ECOSOFIA
ED EVOLUZIONE INDIVIDUALE
L’individuo deve
permettere il passaggio dalla sua natura superiore a quella inferiore, prima che
egli sia capace di essere un agente di trasmissione esterno su scala planetaria,
della forza creatrice ( Energia = L’idea
di una energia specifica umana è attualmente
sconosciuta alla scienza. Le energie di cui si occupa normalmente la
scienza, non hanno niente a che fare con quelle specifiche dell’essere umano,
esse sono meccaniche o biologiche. Anche quelle della psicoanalisi, per esempio, dove si parla di
energia psichica, si basano sul modello meccanico e/o biologico di energia).
Da
qui l’idea centrale della nostra scuola di
lavorare con ATTENZIONE
sul corpo.
Il
corpo corrisponde all’aspetto “Terra” –inteso come il pianeta- , natura
organica di ogni essere umano. Questo può essere sentito e capito dal bisogno
della Mente di essere accettata, ricevuta dal corpo. Ma si potrebbe anche dire
che, il corpo ha bisogno di essere penetrato da una qualità di ATTENZIONE
, che è diversa dalla comune funzione intellettuale, così come noi la
intendiamo normalmente.
Questo
passaggio di ATTENZIONE , rende
possibile alle funzioni inferiori di obbedire alla visione delle facoltà
superiori della Mente Profonda (reale). Solo in questo aspetto di stato di
“Risveglio”, l’essere umano è realmente “Maestro di se stesso”,
capace di compiere grandi azioni, saper-fare nella sua massima potenza.
L’essere
umano, se vuole avere il posto che gli spetta per natura nel creato, deve essere
contemporaneamente sia azione che emanazione. La visione moderna vede solo
l’azione, disconoscendo completamente l’emanazione.
La gente è portata a pensare che basta avere una giusta idea, e una giusta
motivazione, per considerare le proprie azioni benevolmente, giuste e
efficaci.
Quegli
insegnamenti che enfatizzano la necessità di uno sviluppo interiore, inteso
come processo di Spiritualizzazione della
Materia , ovvero di trasmissione verso le funzioni inferiori dell’essere
umano individuale, richiedono che prima di essere capaci di risposta verso
l’esterno, si deve diventare internamente capaci di agire.
L’attuale
crisi ecologica esiste perché noi siamo ciò che siamo. Essa può essere
risolta solo quando l’essere umano diventa ciò che dovrebbe veramente essere,
prendendo così il suo posto nel divenire della Natura.
Piuttosto
che chiedersi perché l’essere umano è sulla terra, dovremmo rispondere alla
domanda, perché o per cosa l’essere umano non
è sulla terra!
Nessuna
filosofia o maestro spirituale ha offerto un modello con il quale poter guardare
dentro alla causa dell’esplosione demografica. Tutti dicono che la causa di
tale esplosione è dovuto ad una migliore igiene e sviluppo della scienza
medica.
Ma
c’è un altro punto di vista…. La relazione tra la popolazione terrestre con
la sua particolare qualità “energetica”, che il divenire universale
richiede dall’essere umano in particolare. L’essere umano è stato creato
per ricevere ed elaborare energie di una qualità specifica, attraverso lo
sviluppo interiore della COSCIENZA e dell’ ESSERE.
Questa
elaborazione dell’ “energia cosciente” è richiesta dal pianeta terra e
dalla luna, come elemento essenziale per il
loro processo evolutivo/involutivo. Senza questo sviluppo dell’essere
umano, o meglio, con solo quel grado, livello, di esperienza cosciente che
essere umani non evoluti attualmente posseggono, la Grande Natura richiede
in quantità più esseri umani, assicurando così la necessaria quantità/qualità
di energia necessaria per lo sviluppo su scala planetaria.
L’accelerazione
dello sviluppo demografico non è dovuto alle condizioni sociali, ma a causa
della degenerazione dello stato interiore dell’umanità !
Un
giorno arriveremo ad un punto in
cui la Natura non potrà più compensare. L’essere umano è fondamentalmente
un agente di trasmissione verso la Natura stessa e verso gli altri: Ama il prossimo tuo come TE
STESSO.
