Durante un digiuno a base di sola acqua durato 40 giorni, suddiviso in
otto giorni per cinque fasi (legge dell’ottava), lo sceicco Abdullah Isa
Dougan ha risposto alle domande dei suoi allievi, raccolte nel libro “ 40 days”
edito da Gnostic
Press. Qui ne riportiamo solo alcune……
Alcune
note esplicative dello sceicco Abdullah:
Il
digiuno dei 40 giorni ha più di uno scopo. Innanzitutto quello di distruggere
il proprio ego, morire a se stessi, distaccarsi totalmente dal proprio corpo, da
qualsiasi possessione, cercando di ottenere la “Visone Universale”,
riuscendo così a scorgere Dio in tutto ciò che esiste, portando poi a
compimento il vero senso del nome Abdullah, cioè essere un “servo di Dio”,
servendolo senza chiedere nulla in cambio.
Il
digiuno è stato diviso secondo la “legge del 7”, introdotta in occidente da
Mr. Gurdjieff. La “legge del 7” è una legge ciclica, dove l’otto diventa
uno. Così il digiuno è stato diviso in cinque parti composte da otto giorni
ciascuno, completando così 5 ottave. Ogni ottava riguarda uno dei cinque sensi
in particolare: odorato, sapore, udito, tatto e vista, non necessariamente
suddivisi in questo ordine.
Grazie
a ciò è possibile creare un particolare “legame” tra il corpo fisico e lo
spirito, che altrimenti non sarebbe possibile fare in altro modo.
Come
giustamente disse Idries Shah, anche se la Conoscenza è sempre la stessa,
l’Insegnamento che la contiene e la trasmette
non può rimanere sempre uguale. L’Insegnamento, pur restando uguale
nella “Via”, deve variare in relazione al Maestro. Per esempio se prendiamo
l’Insegnamento trasmesso da Gurdjieff, si può tranquillamente notare come
esso sia caduto sotto la “legge del 7”, dove lo snobismo intellettuale e
spirituale dei suoi seguaci ha generato, usando sempre le parole di Gurdjieff,
un gran numero di “Hasnamussian”[1].
C’è troppa identificazione con la personalità di Gurdjieff stesso,
dimenticando completamente il senso della parabola del contadino nel vigneto.
Con la bocca essi ripetono ciò che Gurdjieff disse, cioè che ognuno deve poter
pensare in proprio, ma dall’altro lato condannano chiunque si metta in quella
posizione.
D.-
L’aumento avvenuto negli
ultimi anni in occidente verso le pratiche spirituali, è dovuto ad un certo
“tipo di anime” rinate in quell’area geografica, o ad altri motivi?
Abdullah.-
La consapevolezza spirituale in occidente iniziò alla fine del 19° secolo con
Vivekananda. Egli fu la prima persona che fu capace di dare agli occidentali il
primo “shock addizionale” per molti anni a venire. Il suo approccio aprì la
strada allo Zen, sufismo e taoismo. Nella Bhagavad-Gita, Krishna disse: “ …
quando il Dharma decade, IO verrò in aiuto.”,
e questo è quello
che è successo. Dio inviò degli uomini a mostrare la “Via”.
D.-
Voi vedete l’area indio-medio orientale come un “magazzino” di
essenze di insegnamenti spirituali, e considerate tutti gli insegnamenti
spirituali occidentali come “conoscenza presa in prestito” dall’asia?
Abdullah.-
La parte interna di tutte le attuali religioni esistenti deriva dagli
insegnamenti originali di Zoroastro. Noi crediamo che vi siano stati tre
differenti Zoroastro, o come è detto in persiano Zarathustra. Il primo circa
nel 5000 a.C.
Gli
insegnanti del Vedanta, che a detta di molti
sono considerati gli insegnamenti più antichi, gli fecero visita, e da lui
ricevettero ulteriori idee spirituali. Possiamo ricollegare l’insegnamento
Sufi fino ad Abramo e gli Esseni da un lato, dall’altro lato abbiamo invece
gli gnostici.
