deve essere esatto, bisognerebbe estrarre da loro qualcosa piuttosto che introdurre in loro qualche struttura scolastica preconfezionata. Ad un certo punto del loro sviluppo si può aggiungere qualche shock particolare. In alcune civiltà antiche, ciò veniva praticato come parte naturale del processo ordinario dell’educazione del ragazzo. Quando questi shock particolari venivano applicati, si evitava la formazione di falsi centri, permettendo così al ragazzo di sviluppare l’aspetto più elevato del centro mentale, emozionale e motorio-riflesso, insieme ad un’attenzione e coscienza non ordinaria, che dovrebbe essere il naturale prodotto di ogni educazione.  
Ora posso anche aggiungere che questi shock possono essere introdotti anche negli adulti, ma un adulto è molto “fissato” e gli shock potrebbero essere distruttivi, a meno che non si presti attenzione. Gli adulti sono molto… delicati!

 

NUOVE  IDEE O…  
NUOVO MODO DI FARE?

Sono molti coloro che vanno in una Scuola per trovare un metodo che allevii la loro piccola sofferenza, ma, quando essi arrivano, devono da subito cominciare a lavorare su se stessi, anche se per loro ciò significa eliminare la sofferenza personale. Il Maestro o guida, aspetta pazientemente sperando che essi eventualmente si rendano conto che il Lavoro non riguarda l’eliminazione della sofferenza personale. In ogni caso il Lavoro non può alleviare la sofferenza personale. Si spera che presto o tardi, ma sarebbe meglio subito, l’allievo scopra che si è qui per servire il Lavoro, non è il Lavoro che è qui per servire noi.
   Solo dopo che abbiamo pagato il nostro debito personale verso la Natura, e abbiamo preso i voti in maniera seria, dedicando completamente la nostra vita al Lavoro, possiamo cominciare a sentire dentro di noi quella vocina che ci dice come lavorare. A questo punto, e per la prima volta nella nostra vita, possiamo cominciare il lungo processo di risveglio della macchina biologica,che ci condurrà verso la nostra possibile trasformazione per gli scopi del Lavoro.
Non è grazie ad una nuova IDEA che le cose, in termini di Lavoro, diventano reali. Solo sapere come FARE qualcosa in maniera totalmente nuova, ci da la chiave di accesso al Lavoro. Per trovare un maestro non servono i pensieri, perché bisogna innanzitutto cominciare a lavorare duramente verso il Lavoro. La coscienza reale, è la forza della necessità che ci porta un giorno verso il Lavoro, aldilà dei nostri desideri e aspirazioni per noi stessi e i nostri conflitti per cambiare le nostre vite in relazione a qualche fantasia.  
Una vera Scuola è una realtà per pochi. Non è per tutti. Un essere umano che non sa lavorare è da compatire. Quando entrate a far parte di una vera Scuola, quella vocina interna diventa improvvisamente silenziosa, almeno per un po’. Potete anche scegliere di ignorarla del  tutto, e molta gente lo fa, ma voi avete deciso di obbedire al suo richiamo e questo vi rende speciali, ma ora qualcosa accade e… non riuscite ad andare avanti.  
   Se lasciate la Scuola alla ricerca di qualche metodo grazie al quale supponete di poter cambiare il corso della vostra vita, quella vocina… resterà in silenzio? Fino a quando non inizierete seriamente a lavorare per il perfezionamento della vostra vita interiore, quella vocina vi martellerà la testa giorno e notte. E se per caso avete scelto la via della gratificazione personale, essa griderà ancora di più!  
Niente cambierà nella vostra vita esteriore. Solo il cambiamento interiore è possibile, perché la nostra vita non è una serie di flessibili eventi, ma un passaggio attraverso il già esistente scenario fisso nella matrice della Creazione.
Sono molti coloro che pensano di poter cambiare gli eventi esteriori, o di estinguere la loro personale sofferenza. Essi continuano ad  ignorare che essi non sono venuti al mondo con lo scopo dell’auto-indulgenza e gratificazione non stop. Questo atteggiamento non è indice di alto grado di coscienza, sfortunatamente questo è dove molti esseri umani di questo pianeta sono seduti.  
Se rifiutate questa idea dell’obbligazione e cominciate a cercare di distruggere la vostra sofferenza personale con qualche forma di condizionamento psicologico, allora il brontolio prima o poi ricomincerà, ma sarà troppo tardi per iniziare  un lavoro serio.
La fame verso immaginari piaceri della vita, e la ricerca dell’eliminazione del dolore causato dall’insicurezza personale è così forte che essi non hanno mai sentito niente oltre il semplice sforzo scimmiesco di soddisfare la  stimolazione del centro di piacere del cervello organico.  
Il dolore è la risultante della frizione tra la sofferenza personale e la macchina biologica. Sofferenza personale produce dolore, ma la sofferenza prodotta dal Lavoro non produce un dolore nel senso comune del termine. L’uomo ordinario non sempre soffre. A volte ha ciò che egli definisce “piacere”, che produce in lui la temporanea sensazione di alleviamento dalla sua sofferenza meccanica. L’uomo ordinario ha la speranza soggettiva di un “possibile piacere perpetuo”. Egli non capisce che la sofferenza meccanica-organica è periodica, non importa cosa egli cerchi di fare per prevenirla.  Tutta la sua vita è dedicata all’evitare la sofferenza, sperando che la sofferenza eventualmente lascerà il posto a qualche piacere eterno. Questa è la concezione che l’uomo ordinario ha del Paradiso, cioè uno stato di perpetuo piacere. E’ ovvio quanto stupida sia questa idea…