Il
senso microcosmico di tutti quegli aspetti della natura umana è, per certi
aspetti, il punto chiave che dovrebbe essere afferrato. E dopo che tutti questi
aspetti della natura umana, sia sul piano del micro che quello del macrocosmo
sono stati identificati ed esaminati, allora diventerà chiaro, anche se solo a
livello teorico, di che cosa c’è
bisogno ora per -e da- l’umanità sulla terra; E’ chiaro, che se ci si
attiene a solo uno di questi aspetti, ci
si esclude da un sano ed equilibrato rapporto con la Natura. Gli aspetti da
includere sono i seguenti:
1 AZIONE
2
MATERIALITA’
3
COMPRENSIONE
4
TRASMISSIONE
5
ETICA
Gli esseri umani
condividono con gli animali la capacità della locomozione, ma l’azione che
viene richiesta agli umani, che appunto è specifica della nostra Natura, non
è stata programmata dentro di noi sin dalla nascita. Noi siamo
strutturalmente costituiti per modificare il nostro ambiente in relazione ai
nostri bisogni, restando però consapevoli ed ubbidienti a quelle mete che non
si possono raggiungere automaticamente o istintivamente. Nelle vere Scuole per
lo sviluppo delle potenzialità umane, questo tipo particolare di “azione
“ viene spiegata in relazione a quegli scopi non limitati alle sole funzioni
planetarie, ma associate ad un
contesto più olistico – l’azione umana non deve essere vista solo sul piano
della natura terrestre, difatti essa è capace di modificare la natura
planetaria in relazione diretta al posto che il pianeta terra occupa nello
schema cosmico. L’ampiezza del contesto in cui l’azione umana può
manifestarsi, non è solo quantitativa ma qualitativa, nello stesso rapporto
esistente per esempio tra una
cellula e l’organo del quale essa è parte.
Non
è possibile modificare la natura terrestre senza servire quegli scopi dei quali
la terra stessa è parte. Però, la comprensione
o meno dello scopo della natura terrestre
L’essere
umano è colui che può FARE. Questo significa che la sorgente della vera, e
autentica iniziativa umana, è un tipo di energia molto più potente di
qualsiasi altra sul
pianeta terra. Attualmente però, l’iniziativa umana manca di quella forza,
energia, per riconciliare tutti gli
altri impulsi della natura terrestre.
La
Natura, ora, resiste all’essere umano, fino al punto di distruggerlo.
La
comprensione dell’azione umana ci conduce naturalmente ad una visione inusuale
dell’idea del potere, dove per “Potere” si intende l’opposto di
violenza, e in questo senso il Cristo o Buddha, sono di migliore esempio che non
un Napoleone o un Alessandro. E’ possibile vedere in quanto poc’anzi esposto
una estrapolazione dell’idea Coranica di “umanità”, come vice-reggente di
Dio, o dell’idea ebraica
Il
paradosso della Natura umana, se viene proiettato sul piano microcosmico, anziché
scomparire, diventa più grande. Se all’interno di noi stessi
“Terra” è il nostro corpo, con le sue funzioni animali, possiamo dire che
il nostro aspetto più sottile , delle percezioni superiori, non riesce a penetrare verso
il basso, in maniera tale da influenzare il nostro comportamento. Anzi, la
nostra condizione interna è ridotta al punto tale che la Mente Ordinaria
autocraticamente, impone se stessa sul corpo. Superficialmente il corpo
obbedisce, ma nel profondo, le funzioni organiche rimangono inconsce e, a lungo
andare, ne divengono il padrone
assoluto. Il nostro aspetto "“animale" non rispetta l’aspetto
intellettuale della Mente. Questo conflitto della Mente-Corpo ha da sempre dato del filo da torcere alla
comprensione filosofica. L’Assoluto –Dio, Spirito, Mente-
esiste al nostro interno, ma non riesce a penetrare dentro alle nostre
azioni fintanto che al nostro interno, paradossalmente sarà presente l’IO
(Adamo), che fa da ponte tra i vari livelli all’interno del nostro organismo.
Interamente, microcosmicamente, la questione : “ Perché l’essere umano è
sulla terra?”, si traduce, con tutta serietà in : “Perché l’essere umano
non dovrebbe essere sulla terra?” Nello stato di coscienza ordinario, cioè
quello dell’uomo comune, colui che dorme da sveglio, non esiste nessun uomo
(Adamo) che possa fare da ponte tra l’aspetto superiore e quello inferiore di
noi stessi.
Una parola
grazie alla quale è possibile caratterizzare al meglio la specificità
del genere umano è contenuta nel termine “Materialità”. Qui, è una
questione della ineguagliata attività dell’unicità della razza umana sulla
terra. Durante lo stato meditativo, l’ignoto e ciò che non si può sapere (
per gli “animali”) erutta come da un vulcano, con potenza, trascinando con
se tutto ciò che l’essere umano è. Ne concetti filosofici astratti, o
l’immaginario poetico, sono adeguati ad esprimere l’eterna novità e
potenzialità dell’unicità umana, quando esso appare in mezzo agli
“animali”, o macrocosmicamente parlando, sul pianeta terra..
Le parole come
“vibrazione”, “gravità”, “peso”, “relatività” e “sostanza”
- parole che appartengono all’esperienza
del mondo esterno della materia- vengono utilizzate per definire il posto
che l’essere umano ha nel mondo universale, un mondo vasto, con differenti
livelli interattivi di materialità. Nel nostro contesto queste parole hanno
solo in parte mantenuto il significato dato loro dal
moderno materialismo scientifico.