Anche
i babilonesi e gli egiziani avevano all’interno del loro insegnamento le
stesse idee. Dunque senza ombra di dubbio si può dire che la parte centrale di
ogni insegnamento spirituale derivi dall’Asia minore.
D.-
Cosa c’è dietro alla particolare qualità del metodo di un guru, che ricorre
al sistema delle domande-risposte
come strumento per trasmettere un insegnamento?
Abdullah.-
Permette al maestro di avere una più precisa
visione del progresso dell’allievo, inoltre deve essere utilizzato
insieme ad altri metodi. Per ogni progresso ci deve essere un conflitto, lotta,
tensione. Dove ciò viene a mancare, si ritorna nell’oblio…nel sonno
verticale. Le domande sono un buon indicatore dello stato dell’allievo,
specialmente riguardo alle sue identificazioni, limitazioni e attaccamenti.
D.-
Fino a che punto opera la “legge del fato” sull’essere umano, dopo che ha
iniziato a lavorare praticamente su e stesso?
Abdullah.-
Tutta la vita sulla terra altro non è che “lila di Dio” –gioco di Dio…-
La
“legge del fato” opera nel momento in cui tu sei cosciente, così puoi
vedere il flusso e riflusso della “legge della casualità” nella maggioranza
della gente. Più sei cosciente più sei in contatto con la “legge del
fato”. In ogni caso c’è una forza molto più grande che queste due leggi,
che può condizionare chiunque. Questa forza è la “grazia”. Tu sei arrivato fin qui a ricevere questo Insegnamento
per la Grazia di Dio, e ciò dovrebbe generare in te stesso un gran sentimento
di umiltà e gratitudine
verso
Dio. Il modo per ripagare tutto questo consiste nel lavorare sodo su se stessi,
imparando a servire senza ricercare alcuna ricompensa, ma fare solo la Sua
Volontà!
D.-
Sembra che il corpo cerchi continuamente di tirare fuori ogni genere di trucchi
per interferire con il lavoro pratico su se stessi. In ogni caso esso al suo
livello di intelligenza dovrebbe rendersi conto dell’immenso dolore
psicologico che questa modalità operativa può causare ad esso stesso se il
lavoro fosse discontinuo. Può spiegarmi meglio questo punto?
Abdullah.-
Perché il corpo dovrebbe portare a termine questo tipo di lavoro? Tutto ciò
che esso richiede è cibo, calore, riposo, sesso ecc… E’ il tuo “centro
magnetico”, che è il seme dell’anima, che vuole che tu faccia il lavoro. Ci
sono anche altre cose in te stesso che richiedono il lavoro, come per esempio la
tua essenza.
L’ego
e la personalità potrebbero volere ciò per un certo periodo di tempo,
soprattutto se sanno che da ciò possono ricavarne potere, ma non basta la
volontà da sola per affrontare il vero sacrificio che la sofferenza
intenzionale richiede.
D.-
Giudicando dalla direzione presa dai giovani
dell’India e dell’Afghanistan di oggi, il materialismo occidentale
sta letteralmente schiacciando la società religiosa tradizionale. Questo
dovrebbe condizionare in negativo l’insegnamento esoterico orientale.
Dall’altro lato, in occidente, l’essere umano è diventato sempre più
“assetato” di spiritualità, e di conseguenza interessato all’insegnamento
esoterico orientale. Da un lato c’è una potenziale decrescita, mentre
dall’altro lato c’è una potenziale crescita dell’Insegnamento… qual è
la sua opinione in proposito?
