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La
Santa Madre Terra.
La Terra è un
organismo vivente, e noi come parte di ciò, possiamo guardare alla Terra
come nostra Madre. La Madre
Terra, come l’essere umano, è composta da tre parti indipendenti, che
dobbiamo imparare a conoscere e servire in maniera conscia.
La
parte emozionale della Terra è connessa ai suoni e
alla vista – il sospiro del vento, i colori del paesaggio-.
L’essere umano serve la parte emozionale della Terra con la
poesia, la pittura, la musica. Anche la musica e la pittura, come molte
altre cose, possono a loro volta essere divise in tre parti. La maggior
parte della musica pop appartiene alla parte sessuale del cento motorio, e
appartiene al centro motorio della Terra; la musica emozionale viene al
meglio manifestata dalla musica classica e da quella per la chiesa; mentre
alcuni lavori di Bach appartengo al centro intellettuale.
La pittura astratta è da considerasi meramente intellettuale, mentre
l’impressionismo è emozionale. Il centro motorio-sessuale- istintivo
della Terra, può essere visto negli uragani, tempeste, nella vita delle
piante, nella rotazione dei raccolti, e nell’accoppiamento di tutti gli
esseri viventi.
Il centro intellettuale, come diceva Gurdjieff, è la Grande Natura.
L’aspetto intellettuale della Natura, della Terra o dell’uomo, è il
fattore che equilibra il centro emozionale e motorio. Per esempio, se la
Terra vuole più persone, essa aumenterà la popolazione diminuendo le
guerre, la fame, i terremoti, ecc… se ne vuole di meno, farà il
contrario.
La parte
intellettuale della Terra controlla la legge dell’accidente che
condiziona la razza umana.
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Legge
dell’uno.
La prima della
cosiddette “leggi esoteriche” sotto le quali vive l’essere umano, è
quella che proviene direttamente da Sua Infinità, chiamata da Gurdjieff
con il nome: Trogoautoegocratic, o
Legge delle Vibrazioni. Abdullah
la chiama: La Legge dell’uno. Ogni cosa esistente nell’universo, è
sotto la sua influenza. Di questo principio hanno parlato persone come
Patanjali ben 1500 anni or sono, o Vivekananda nel suo libro sul Raja
yoga, nel Vangelo di Giovanni, che proveniva dalla scuola greca, si trova
scritto: “ All’inizio era il
Verbo, e il Verbo era Dio.” Qui
il “Verbo” rappresenta il suono, che è appunto vibrazione; è
anche la “Luce di Zoroastro”, la mente dei buddisti, ed il Prana degli
Hindù….
La legge
dell’uno viene insegnata in ogni religione, incluso nelle scienza.
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Legge
del Tre.
Nella tavola delle
Leggi segue poi quella del Tre, che Gurdjieff chiamava con il nome di Triamazikammo.
Quando l’Assoluto, discende in vibrazione, Egli genera questa legge,
cosicché il processo discende possa avere luogo. Per dar origine alla
vita oltre ad un aspetto negativo ed uno positivo si richiede un aspetto
riconciliante o neutrale. Nell’Uno queste tre forze sono unite, poi per
emanazione vengono ad essere separate,
e si ha la creazione, che resta connessa all’Uno primordiale
grazia ad una di queste tre forze.
La maggior parte della gente vive sotto la legge degli opposti, che è una
parte della legge del Tre.
Questa gente, cioè “coloro che vacillano”, hanno al loro interno una
forza attiva e una passiva che condiziona la loro mente a cambi repentini.
Questo continuo tira e molla esiste perché essi sono “ciechi” verso
la Terza Forza, e al loro interno non hanno nulla che possa agire come
forza riconciliante. Per creare qualcosa ci vogliono sempre tre forze, in
caso contrario ci sarà solo frustrazione.
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La
legge del Sette.