L’essere umano è
una materialità di una particolare qualità
attiva. Alcune tradizioni esoteriche hanno nell’idea di “Vuoto”, “Senza
Forma”, paradossalmente visto
l’onnipotente Re del mondo. Il Dao De Jing lo associa all’acqua, che di per
se stessa non ha forma, ma scorre, fluisce, ovunque, vincendo su tutto ciò che
incontra. Nella tradizione indiana degli
Samkhya, troviamo l’idea di Purusha e
Prakriti, il primo inteso come
“pura” presenza testimoniale,
mentre l’altro assume il ruolo di “Grande Natura”, con tutti i suoi
livelli e scale di graduazione (le diecimila cose di Lao Tze…)
Purusha
osserva, senza fare niente, ma in questa pervasiva presenza senza fare, esercita
un’influenza determinante su tutta la natura. Anche nella corrente
Giudaico-cristiana troviamo il
concetto di “Deus Absconditus” ,
colui che è oltre le cose.
Al posto di queste
parole/concetti è possibile usare il termine “materialità” ed
“essere”. Il primo viene associato all’esperienza sensoriale del mondo
materiale, che non può essere tradotta in termini verbali o con descrizioni
immaginarie. Mentre il secondo comunica, senza
associazioni concettuali o pittoresche, il senso della potenza pura. Il
termine “essere” assume qui un valore diverso da quello dato dalla filosofia
moderna, come per esempio in Hegel, che lo associa ad una passività mentale. In
questo contesto “Essere” è dinamicamente materiale.
Riassumendo,
possiamo dire che l’umanità esiste per apportare alla terra una specifica
gamma di vibrazioni materiali, sotto numerose forme, aspetti, appartenenti a
quel dominio che noi chiamiamo “Cultura”. Attendendoci soltanto alle
“Forme” delle azioni umane –
anche quando sono giuste e necessarie, come per esempio nel caso di voler
cambiare la nostra attitudine verso la Natura…- non riusciamo, di per se
stesso, a soddisfare il bisogno del
pianeta terra perché venga giustifica la nostra presenza su di esso. In questo
aspetto, come vedremo più avanti, giace il senso della parola “Etica”, che
dalla gente moderna, inclusi quelli che hanno un profondo rispetto per le
tradizioni antiche, non è stata visto nella giusta luce.
L’etica come
dottrina che governa il comportamento delle forme, è vera soltanto quando
diventa chiaro che le forme delle azioni etiche, servono a supportare
l’apparenza e la trasmissione di una specifica qualità di materialità.
Quando la
consapevolezza della materialità, e la comprensione del suo significato sono
perduti, le forme etiche vengono cambiate (liberalizzate)
o preservate (rigidificate)
in maniera tale da impedire
alle azioni umane, sia in relazione alla natura terrestre, che verso i
propri simili, di sviluppare quel
richiesta qualitativa di vibrazioni materiali .
Su scala microcosmica,
ognuna delle funzioni interne dell’essere umano (l’animale) opera
attraverso varie qualità e tempi vibrazionali, e soltanto una vibrazione
specifica emanata da un’altra fonte dell’essere umano può servire come
“Maestro” di tutte le funzioni. Per dirla con un linguaggio più familiare,
i nostri impulsi motori, istintivi ed emotivi, naturalmente ed organicamente
obbediscono ad una certa qualità di coscienza. Questa qualità di coscienza (il
vero maestro interiore) è completamente
differente da ciò che noi ordinariamente immaginiamo essere la nostra più alta
potenzialità in noi stessi , cioè la nostra ragione o pensare ordinario.
La ragione, così
come viene intesa nelle Scuole esoteriche, si trova ben oltre la nostra
ordinaria abilità ginnica mentale, molto più in là delle facoltà che si
possono sviluppare attraverso un metodo o ruoli di procedura, così come
venivano prescritti da Cartesio e dai maggiori filosofi moderni ( notevole
eccezione fu Spinoza, per il quale le più alte potenzialità umane implicavano
una differente qualità di dinamismo materiale, piuttosto che
l’apprendimento meccanico di concetti ingegnosi) . Questo ci porta al
nostro terzo aspetto della struttura umana, la comprensione.
In Natura non esiste
niente di completamente inerte. Tutto è in movimento/trasformazione. La velocità
vibratoria della materia ci mostra il grado di intelligenza di una data materia.
Ogni cosa alla sua maniera è viva. Ogni cosa ha una sua particolare
intelligenza e coscienza. Anche se questa asserzione, a prima vista può
sembrare sorprendente, è in sintonia con quello che noi possiamo osservare
nella scala dell’infinitesimo piccolo. “Materia Inerte” è solo
un’espressione della scienza classica, privo di ogni attuale significato.
Microfisicamente la materia è tutto fuorché inerte. Nella dimensione dell’
infinitamente piccolo c’è una
attività “ribollente” , una infinita serie di processi, una trasformazione
perpetua tra energia e materia, una continua creazione di particelle e
anti-particelle. La stupefacente quantità di informazioni e l’aumento della
densità di energia che si trova nel mondo dei “Quanti”, ci
dimostra che è praticamente impossibile tracciare
un confine tra ciò che è vivo e ciò che non lo è. E’ completamente del
tutto concepibile che una particella di quantum possegga una sua soggettività,
una sua intelligenza, in una complessa relazione di conflitto e continua
creazione/anichilimento con tutto le altre particelle. E’ dunque possibile che
l’energia sia intelligente di per se?