Abdullah.-
La chiave di risposta a questa domanda è… Centro Magnetico. Come tu sai,
nessuno di noi è nato con un’anima; solo grazie ad un nostro sforzo cosciente
possiamo crearne una. Approssimativamente la metà della popolazione mondiale è
nata con un centro magnetico, che è il seme dell’anima. Dio è pieno di
compassione, e una persona senza centro magnetico può comunque guadagnarsi
un’anima se veramente lo vuole. Normalmente coloro che non possiedono ciò,
non desiderano nemmeno perseguire ciò. Molti di coloro che hanno un centro
magnetico non ci fanno niente…
Coloro
che ne sono privi sono dei…morti viventi, poi vi sono quelli che non ne fanno
niente e dormono, e chi invece lavora su se stesso. Quest’ultimi
sono ben descritti nei Vangeli cristiani. Non tutto ciò che luccica è
oro, e proprio a causa di ciò si possono trovare molti allievi di grandi ed
illuminati maestri nella categoria dei…morti vivi. La “Via esoterica” è
piena di pericoli e di vicoli ciechi, così il praticante deve imparare ad usare
il proprio intelletto, come forza riconciliante per poter
distinguere il grano dalla gramigna…
D.-
La centralità posta dall’insegnamento islamico sull’Unicità di Allah, e
l’enfasi posta alla preghiera e allo Zihkr[2],
che effettivamente portano ad un senso di Unicità, sono la causa della
conversione di molti occidentali a questa religione?
Abdullah.-
NO, non è la ragione principale, ma la seconda. La ragione principale è che
l’Islam è PACE, e insegna la fratellanza degli uomini sulla terra. Noi
viviamo su questo pianeta per perfezionare noi stessi, e se l’Islam fosse
praticato universalmente come fratellanza sotto un unico Dio-Padre, si
realizzerebbe il vero socialismo,
ognuno in base alle sue capacità, e ai suoi bisogni. L’Unicità di Dio è
contenuta in tutti i testi “interni” di tutte le maggiori religioni, per
questo è una verità universale.
Tutti
noi sappiamo che l’Islam attuale non pratica ciò che prega, come le guerre in
Bangladesh o la persecuzione in Pakisthan dimostrano. Malgrado tutto ciò,
l’Islam è una religione di fratellanza, una religione mascolina circondata da
religioni di carattere femminile.
D.-
Pensa che sia possibile che l’Islam riesca ad uscire dal fondamentalismo
rigido così come oggi noi lo vediamo?
Abdullah.-
L’islam di oggi si basa sulla paura, ricompensa e punizione. E’ arcaico, e
lentamente dovrà lasciare il posto ad una forma di Islam più liberale. Questo
tipo di gente è legata più alla lettera
scritta che alla comprensione dei principi esistenti dietro alle parole del
Santo Corano. Religioni che si basano sulla paura, ricompensa o punizione,non
producono nient’ altro che miseria, in ogni caso esse contengono al loro
interno il seme che le farà
sparire… Islam è Pace, e ha molto da offrire al mondo se si facesse lo sforzo
di vedere al suo interno.
D.-
L’osservazione delle vita delle donne nei quartieri islamici da dove noi siamo
passati, sembra mostrarci che se la passino piuttosto male. Lei ci ha detto
che la fede musulmana ha molto da dare alle donne in relazione al loro corretto
ruolo. Può spiegarsi meglio?
Abdullah.-
Il Santo Profeta viveva in un’epoca dove le donne stavano molto peggio di
oggi. Egli elevò il ruolo della donna, così com’è scritto in molti passi
del Corano. Non tutti i musulmani sono dei cattivi musulmani, esattamente come
non tutti i cristiani sono dei buoni cristiani, o indù. Se andate a visitare
paesi come la Grecia, l’Italia, l’Irlanda, per citarne alcuni, scoprirete
che le donne della classe povera,
eccezione fatta per il Purdah[3],
occupano lo stesso ruolo delle donne musulmane.
Ciò
che in tutti questi casi manca è…intelletto da parte dell’uomo. Tutta
questa gente è motivata dalla paura. Gli uomini sono attivi soltanto attraverso
l’egoismo e la paura, mentre l’equilibrio può essere conseguito solo grazie
all’amore e all’intelletto.
D.-
Perché la Ka’aba alla Mecca è a forma di cubo?
Abdullah.-
L’arabo è una lingua corsiva, mente il latino è in stampatello, cioè
verticale. Il cubo è l’opposto della fluidità della lingua araba scritta.