La
legge del Sette, o dell’Ottava, che Gurdjieff chiamava Heptaparaparshinokh,
sul nostro pianeta è la terza delle grandi leggi cosmiche. Si può
spiegare in maniera semplificata con le note musicali, dove troviamo un
intervallo tra il mi/fa e il si/do, che deve essere superato con uno
sforzo di volontà. L’ottava può essere ascendente o discendente,; da
Sua Infinita Infinità verso l’uomo,è discendente. Oudspensky, nel suo
“ Frammenti di un Insegnamento sconosciuto”, ha cercato di spiegare
l’inspiegabile, dandoci un supersemplificata
idea del raggio della Creazione.
In realtà il raggio della Creazione altro non è che una serie di
intrecciate leggi del Tre che Oudspensky ha fatto diventare delle ottave.
In realtà la legge del Sette può essere semplicemente compresa come
legge dell’impulso-oscillazione-inerzia.
L’uomo
ordinario o inconscio vive negli opposti, e dunque sotto la legge del
Sette, mentre chi è conscio vive sotto la legge del Tre.
Nella vita ordinaria, l’uomo comune è incapace di passare oltre gli
intervalli, così si ferma e torna indietro, oppure prende un’altra
tangente. Chi osserva coscientemente gli avvenimenti della vita ordinaria,
può notare senza fatica alcuno come tutto è ciclico.
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Shock
coscienti.
L’essere
umano ha una grande ottava verso la vita, e una serie di ottave più
piccole fatte di mete, scopi, desideri, corpo, lavoro, matrimonio…. che
sono difficili da vedere perché si intrecciano e si sovrappongono.
Se una persona lavora praticamente su se stesso deve sforzarsi di
darsi degli shock personalmente, così da poter compiere la sua ottava. Il
primo shock, viene dato nel momento in cui egli fa lo sforzo di ricordare
se stesso osservando i suoi motivi e le sue azioni. Il secondo shock è
dato dal lavoro conscio e dalla sofferenza intenzionale. E’ possibile
ricordare realmente se stessi
solo quando si è un essere numero 4, poiché per ricordare se stesso una
persona deve ricordare anche Dio allo stesso tempo. In ogni caso egli deve
sforzarsi di riuscire a separare l’”IO” da tutto ciò che
è “ESSO”, la macchina biologica umana, osservare il corpo
nella vita quotidiana restando però libero interiormente. Cercando di
sforzarsi continuamente di fare ciò, qualcosa comincia a crescere ed a
trasformarsi in essere umano. E’ mia opinione personale che
grazie a ciò
il centro magnetico cresce e si trasforma in un’anima.
Se una persona diventa consapevole
del corpo, e gli presta attenzione, diverrà consapevole anche delle
emozioni. E’ dalle emozioni e dall’intelletto che il secondo shock
cosciente prende forma. Il corpo è un’ importante pedina del gioco,
poiché attraverso di esso si può entrare in contatto con gli altri,
grazie ai quali possiamo vedere il gioco delle nostre emozioni negative.
La via principale che una persona deve seguire per poter portare avanti il
lavoro cosciente e la sofferenza volontaria, consiste nell’andare contro
il corpo e la considerazione esterna, identificazione. Se non ci si muove
seguendo questa linea, sarà impossibile conquistare un equilibrio interno
reale.
Gurdjieff diceva
che l’uomo conscio è sotto l’influenza di 48 leggi, e quello
inconscio sotto più di 100. Una persona dovrebbe sforzarsi di vedere
queste leggi, come uno dei “cinque sforzi della moralità oggettiva”.
Questo può richiedere molti anni di duro lavoro, che sarà molto utile
nella crescita dell’intelletto, poiché queste leggi si possono
scoprire solo grazie alla riflessione, o ponderazione.
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L’
uomo è un essere tri-cerebrale.
Il
cervello motorio-istintivo-sessuale, o centro motorio, inizia nel corpo a
partire dalla parte posteriore della testa, per scendere
poi lungo la spina dorsale fino al coccige. Il cervello emozionale
ha il suo centro nel plesso solare e si estende attraverso tutto il corpo.