Se consideriamo il
fatto che in relazione alle sue cosmiche proprietà, ogni sostanza
possiede anche delle proprietà psichiche , allora essa possiede anche un certo
grado di intelligenza. Questo ci aiuta a capire
perché alcune sostanze sono di aiuto all’evoluzione delle potenzialità
umane, mentre altre sono di impedimento.
La materia più
“sottile” permea quella più “grezza”. Non esiste separatività tra le
varie materie. A ragione l’essere umano può essere visto come una miniatura
dell’universo, e via così fino nell’infinitesimale piccolo. Come potete
vedere la materialità di cui qui si parla, non solo è molto complessa, ma
quanto qui esposto è solo una piccolissima parte. La materia
ha molteplici piani di lettura/studio, che sono al di fuori della portata
dell’attuale scienza moderna, perché essa non si occupa di Alchimia Interna.
COMPRENSIONE
La comprensione
nasce da un equilibrato rapporto tra essere e sapere,
Gli Dei
dell’antico Egitto, per esempio, sono stati tradotti da Platone
in modo da poter rendere comunicabile la Via verso la Verità attraverso
il modello scientifico- razionale della cultura greca. Questa filosofica
generalizzazione di Platone può essere approssivativamente paragonata con
uno stato metafisico di relazioni, dove
il livello superiore (l’universale)
penetra ed influenza il livello inferiore ( Il particolare).
La comprensione è
dunque uno stato cosmico o materiale di relazioni rappresentato attraverso
formule mentali.
La penetrazione di ciò
che sta in alto con ciò che sta in basso, cioè la natura umana, anche se parte di un
processo naturale di “creazione e mantenimento”, non può avvenire
automaticamente, senza una certa
qualità di sforzo individuale o scelta.
Il genere umano
esiste grazie alla discesa, su scala macrocosmica, del Superiore verso
ciò che sta in basso. Ma sul piano umano, questa penetrazione ed
influenza può solo avvenire grazie ad un atto di volontà, di coscienza, da
parte dell’essere umano.
Il contatto tra i
vari livelli, di cui l’essere umano è un
agente attivo, è necessario sia sul piano dell’individuale evoluzione
interiore, che su quello del corretto comportamento esteriore verso la
natura terrestre.
Afferrare il
concetto di “Universale nel particolare” non deve avvenire solo attraverso
un processo mentale, ma è un atto di volontà e apertura verso
un tipo di energia cosciente più sottile, che per sua natura è più
universale, permettendo così a questo tipo di
sottile energia cosciente di discendere, per entrare in ciò che sta in
basso, e dunque più localizzabile (particolare)
livello della natura terrestre.
La Terra ha bisogno
della comprensione umana, non solo in relazione al corretta azione umana, ma
anche come evento cosmico di per se, comparabile alla ricettività della terra
verso la luce solare.
In generale lo scopo
della natura terrestre, come quella
più limitata del genere umano, se messa in rapporto con livelli superiori,
appare “Priva di Senso”, andante in “nessun luogo”, fino a che
non appare l’autentica coscienza del Sé:
Il senso è consapevolezza della presenza di se stessi , cioè l’esperienza personale fatta in quei rari momenti in cui IO
SONO prende vita dentro di noi.
Visto da questo punto
di vista, la ricerca del SAPERE priva di una simultanea ricerca dell’ESSERE,
rende privo di senso lo scopo dell’essere umano su questo pianeta. Il Sapere
che non è capace di evocare una ubbidienza volontaria di natura sia micro che
macrocosmica è di per se stesso schiavo degli impulsi naturali. Questo è ben
visibile nella corrente crisi ecologica, dove possiamo vedere un
essere umano con un superficiale controllo della natura terrestre, e completamente schiavo dei suoi impulsi
psicologici, stati emotivi, e dipendenze – amore verso il piacere fisico e la comodità. Paure e ansie di
vario genere. Il “maestro” esteriore è interiormente schiavo…-
E’ chiaro a questo
punto che l’evoluzione dell’essere umano deve avvenire su due fronti
contemporaneamente: Quello dell’Essere, e
quello del Sapere.
La relazione tra
Sapere ed Essere non può cambiare per un semplice accrescimento del Sapere, essa cambia solamente quando
l’Essere cresce parallelamente al Sapere, la comprensione non cresce che in
funzione dello sviluppo dell’Essere.
Il Sapere è una
cosa, la comprensione è un’altra. Difatti essa dipende dalla relazione
esistente tra il Sapere e l’Essere. La gente sovente confonde queste due
parole, e non sa qual è la vera differenza tra di esse, per questo motivo è più
portata ad accumulare Sapere invece che comprensione.
Una persona esercitata
all’osservazione di Sé, sa con certezza che in differenti periodi della vita
ha compreso una stessa idea, uno stesso pensiero, in modo totalmente diverso.