E’ anche il simbolo di un altare per i sacrifici a Dio. Come certamente tutti
voi sapete tutto è…vibrazione, e anche la preghiera lo è. La Ka’aba è
come un polo o un generatore di un campo di forza, che convoglia tutta
l’attenzione diretta verso di esso.
La
massa delle preghiere purtroppo viene generata per paura, ricompensa-castigo, e
dunque le vibrazioni che andranno a raccogliersi saranno di qualità più bassa
che non quelle fatte per Amore. Prese tutte insieme, queste vibrazioni grezze e
sottili, che si incontrano alla Mecca, danno vita alla più grande sorgente di
vibrazioni del pianeta.
Anche
i cristiani comprendevano ciò, difatti nel passato essi avevano i loro altari
rivolti tutti verso Gerusalemme… comunque il senso di tutto ciò è andato
perduto…
Le
vibrazioni più fini che escono dalla Mecca, aiutano a compensare tutte le
vibrazioni grezze di bassa qualità che
per esempio escono dalle semplici partite di calcio, o altro ancora di
quel livello…. Sfortunatamente i musulmani di oggi esperiscono la maggioranza
del loro soffrire in maniera involontaria, eccezione fatta per il Ramadhan, che
in qualche misura compensa il resto ( ahimè misero…) dell’anno.
D.-
Sembra che i musulmani di oggi, a parte il contesto del Ramadhan, non
siano poi così predisposti all’ascetismo e al non-attaccamento come per
esempio gli Indù…. Il motivo di questa diversità risiede forse perché i
maestri Indù sono più chiari nello spiegare ai loro seguaci l’importanza
dell’ascetismo e del
Abdullah.-
All’apparenza sembra che la massa di indù sia, in comparazione alla massa di
musulmani, più controllata verso i loro appetiti fisici, ma per ciò che
riguarda la possessione materiale io
dubito che gli uni siano meglio degli altri.
Gli
indù non mangiano con quel grado di avidità espressa dai musulmani, e
certamente non mangiano in quantità. E’ bene comunque ricordare che quanto
dico non vale per coloro che nei loro rispettivi
sistemi hanno raggiunto il giusto equilibro.
I
musulmani sono generalmente uomini più grandi, grossi, e per compensare la loro
statura fisica possono mangiare di più. Il Santo Profeta non ha mai
raccomandato lunghi periodi di digiuno, ma ha suggerito di fare astinenza dal
cibo almeno tre giorni al mese, in relazione alla fasi lunari. In ogni caso Egli
era a conoscenza che per alcuni uomini, un lungo digiuno era necessario, ma si
tratta solo di eccezioni.
Anche
la Bhagavad-Gita dice ciò, sottolineando che
il motivo per una lungo digiuno deve essere puro, altrimenti verrà rafforzato
l’ego invece di distruggerlo. La risposta finale è che gli indù enfatizzano
molto di più il non- attaccamento, che i musulmani.
D.-
Qual è il processo evolutivo dell’anima a partire dal centro magnetico, e
quanto tempo occorre?
Abdullah.-
Qualcuno può nascere con un centro magnetico, dipende dalla condizione dello
stato dell’essere nelle vite precedenti, altri invece possono conquistare ciò
in questa vita. Se si possiede un centro magnetico, il prossimo passo consiste
nell’acquistare un’anima, che deve essere ottenuta grazia ad uno sforzo
personale lottando contro i propri desideri. Molti riescono a guadagnare ciò
seguendo la parte esteriore di una delle molte esistenti religioni, pochi ci
riescono cercando di comprendere interna
di un insegnamento esoterico. L’acquisizione di un’anima può richiedere
qualsiasi tempo, ma il prossimo passo la conquista di un “Corpo Kesdjan”[4],
richiede un tempo ben definito.
