Arte marziale superiore

 

 “Gli allenamenti che riguardano la Mente Profonda, conducono verso un tipo di arte marziale superiore. Allenamenti che si basano su di una mente normale e superficiale non possono andare oltre alla forza, velocità e tecniche esterne.”

Prof. Zheng Man Qing, disse che il suo maestro, Yang Zheng Fu, gli spiegò che nel momento di una emergenza la sua natura più profonda, prenderà il sopravvento, e che tutto ciò che si è allenato a livello più profondo apparirà e funzionerà in maniera molto più efficace che non durante l’allenamento quotidiano. Prof. Zheng non credeva molto a ciò, fino a quando non venne attaccato realmente. Quel giorno le parole del suo maestro si dimostrarono vere.

Esistono molte altre storie di artisti marziali ben allenati in merito, che quando finiscono sotto pressione  casualmente “cadono” in questo stato profondo. Il fondatore dell’Aikido, Morihei Ueshiba (1883-1969), raccontò che quando venne attaccato da un pazzo armata di una spada, l’istante prima di ogni fendente, Ueshiba vedeva una linea di luce che descriveva il tragitto che il colpo avrebbe seguito, permettendogli così di disarmare tranquillamente l’avversario. 
Un capo indiano, quando doveva incoraggiare i suoi guerrieri contro l’esercito degli Stati Uniti, si metteva a cavalcare in modo audace di fronte alle linee nemiche. Facendo esperienza di un altissimo aumento del livello di consapevolezza, si ha un rallentamento del tempo, cosicché quando ogni singolo soldato si preparava a far fuoco, una raggio di luce indicava da dove il colpo sarebbe partito, permettendo così al coraggioso capo indiano di evitare le pallottole…

Comuni persone che sono sopravissute ad incidenti mortali, possono raccontarvi esperienza simili, dove un aumento della consapevolezza produce un rallentamento dello spazio-tempo.

Perché sprecare tanto tempo, ed un immenso ammontare di forze per allenarsi esternamente, quando nei momenti di vitale importanza  della vita, tutto ciò che si può usare è ciò che la Mente Profonda possiede?

Dunque, considerando il fatto che: all’interno di un sogno, possiamo fare esperienze che sembrano durare ore o giorni interi, mentre in realtà sono passati pochi minuti,
e che le reazioni istintive avvengono nel corpo molto prima che possiamo rendercene conto, si comprende che all’interno delle arti marziali non esiste solo 1  livello ma 3[1].

Ogni allenamento che è fatto con la mente superficiale, non contribuisce che in minima parte alla sviluppo di queste abilità interne e profonde. Sicuramente il più basso dei 3 livelli, quello istintivo, se fortunati può essere “toccato”.
Solo se il controllo più superficiale della mente, corpo ed emozioni, viene spento,  attivando correttamente la Mente Profonda,  i movimenti appresi possono essere raccolti nella nostra parte più profonda.

Tutti i metodi di allenamento che ho usato fino a questa comprensione, li ho dovuti rivedere, e gradualmente introdurre dei cambiamenti nella mia modalità di allenarmi ed insegnare. Ho cercato di eliminare ogni traccia delle “arti marziali inferiori”, che si basano su velocità, forza  e abilità tecnica, sostituendo a ciò dei metodi che potevano contribuire allo sviluppo in noi stessi dell’Arte Marziale Superiore.

Patrick Kelly, trad. Tiziano Grandi

 

 

( Il Taiji quan, indipendentemente dalla scuola o stile praticato serve ad allenare ed a portare la mente più in profondità, poiché il suo risultato di efficacia, ma anche di benessere e salute riguarda sempre e solo ciò.
Ciò che si sta proponendo e vendendo in giro, non è nemmeno l’ombra dell’Arte Taiji!
Soltanto perché ci stiamo muovendo lentamente, stiamo facendo Taiji?
Siamo sicuri che ciò che viene proposto come “taiji salutare” sia proprio Taiji?
Il fatto che muoversi lentamente possa far bene ( dall’altro lato voglio vedere chi può affermare il contrario e cioè che muoversi velocemente fa male…), siamo proprio sicuri che ciò sia …Taiji? O si sta usando un’attraente etichetta per vendere un prodotto scadente???? – aggiunta mia personale Mr. TG)

 

[1] I differenti livelli marziali a cui Kelly si riferisce nascono in profondità nel corpo (connessione diretta con i processi istinitivi del corpo), nella parte più profonda del sistema emozionale e mentale.

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