Sembra strano, a volte, aver compreso così male ciò che ora si comprende così
bene! Il suo Sapere è rimasto invariato, oggi non sa più di ieri, cos’è
dunque cambiato? E’ il suo Essere che è cambiato. Quando l’Essere cambia,
anche la comprensione cambia. Generalmente quando le persone si rendono conto di
non comprendere una cosa, cercano di trovarle un nome. Ma trovare un nome non
significa comprendere. Purtroppo un essere umano che conosce tanti nomi ha la
reputazione di “Saggio”, eccetto naturalmente nella sfera delle attività
pratiche in cui la sua ignoranza non tarderà a manifestarsi. Una delle ragioni
della divergenza nella nostra vita tra il Sapere e l’Essere, in altri termini
la mancanza di comprensione, che a sua volta è in parte causa e in parte
effetto di questa divergenza, si trova nel linguaggio usato dalla gente. Questo
linguaggio è pieno di concetti falsi, classificazioni false, associazioni
false. La vacuità ed imprecisione del pensiero ordinario, fanno si che ogni
parola possa avere migliaia di significati differenti, secondo il bagaglio esperienziale di cui dispone colui che parla, e l’insieme
di associazioni in
gioco in quel momento. La gente non si rende conto come il linguaggio sia
soggettivo, e quanto le cose che dicono siano diverse, benché impieghino le
stesse parole. Ognuno parla una lingua propria, comprendendo in maniera vaga
quella degli altri. Le parole che la gente comune usa, sono adattate ai bisogni
della vita quotidiana, ma se passassimo ad un campo più complesso, sarebbero
smarrite. Due persone possono dire la stessa cosa, usando parole completamente
diverse, oppure usare le stesse parole pensando così di essere d’accordo,
mentre invece dicono cose completamente diverse. E’ evidente, al fine di uno
studio ben condotto, che per uno scambio esatto di pensieri, sia necessario un
linguaggio esatto, affinché il centro di gravità di un ’oggetto che si vuole
esprimere sia ben determinato. Ogni scienza si sforza di elaborare un linguaggio
esatto, tuttavia non esiste un linguaggio universale. Anche in ciascun ramo
della scienza si elaborano nuovi termini, nuove nomenclature, e
l’incomprensione reciproca non fa che crescere…
Lo studio dei
sistemi dell’antica conoscenza comincia con lo studio di un linguaggio che
permetterà di precisare immediatamente ciò che viene detto, da quale punto di
vista è detto, e in che rapporto. Questo linguaggio non contiene termini nuovi,
ma la sua struttura si basa su un principio nuovo: il principio di relatività.
Secondo questo
concetto tutte le manifestazioni interiori ed esteriori dell’essere umano
vengono divise in varie categorie.
Vi sarà dunque il
sapere detto nr.1 basato sull’imitazione, imparato a memoria come una scimmia
o un pappagallo. Il sapere nr. 2, che corrisponde semplicemente al sapere di ciò
che mi piace e ciò che non mi piace. Il sapere nr. 3 che si basa sul pensare
logico formale, letterale.
La scienza, la
filosofia e tutte le manifestazioni della vita e delle attività umane possono
essere divise allo stesso modo, cioè in categorie. Ogni categoria ha un
linguaggio proprio, e per questo è così difficile comprendersi. Ad esempio, vi
è una religione dell’essere che possiede il sapere nr. 1, fatti di riti,
sacrifici e di brillanti cerimonie o al contrario di carattere lugubre,
selvaggio, crudele…
La religione del
sapere nr. 2 si basa sulla fede, nell’amore, nell’adorazione e
nell’entusiasmo, che non tardano a trasformarsi in una religione di
persecuzione, oppressione, sterminio. Poi quella nr. 3, intellettuale, teorica,
una religione di prove, argomenti, interpretazioni, deduzioni logiche.
A sua volta
considerando il punto di vista poc’anzi espresso con una religione
particolare, come ad esempio il cristianesimo, ne possiamo vedere un
cristianesimo nr.1, in altre parole un paganesimo mascherato sotto nome
cristiano; Il nr. 2 come cristianesimo inteso quale religione
del sentimento, talvolta molto pura, ma priva di forza, talvolta ricca di
sangue con le atrocità che hanno condotto all’inquisizione.
Il cristianesimo
nr.3 è quello fondato su teorie, dialettica, ed è alla base di forme come il
protestantesimo, gli avventisti, mormoni…
E’ impossibile
studiare un sistema universale senza studiare l’essere umano, allo stesso modo
è impossibile studiare l’essere umano senza studiare l’universo, “Così
in grande, così in piccolo…”
TRASMISSIONE
In
relazione a quanto esposto finora, l’essere umano è su questo pianeta per
ricevere ed elaborare energie di una specifica qualità attraverso lo sviluppo
all’interno di se stesso della coscienza e dell’essere. Questa elaborazione
di energie coscienti è richiesta dalla terra e dalla luna come elemento
essenziale al loro processo evolutivo/involutivo . Senza
questo sviluppo da parte dell’essere umano, o per meglio intenderci,
così come egli è interiormente sviluppato attualmente, madre Natura dovrà per
soddisfare la sua qualitativa richiesta energetica, dar vita quantitativamente a
più esseri umani, per poter assicurare il necessario sviluppo su scala
planetaria di energie specifiche.