Se riuscissimo a capire che, pur sentendoci ora  contenti, più avanti, dietro qualche angolo non troppo lontano da dove siamo adesso, ci attende inevitabilmente la sofferenza, e che starà a noi scegliere tra sofferenza e dolore, solo così potremo  trovare dentro di noi il profondo desiderio di lavorare.  
La falsa speranza di un futuro prossimo in cui si potrà ottenere qualche idilliaco stato di piacere perpetuo, può distruggere per sempre la necessità interna per il Lavoro.  Solo nel momento in cui noi realizziamo una volta per tutte che tutto ciò che noi definiamo Essere è niente di più che un’idea immaginaria, si potrà accedere al Lavoro.  
Sotto normali condizioni ordinarie niente di tutto ciò può succedere. Bisogna conoscere il grande segreto del Lavoro: Espandere la nostra sofferenza in una sfera più grande, o su di una scala maggiore del livello personale, ci permette di aumentare in maniera completamente automatica lo spettro di impressioni percepibili dalla nostra macchina biologica e, come risultato di questo ampliamento, anche l’abilità di dividere, piazzare/concentrare, ridirezionare e tenere l’attenzione aumenterà  automaticamente, anche se la nostra sorgente di attenzione non è la macchina stessa. Come risultato, la macchina biologica è più ricettiva al risveglio. Lavorare sull’attenzione come fossero dei faticosi esercizi da palestra, è come cercare di far entrare un elefante dalla parte sbagliata.
Oltre questa questione c’è un altro problema, quello dell’obbligazione e della responsabilità.  
Obbligazione e responsabilità sono due cose differenti. Noi possiamo avere delle responsabilità verso la famiglia o il nostro capo, ma l’obbligazione vera può essere soltanto verso il Lavoro. Mentre la responsabilità dipende dagli impulsi di dovere, che possono cambiare nella loro focalizzazione dell’attenzione da giorno a giorno, e anche da momento a momento, l’obbligazione personale verso il Lavoro non cambia mai il suo centro di gravità, e dipende per la sua realizzazione interamente da una reale coscienza verso l’Assoluto.

In occidente tutta questa questione di responsabilità è completamente fraintesa, perché non esiste una moralità oggettiva – né coscienza verso l’Assoluto-, e nemmeno esiste un insegnamento soggettivo che possa invertire la direzione delle nostre fissazioni verso ciò che è veramente importante.  
Gli occidentali non sanno veramente come fare a prendere i voti di obbligazione; essi prendono i voti nella stessa maniera in cui prendono un’aspirina o una coca-cola
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end 

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