Il cervello intellettuale si trova invece nel cervello di testa.
Esiste un cervello sussidiario chiamato: apparato formatorio, che viene
utilizzato dalla maggioranza delle persone per pensare, e si trova nella
parte frontale della testa. La Mente subconscia, che contiene tutta la
storia dell’umanità, è in contatto con la mente della Terra, ed è
pressoché inaccessibile all’uomo ordinario, inconscio, ma può essere
contatta con speciali esercizi.
Anche se i vari
centri possono combinarsi tra di loro in svariate maniere, ogni persona
nasce con la predominanza di un centro, che lo governa. Lo scopo consiste
nel diventare un uomo nei tre centri, purtroppo solo pochi lavorano in
questa direzione.
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Come
l’essenza influenza i centri.
Ogni persona viene al
mondo con un’essenza ereditata che influenza i suoi centri. Un uomo
normalmente eredita la base del suo centro emozionale dalla nonna materna,
il suo centro intellettuale dal nonno materno, e il suo centro
motorio dal nonno materno e paterno.
Una donna eredita il suo centro emozionale dal nonno paterno, il suo
intelletto dal nonno materno, e il suo centro motorio dalle due nonne. Ci
possono essere combinazioni, per esempio che un uomo erediti il suo centro
emozionale da ambedue le nonne.
L’essenza
profonda esiste, sotto forma di residui di vite passate, in persone che
hanno già vissuto su questo pianeta. Una persona che ha vissuto
precedentemente avrà del lavoro non finito nei tre centri, che si
manifesteranno in molteplici “mi piace - non mi piace.”
L’essenza può
essere buona o meno, ma ciò che uno ha è proprio ciò di cui ha bisogno
per poter lavorare su se stesso.
Se la nonna aveva un tempra violenta, questa si manifesterà in lui, e il
suo compito sarà quello di lavorare proprio su ciò, sulla violenza e la
rabbia. Se la nonna invece era calma e pacifica, egli avrà queste qualità.
Si può imparare molto dall’osservazione dei nonni.
All’interno
dei vari gruppi che studiano le idee gurdjieffiane, molti hanno un’idea
errata sull’essenza, poiché continuano a vederla solo come buona,
positiva, mentre la personalità è negativa. Di fatto il contrario è
vero, poiché spesso vi sono molte cose nell’essenza, così come nella
personalità, che dovrebbe essere definitivamente distrutte. Margareth
Anderson riporta nel suo libro: “The Unknowable Gurdjieff”, che una
volta Gurdjieff disse ad un donna di pensare, ogni qualvolta rifiutava a
se stessa una sigaretta: “ Questo
è per il mio essere.”. Questa idea anche se valida, rafforza la
forza di negazione nell’essenza della donna. Questa essenza, al pari di
ogni individualizzata parte dell’essere umano, ha un
aspetto passivo, attivo e neutro, ed è l’equilibrio di queste
tre insieme che porta l’essenza a crescere fino al punto di potersi
arrendere ad essa.
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Ego.
Quell’aspetto di
se stesso con cui una persona è familiare è la personalità o ego, che
viene ad essere formato dalla razza, paese, educazione, benessere e stato
sociale. Si può definire l’ego come un’idea che si ha di se stessi,
che inevitabilmente ci conduce all’identificazione con il corpo.
L’ego è la maschera che nasconde l’essenza; più spesso di ciò che
si pensa, questa maschera è falsa, e deve essere esposta continuamente
alla personalità genuina ( i tre centri che lavorano
armoniosamente insieme), altrimenti avremo solo delle auto-delusioni.
Lavorando sull’ego, si lavora allo stesso momento anche sul corpo. Se
una persona vive solo nella
sua parte esteriore, sarà sempre preda di stimoli esterni, continuando
solamente a reagire piuttosto che agire a partire dalla personalità
genuina. Un giorno si dovrà morire alla personalità genuina per poter
accedere alla parte più sottile e spirituale di noi stessi, e così
rinascere… ma lo spirito deve distruggere l’ego!