L’essere umano sia
su piano microcosmico che su quello macrocosmico è stato creato come agente di trasmissione.
In tutte e due i casi, cosmicamente e socialmente, gli esseri umani
sono sulla terra per fare da tramite a un energia speciale nelle due direzioni,
verso la Natura e verso gli altri esseri. Una Scuola esoterica è dunque per sua
Natura una comunità che trasmette la Verità attraverso le stesse leggi grazie
alle quali determinate energie discendo o ascendo nell’universo. Una Scuola
non deve soltanto trasmettere idee, concetti o regole di comportamento, ma una
certa qualità di forza che nelle Scuole Sufite è designata con il nome barakah,
o Spirito Santo nel Cristianesimo. Questo tipo di forza ha la capacità di
agire sul mondo materiale ma per poter capire
questo tipo di azione sul mondo terrestre dobbiamo tornare un attimo
all’esperienza del mondo microcosmico. Qui, il punto principale,
caratterizzato da un bisogno interiore, conflitto individuale, che permette ad
una forza superiore di essere trasmessa all’interno
di noi stessi, e successivamente dare impulsi e funzionare all’interno di
tutto l’organismo. L’individuo deve permettere a ciò che
sta in alto di discendere verso il basso, prima di poter essere un agente
capace di “trasmissione” all’estero, sia su scala planetaria che sociale.
Da qui il bisogno
primario di lavorare innanzitutto sul corpo fisico. Il corpo fisico è il nostro
pianeta terra. Tutto ciò che viene capito dalla Mente passa e viene ricevuto
dal corpo, attraverso i sensi. Il corpo deve essere permeato da una particolare
qualità di Attenzione, diversa da quella che noi normalmente utilizziamo come
tale.
Questo tipo
particolare di Attenzione permette
alle funzione inferiori di ubbidire a quelle superiori, provenienti dalla Mente
Profonda, che altro non è che la vera Mente.
Solo in questo stato
di Presenza mentale (risveglio), l’essere umano sarà veramente il “Maestro
di Se Stesso”, capace di fare grandi azioni. Solo una persona sviluppata è
capace di agire con vera intelligenza in maniera effettiva, specialmente in
relazione all’attuale immensa crisi ecologica.
E
T I C A
A questo punto il contesto che queste idee occupano nel livello della vita sociale diventa chiaro. La possibile relazione di amore tra esseri umani deve includere, anzi deve essere principalmente costituita, dall’aiuto che ogni essere umano può dare all’altro nella realizzazione delle sue potenzialità, con lo scopo di evoluzione interiore. La massima espressione con la quale si può definire la parola Amore è azione che permette agli individui di trovare quella libertà interiore, che poi è l’unica vera felicità e scopo della vita.
Se guardiamo la
felicità umana da questo punto di vista, cioè come stato interiore che
richiede grande conoscenza e supporto reciproco, possiamo evitare l’errore di
eguagliare la felicità con il piacere fisico, egoismo, commettendo poi lo
sbaglio di definire ciò in termini “Spirituali”. Il Materialismo Spirituale
, che consiste nell’utilizzo di attività propriamente spirituali, per
soddisfare la propria sete di potere, denaro. Accostando la questione delle
relazioni umane su di un piano cosmico, possiamo vedere come gli ideali etici,
sono diventati nella società contemporanea, più vicini al
benessere fisico, sociale. Per esempio molti filosofi moderni
discutono spesso sul significato della parola “Dovere” o
“Obbligazione Morale”, e la direzione presa nel ventesimo secolo
dall’Etica ha portato la nostra cultura in un labirinto senza uscita di
relativismo etico o di psicologia che, nel migliore dei casi,
rapporta le questioni morali con l’obbligazione di dover soddisfare i
nostri bisogni immediati, e nel peggior dei casi, giustifica l’amoralismo
basato sull’apparente mancanza di principi normativi oggettivi. Indicando il
posto organico che la razza umana occupa nella vasta gerarchia cosmica,
l’Etica acquista un carattere “Scientifico”, che vede la coscienza umana
come una funzione organica, come per esempio lo scambio di agenti chimici nell’atmosfera
nella respirazione delle piante, mentre dall’altro lato l’Etica
riafferma gli aspetti normativi delle nostre obbligazioni verso gli altri.
Ciò che è
interessante in questo discorso è come l’idea delle relazioni oggettive
vengono capite in termini normativi o etici.
La spiegazione può
essere più o meno la seguente:
L’assunto moderno
dice in generale che termini di valore non hanno correlatività oggettive, il
detto popolare infatti dice che : “ La Bellezza esiste solo negli occhi di
colui che guarda.” Gli argomenti dei filosofi sembrano confermare la non
esistenza di una giustificazione razionale o empirica sulla verità dei fini
morali. Precisamente in questo contesto, entra in gioco la
struttura psicofisiologica umana. Questa struttura, cioè la nostra
organizzazione psicofisiologica, contiene più di un centro di percezione,
composto diciamo da tre “cervelli”: Il Centro Motorio, il Centro Emotivo e
il Centro Intellettuale. Sia il termine “Centro” che “Cervelli” non
vanno intesi come tali, ma non trovo altre parole al momento…. Nell’essere
umano non evoluto, sviluppato, al quale diamo
il nome di “Colui che dorme da sveglio”, l’azione di questi tre centri di
percezione non raggiungono il livello della consapevolezza.