Il
“Corpo Kesdjan” richiede sempre un periodo di 21 anni prima di essere
acquisito, perciò sarebbe possibile sotto le giuste condizioni diventare un
“uomo nr.4”[5]
entro il 21 anni di età. Ma a causa delle molte negatività create dagli
uomini, sia dentro che fuori da loro stessi, è molto raro che una persona
diventi “equilibrata” prima del 40° anno di età. Hazrat Alì e Vivekananda,
sono due persone che hanno raggiunto il livello nr. 4 all’età di 21 anni. La
successiva creazione di un “Corpo Mentale” o “uomo nr.5” richiede altri
21 anni, se non di più. In ogni modo, sotto speciali condizioni è possibile
ottenerlo in 7/14 anni. Questa speciale condizione viene chiamata con il nome
di: Grazia. La creazione dell’uomo nr. 6 richiede anch’essa 21 anni, e lo
stesso vale per l’uomo nr.7, dunque con un po’ di semplice matematica è
facile capire che è molto difficile raggiungere la meta in una sola vita.
L’unica persona su questa terra che ha raggiunto il livello più alto è
Zoroastro, mentre il Buddha è un uomo nr. 6.
D.-
I chackra della cultura indù, sono gli stessi dei livelli evolutivi
dell’uomo? Un uomo il cui livello energetico è nel quarto chackra,
corrisponde all’uomo nr.4?
Abdullah.-
Non sono completamente uguali. E’ vero che i chackra sono in relazione allo
sviluppo umano, ma la modalità di come essi vengono attivati attraverso gli
stati meditativi, che causano la ricaduta allo stato precedente una volta uscita
dallo stato meditativo, ci dice che è vero il contrario. Nella cultura
occidentale, si sono verificati degli incidenti dove uomini che erano incaricati
di guidare dei ragazzi durante un seminario sulla preghiera, risvegliando il
loro livello di kundalini, in seguito quando questi è ricaduto verso il centro
sessuale, da dove ha origine, ha sessualmente approfittato
di quei ragazzi. Un equilibrato uomo nr. 4 deve possedere Amore
incondizionato per tutti, perciò è vero che possiede un attributo del quarto
chackra, ma non tutti gli uomini nr. 4 sono equilibrati, e questo da vita a
delle grandi variabili. In realtà la salita di Kundalini Shakati è un processo
continuo, che gli uomini che lavorano su se stessi, passano attraverso ogni
giorno della loro vita quotidiana. Parafrasando Gurdjieff, significa utilizzare
l’energia sessuale per Ricordare Se Stessi, e
secondo le mie parole… per Ricordare Dio.
D.-
Quando Gurdjieff stava lavorando con i Sufi, secondo quanto Rafael Lefort scrive
nel suo: “ I Maestri di Gurdjieff.”, era un uomo nr. 4, oppure si trattava
solo di un periodo iniziatico? Crede che quel tipo di insegnamento esista
ancora?
Abdullah.-
Abdullah crede che quel libro sia un mucchio di…”aria fritta”, scritto da
qualcuno che aveva la lingua solo per parlare. I metodi di cui si scrive nel
libro, sono in uso fin dal periodo egizio, da come si può verificare leggendo Her
Bak (tradotto e pubblicato in Italia dalla casa editrice di Battiato
…l’Ottava.). Per coloro che sanno è chiaro che Gurdjieff era un Sufi; egli
fu iniziato nella maniera classica, la stessa che io ed altri a suo tempo
ricevemmo. Gurdjieff fu anche iniziato in altre scuole-sistemi, come in via
simile lo fui anch’io… Nella
Via verso Dio, ci è sempre data la possibilità di incontrare qualcuno che
ci aiuterà nel prossimo passo. I sufi, per Gurdjieff , ma anche per me,
sono solo un gradino, ed egli ne era consapevole. Dopo che si è giunti ad
essere un uomo nr. 4, il vero maestro deve venire dal di dentro. Tra i Sufi
potete trovare molti uomini nr. 4, ma pochi uomini nr. 5. In proporzione tra gli
indù ci sono più uomini nr. 5 che in ogni altra religione.
Per
poter passare dal 4° al 5° livello, è necessario trovare un uomo che si trovi
al 5° livello, per ricevere il suo baraka[6].