Generalmente noi
pensiamo e percepiamo da un istante all’altro nei migliori dei casi con uno
solo di questi tre centri, e queste percezioni sono a loro volta filtrate e
organizzate dalla funzione meccanica della mente, che viene definita
“Apparato Formatorio”. Il Senso della razionalità, così come viene
inteso ed utilizzato dalla gente moderna di grande cultura, si trova in questa
“Mente Formatoria”.
Ora
questo “apparato” è formato per il solo scopo di organizzare le
impressioni, concetti o immagini, e
possiamo immaginarlo, come una segretaria il cui compito è quello di gestire
un sistema di archiviazione . Ne la segretaria, ne ovviamente il sistema
di archiviazione sono capaci di percepire direttamente la realtà.
Riguardo ai concetti
di valore, possiamo dire che ognuno dei “Centri” percepisce un aspetto della
realtà, e che non è possibile avere una accurata e completa visione del mondo,
senza la simultanea e consapevole cooperazione di tutti i “Centri” di
percezione umana. Conoscere il mondo, significa conoscerlo con la conoscenza
dell’intelletto, la conoscenza delle emozioni e la conoscenza delle sensazioni
organiche ( l’aspetto istintivo-motorio). Questo punto di vista
rivoluzionario, ci offre la possibilità di comprendere che la ragione del perché
noi non possediamo, in termini di valore, un’oggettiva correlazione della
realtà, è dovuto al fatto che percepiamo la realtà con il “Centro”
sbagliato. Non percepiamo valori oggettivi perché
non sappiamo usare gli strumenti giusti atti a percepire quei valori.
L’intelletto da solo non può vedere quei valori. Non è stato fatto per ciò.
La confusione, il
cinismo, il pessimismo e la soggettività del
pensiero etico moderno Evidenzia la
mancanza di contatto dell’individuo “dormiente” con il giusto Centro,
quello del cervello emotivo. I valori devono essere “Sentiti”, non soltanto
capiti.
Le sensazioni ci
permettono di accedere ad un ’aspetto della realtà che non è di esclusivo
dominio del centro intellettuale. Uno senza l’altro ci da solo una visione
monodimensionale della realtà, identificabile negli eccessi o a volte nelle
assurdità del pensiero scientifico moderno. Condivido pienamente la sfiducia
che il pensiero razionalistico moderno ha verso il sistema cognitivo delle
ordinarie emozioni umane, ma ciò di cui io
sto parlando non ha niente a che fare con le ordinarie sensazioni esistenti
all’interno dell’essere umano. E’ vero che le emozioni dell’essere che
“dorme da sveglio” sono solo di
natura egoistica e soggettiva, e che l’accesso
della conoscenza oggettiva deve per forza di cose separarsi dalla loro
influenza. Ma questa necessità non ci deve rendere ciechi verso la possibilità
esistente dentro di noi di una certa qualità di sensazioni, che ci rivelano
aspetti della realtà che non possono essere percepiti dagli altri Centri,
intellettuale e fisico. Questa qualità sensoriale deve essere portata a
cooperare con il centro intellettuale. Difatti questa mancanza di interrelazione
è una delle grandi tragedie della mente umana moderna, che è capace di
conoscere cose senza sentire però
il loro significato e relazione con il tutto della vita umana.
Questioni fondamentali
del tipo : “Perché l’essere umano è su questo pianeta?” – ma ciò è
valido per ogni perché…- dipendono dal sentire la risposta, non dalla sua
comprensione logica. Liberandosi da ogni “Attaccamento” – Identificazione-
l’individuo può sentire e percepire –esperienza-
ciò che fino a quel momento gli era nascosto. Con felicità non si
intende quello stato di soddisfazione egoistica, o di desiderio
sensoriale, che l’individuo “Addormentato da sveglio” chiama felicità, ma
piuttosto quello stato di gioia che alcune tradizioni chiamano liberazione o
estasi. Per esempio Abramo scoprì il senso del perché fosse su questa terra.
Scoprì che la propria realizzazione consisteva in una risposta volontaria alla
domanda fattagli da Dio. Egli “Sente” questa domanda, la percepisce, come
Giacobbe capì che : “Veramente c’è il Signore in questo luogo; e io non lo
sapevo …” (Gen. 28:16). Solo dopo aver combattuto contro gli angeli, cioè
contro forze superiori, capì.
La crisi del nostro
tempo in relazione con la Natura, è una crisi di “Sensazioni”. Noi siamo
sconvolti e impauriti da ciò che potrebbe succedere alla terra e a noi, se non
cambiamo il nostro approccio verso la Natura. Siamo terrorizzati e tristi per il
danno e il disordine che la nostra “Cultura” infligge agli animali e alla
vita vegetale. Sicuramente in queste emozioni ci deve essere della Verità!