Ogni ulteriore evoluzione viene per forza di cose …dall’alto! Inayat Khan è
un buon esempio di uomo che ha dovuto muoversi ai confini dell’ortodossia dei
Sufi musulmani, e dissetarsi alla
fontana indù o di altre religioni. Leggendo attentamente i libri di Inayat Khan
si può vedere che uomo coraggioso e meraviglioso egli era, perché capace di
fondere tutte le differenti religioni in un unico percorso didattico-evolutivo.
Per capire quanto vi dico, dovreste vivere, come me, insieme all’ortodossia
musulmana, per capire qualcosa
della sua bigottagine.
D.-
Il declino conservativo dell’Islam, può influenzare l’Insegnamento interno,
o Sufismo?
Abdullah.-
No. Le religioni vanno e vengono, ma l’insegnamento interno, che noi chiamiamo
sufismo, è stato da sempre preservato all’interno di tutte le religioni
apparse. Tutto ciò che può succedere è che l’Insegnamento interno diventi
più…nascosto. Attualmente in occidente, l’Insegnamento interno è alla
superficie più di quanto no lo sia
mai stato nel passato. Bigotteria e politica totalitaria, sono le modalità che
sopprimono l’Insegnamento, oggi come nel passato.
D.-
Il Corpo Mentale, è uguale al “Corpo di luce”,
“Corpo elettrico” o il “Corpo resuscitato”?
Abdullah.-
Senza dubbi tutti questi nomi contengono l’idea di cosa è il Corpo Mentale.
Il nome Corpo Mentale non è il più appropriato per indicare ciò che veramente
è, esattamente come riferirsi al centro emozionale superiore e centro
intellettuale superiore può portare a delle incomprensioni. Questi stati non
hanno niente a che fare con emozioni e intelletto, e molti scrittori
gurdjieffiani perdono di
Lo
stesso Gurdjieff divenne un uomo nr. 5 solo nell’ultimo periodo della sua
vita, ma nessuno dei suoi seguaci è riuscito in ciò.
Si richiede di una visita di Dio per poter accedere agli stati del Corpo
Mentale, senza di ciò tutto è solo teoria!
D.-
Quando ci dici che importante è l’Insegnamento non l’insegnante, significa
che l’Insegnamento non solo è una forza che viene direttamente da Dio, ma la
parte più alta, nobile di Dio stesso?
Abdullah.-
E’ una forza che viene da Dio, e nel nostro sistema solare è una delle tre
forze del nostro Santo Padre il “Sole”. Hazrat Inayat Khan dice che è lo
Spirito della Guida. Questo tipo di forza è un aspetto della Santa Forza
Neutralizzante del Sole, che nella Bibbia viene indicata come Spirito Santo.
E’ possibile contattarla anche da un altro livello, da quello della Santa
Forza Attiva del Sole, cioè dalla nostra coscienza interiore.
D.-
Da ciò che si legge, sembra che la vita sessuale di Gurdjieff non sia
stata tra le più equilibrate. Qual è la sua opinione in proposito?
Abdullah.-
Uno dei maggiori ostacoli per Gurdjieff è stato certamente il sesso, anche se
egli conosceva meglio di chiunque altro come utilizzare
l’energia sessuale. Gurdjieff è stato certamente dominato da essa per
molti anni. Se fosse stato più
abile nel controllare il suo istinto sessuale più adeguatamente, sarebbe
diventano un uomo nr. 5 molto prima. Con
ciò non voglio dire che egli era completamente governato da essa, ma piuttosto
che egli aveva così tanta energia sessuale, che gli era difficile produrre più energia fine per contenerla. Avrebbe dovuto utilizzare
ciò per la nascita del suo Corpo Mentale. E’ proprio a causa di ciò che
commise alcune importanti “trascuratezze”, e anche se alcune di esse erano
fatte consapevolmente, altre erano esempio della sua identificazione, per la
quale dovette pagare il suo prezzo.
D.-
Perché molti musulmani che abbiamo incontrato sono così bigotti?