Questa situazione ci spinge a fare qualcosa per salvare e guarire la nostra
relazione con la Natura.
Allo stesso tempo,
però, gli elementi del vero
“Sentire” esistenti in queste reazioni, possono facilmente
essere oscurati e distorti dalla reazione egoistica come rabbia,
impazienza e paura, che non devono essere associate alle nostre azioni. Se lo
sforzo di voler riparare un problema nasce dalla stessa sorgente che da vita ai
problemi dentro di noi, possiamo essere certi che le nostre soluzioni non sole
daranno vita a nuovi problemi, ma possono anche farli diventare più grandi.
La storia del
progresso tecnologico moderno, dove ogni innovazione da vita ad un nuovo
problema, è testimone della verità di questa mia affermazione.
Come possiamo
presumere di riparare il nostro rapporto con la Natura, partendo dalla nostra
stessa reazione interna che ci porta, in primo luogo, verso i nostri eccessi?
Non si necessitano
solo iniziative specifiche, ma piuttosto la capacità di aprirsi ad una nuova
sorgente di AZIONE all’interno di noi stessi.
Possiamo porre la
questione anche nella seguente maniera: “ Sentiamo la voce della nostra
coscienza?”
Dovete fin d’ora
capire che la coscienza è la nostra vera forza interna, la sensazione del
“Tutto” in ogni situazione, che deve essere risvegliata in noi, o forse è
più corretto dire, a ciò che noi dobbiamo risvegliarci!
Cerchiamo dunque di
non fare l’errore di voler insegnare la moralità, cerchiamo invece di
insegnare come trovare la
coscienza.
Il vero Insegnamento
consiste nel risvegliare nell’individuo
la forza di sentire la propria coscienza. Questo tipo di coscienza non ha un senso così superficiale come quella che si trova nella
cultura dell’essere umano moderno. Ciò che c’è più di nobile
nell’individuo, Amore, Speranza, Fede ( che se capiti veramente, stanno alla
base della nostra sottomissione e riconoscimento di ciò che sta in Alto…)
sono inaccessibili se prima non passiamo attraverso quella fase intermedia di
apertura verso la forza della coscienza.
Tutti i grandi
profeti e Maestri del passato hanno evidenziato
l’importanza del lavoro sull’Amore, Speranza e Fede, ma attualmente
il loro Insegnamento non è più valido, ma non perché ha perso di forza o
valore, ma a causa del fatto che l’essere umano odierno ha inevitabilmente
corrotto questi “impulsi”. Solo superficialmente rassomigliano agli
“impulsi” originari, ma in realtà essi rappresentano delle egoistiche
imitazioni. L’individuo che “Dorme da sveglio” crede a tutto, e chiama ciò
Fede. Passivamente rimanda a domani tutti i suoi conflitti di oggi, chiamando ciò
Speranza. Egli viene automaticamente attratto da questa o quelle persona, e ciò
viene definito Amore. La facoltà di avere una coscienza rimane invece
incorrotta, anche se si trova celata sotto la crosta della
falsa personalità umana. Un Insegnamento valido in questo periodo deve
innanzitutto porre la sua attenzione sul graduale risveglio e partecipazione
della coscienza nel generale funzionamento della consapevolezza, conducendola
sotto la direzione di ciò che l’essere umano utilizza per la sua esistenza
ordinaria. Solo così si potrà restaurare questi tre sacri impulsi. Come il
“Daimon” di Socrate, la coscienza dell’individuo che “Dorme da
sveglio” dice sempre di no, cioè ci rivela la profonda contraddizione
esistente dentro di noi. Questa contraddizione
consuma la maggior parte delle nostre energie psichiche , impedendoci così
di accedere ad uno stato più consapevole, mantenendoci dentro la nostra identità
sociale o senso ordinario di come noi siamo organizzati. Rompere definitivamente
questo guscio può condurci verso il
vero senso di colpa, di rimorso ( comparabile con la “Via delle Lacrime” dei
Padri del deserto…), grazie al quale tutte le parti microcosmiche
dell’individuo possono essere messe sotto l’influenza dei livelli superiori.
La radice dell’Etica è proprio qui, in questa parola ,Rimorso.
Perché l’essere umano è sulla Terra? La risposta a questa domanda può rivelarsi solo grazie alla nostra capacità di “Soffrire” la risposta attraverso tutto il nostro Essere, solo se essa diventa la passione assoluta della nostra vita, la più vivificante delle nostre esperienze, solo quando tutto il nostro presente si manifesta con questa domanda del senso della vita, solo allora, ci apriamo per diventare quell’Essere che ne gli animali ne gli angeli possono comprendere: Un Essere capace di gioire della sua volontà di servire, non solo per decreto dall’Alto, ma perché lo stesso essere umano ha reso se stesso capace di incarnare volontariamente quella particella di forza che si manifestò a Mosè come: “ IO SONO”.