Abdullah.-
L’Islam nella sua prima fase di espansione religiosa presso la gente del
deserto, doveva affrontare problemi come l’idolatria e l’alcolismo. Il Santo
Profeta aveva una massa di illetterati da convincere, e l’arma più potente
che Egli poteva usare era la paura, ricompensa-punizione, per questo Egli si
concentrò su ciò. Visto dalla storia, ciò che fece fu molto effettivo, poiché
in meno di cent’anni l’Islam era in grado di sfidare l’allora mondo
conosciuto. A causa della “legge del 7”, tutto ciò che si basa sulla paura,
ricompensa-punizione, deve contenere il seme della sua stessa distruzione, e
questo è ciò che tu hai visto con chi persiste nel parlare superficialmente
della religione, piuttosto che andare a vedere più in profondità la verità
celata in essa.
D.-
In un suo libro, Gurdjieff, descrive e colloca i tre “cervelli”, o centri,
nel corpo umano. Egli descrive il cervello che manifesta la terza forza, quella
riconciliatrice, come localizzata nel plesso solare, ma anche
come una massa di concentrazioni separate distribuite in tutto il corpo.
Questo sembra contrario a quanto Abdullah ci dice, può dirmi la sua opinione in
proposito?
Abdullah.-
Io credo che la differenza tra uomo e donna, al di là dalle ovvie differenze
fisiologiche, è la maniera di come reagiscono nei tre cervelli. Per Abdullah,
un uomo inizia con il suo centro motorio, rifiuta con quello emotivo, e
riconcilia con il centro intellettuale. Una donna, inizia con il suo centro
emotivo, rifiuta con il centro motorio, e riconcilia
con quello intellettuale. Alla superficie ciò appare completamente
diverso da quanto espresso da Gurdjieff, ma se si prende in considerazione come
chiave di lettura il fatto che i vari “cervelli” possono
sovrapporsi, nel senso che anche se un uomo inizia con il centro motorio,
in molti casi si tratta della parte intellettuale del suo
centro motorio che è connessa con il centro intellettuale…dunque in
realtà non esiste una reale
differenza.
D.-
In quale stadio del proprio sviluppo, la guida interiore smette di essere
l’osservatore neutrale?
Abdullah.-
Quando si riesce a dar vita ad un “Corpo Kesdjan”. Puoi prendere contatto
con la tua guida interiore prima di
questo evento, ma Egli o Ella risponderà soltanto alle tue domande, lasciando a
te tutto il lavoro iniziatico; la
guida in questa fase è passiva.
D.-
Quali sono i fattori che determinano il ruolo della guida nello sviluppo delle
triadi evolutive?
Abdullah.- Esistono molte triadi formali nell’essere umano. Vediamo di rispondere a partire dal Corpo Kesdjan: Il tuo vecchio io corrisponde ai tre centri. Il tuo nuovo IO è la tua parte spirituale, e la tua guida interiore è la terza parte. Il tuo nuovo io, in questa triade sarebbe il “Corpo Kesdjan”. Comunque potrebbe anche essere il tuo centro magnetico o la tua anima, dipende dal tuo livello evolutivo.
D.-
In un suo libro, Gurdjieff menziona più volte quello che egli chiama : “Partkdolgduty”[7].
Ciò porta alla mente il bisogno di riparare o ripagare in qualche maniera per
l’evoluzione durante questa vita.
Come funziona ciò?
Abdullah.-
“Essere –Partkgdolgduty” significa che per pagare il prezzo della
propria evoluzione, uno deve soffrire volontariamente, lavorando con molta
coscienza e intenzionale sofferenza. Il digiuno che voi state facendo insieme a
me, mi aiuta a completare la mia ottava, e questo per esempio è un modo. Un’altra maniera che vi riguarda
consiste per esempio nello sforzarvi di non giudicare o arrabbiarvi con le
persone che vi circondano, anzi provare a perdonare la loro ignoranza.
D.-
Lo sviluppo dei tre centri influenza l’anima?
Abdullah.-
Non necessariamente. Esistono molte persone con i centri sottosviluppati ma in
possesso di un’anima, come esistono persone con i centri sviluppati ma privi
di un’anima. Lo scopo principale dello sviluppare e bilanciare i tre cervelli
in modo spirituale, consiste nel creare, eventualmente, un “Corpo Kesdjan”
equilibrato.
Conclusione:
Come scritto nella Bibbia, nemmeno la morte di una rondine passa
inosservata, ma dal punto di vista dell’Assoluto questo va inteso su altra
scala.
L’umanità
ha Dio al suo interno, sotto forma di coscienza, cosicché ciò che ogni persona
fa, viene osservato e registrato nella sua mente subconscia, e alcune cose
vengono portate da vita a vita. Ciò che noi dobbiamo fare è imparare a
servire, al meglio delle nostre possibilità, tutto ciò che sta sopra e sotto
di noi, in modesta umiltà e silenzio.
Siamo
noi stessi che creiamo i nostri risultati, che possiamo chiamarsi
“ricompensa” o “punizione”, buono o cattivo. E’ ovvio che se Dio è
Onnipotente, non possono esistere azioni buone o cattive, ma solo Dio. In
relazione alla legge del 3, se un’azione è fatto con consapevolezza, fa parte
dell’aspetto attivo; se la stessa azione è fatto inconsapevolmente appartiene
al lato passivo delle forze. E’ lasciato al lettore stesso trovare a cosa
corrisponde la terza forza, quella neutralizzante, riconciliante.
Molti
musulmani credono a Dio e al Demonio così come riportato nel Corano. Questa
idea viene dagli insegnamenti di Zoroastro, che parlò di Luce ed Oscurità; la
gente ha grosse difficoltà nel comprendere qual’ è la terza forza. La dualità
non conduce in nessun luogo, se non nei problemi, perché come dicono i testi
Indù, essa è la madre di tutte le illusioni, Maya. Il fatto che molti
musulmani si avvicinano a Dio per paura, piuttosto che per Amore, può essere
attribuito a questa idea di Dio e del Diavolo.
Cos’è
che ogni religione cerca di fare per i suoi seguaci?
L’obbiettivo
principale consiste nel portare ad una completa comprensione e relazione con
Dio, indipendentemente dal Suo Nome. La grande maggioranza dei musulmani sono
bigotti, perché credono che non esista altra via che la loro, e che il Santo
Profeta è l’ultimo profeta di tutti i tempi. Se riflettete su queste
affermazioni, si può vedere chiaramente la colossale vanità ed egoismo
involto. Questo è vero per molte altre religioni, ma Abdullah crede, come del
resto i taoisti, che tutte le vie, anche le più tortuose, tutte conduco a Dio.
IO,
Abdullah, credo nell’autodisciplina, nel rendere il corpo totalmente
ubbidiente, prima che un lavoro equilibrato sullo Spirito
possa avere inizio. Nella stessa maniera, credo che
è inutile dare aiuto alle nazioni del terzo mondo, fintantoché non
rendiamo ubbidiente alla nostra volontà il profitto. L’ignoranza, sia per le
cose spirituali che per quelle temporali, non deve essere una scusa, per evitare
il lavoro pratico su se stesi, che ci permetta in primis di cambiare noi stessi, e poi il mondo.
Salaam
Alikoom, Sheik Abdullah Isa Dougan.
[1] Hasnamussian = Individuo egoista.
[2] Zihkr = Mantra
[3] Purdah : Esclusione delle donne dalla compagnia maschile
[4] Corpo Kesdjan: Vascello dello spirito – Proprieta’ dell’uomo nr. 4
[5] Uomo nr. 1- Istintivo; nr. 2 – emozionale; nr.3 – mentale; nr. 4 – Equilibrato in possesso di corpo Kesdjan;
nr.5 – Equilibrato in possesso di un corpo mentale; nr. 6 Equilibrato con inizio dell’Io Reale; nr. 7 – Uomo Perfetto.
[6] Baraka: Vibrazione di aiuto che arriva dal maestro.
[7] Partkdolgduty = Armeno/russo/inglese ....fatica cosciente e sofferenza volontaria