In una persona l’ego è il seme dell’essenza dei futuri nipotini, e
questo ci fa capire il perché è così importante lavorare sull’ego.
L’ego
dell’uomo occidentale sta deteriorando rapidamente, questo a causa della
facilità con cui vive la sua vita, mentre l’ego degli orientali sta
cambiando rapidamente in peggio a causa del comunismo o del capitalismo di stato. L’essere
umano tende sempre di più al
materialismo, e tutti i suoi sforzi si concentrano nel possedere sempre più
cose. I films, la pubblicità, la radio, la televisione, costantemente
assalgono i sensi, offrendo delle vie seduttive per sfuggire alla realtà.
Tutto ciò mantiene l’essere umano in stato di “sonno”, permettendo
così all’ego di prendere forma ed evolversi. I ragazzi preferiscono
“fare ciò che gli altri fanno”, anche se questo va
contro la volontà dei genitori. Il sistema educativo genera delle
pecore e l’egotismo è universale, rendendo così l’ego qualcosa di
stereotipato. La maggior parte delle persone vive in questa “area
stereotipata” senza mai riuscire a scendere nella loro “essenza”,
che viene spinta sempre di più in basso, fino a farla diventare qualcosa
di estremamente passivo. Se una
persona è adolescente nel suo centro motorio-sessuale-istintivo, bimbo
nel suo centro intellettuale ed emozionale, e ha un’ essenza coperta dal
suo ego, è chiaro che è… non equilibrato. Oudspensky credeva che
l’essenza smette di crescere verso l’11° o 12° anno di età,
Abdullah crede che l’età in cui si fermi questo sviluppo sia verso il 7°
anno. Oudspensky divideva l’ego in due tipi: falsa e giusta personalità,
ma io non condivido questa
visione. Gurdjieff si riferiva solo ad una personalità.
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Centro
Magnetico.
Il centro magnetico
è il seme dell’anima, l’inizio dell’individualità spirituale di
una persona. A grandi linee si può dire che il 50% degli abitanti di
questo pianeta posseggono un centro magnetico, e questi sono coloro che
“dormono”. L’altra metà, quelli che non lo possiedono sono invece
coloro che sono morti. Sia nel buddismo che nei Vangeli cristiani troviamo
scritto: “Lasciate che i morti seppelliscano i loro morti.”
Di quelli che
posseggono un centro magnetico, la metà ne hanno uno molto debole. Essi
aderiscono alla forma esterna di una qualche religione, senza mai cercare
di vedere oltre l’aspetto esteriore della propria religione. Normalmente
essi si “cristallizzano”, diventando…ottusi e bigotti. Essi
utilizzano la loro religione per giustificare guerre, apartheid o leggi
ingiuste – l’inquisizione spagnola è un buon esempio…- Il restante
quarto della popolazione che ha un forte centro magnetico è il “buon
terreno” della parabola del contadino, essi sono motivati a ricercare un
po’ più in profondità nella loro religione.
Posso dire che chi ha continuato a leggere scritti di questo tipo, ha un
centro di gravità; chi è “morto”
non guarderebbe mai un libro simile o religioso.
In ogni modo, persone prive di un centro di gravità, che posseggono una
mente indagatrice, leggono di tutto e spesso parlano di idee religiose.
Questi sono dei “borderlines” che volendo, sotto la guida di un
maestro qualificato, potrebbero sviluppare un centro di gravità e grazie
allo sforzo fatto possono
ottenere un’anima, che è il secondo livello dello sviluppo spirituale.
L’anima è una
ricompensa per chi lavora praticamente
su se stesso. L’anima non è qualcosa che si riceve, deve essere
conquistata, meritata, attraverso una dura lotta e sofferenza. Il rimorso
o la sofferenza volontaria, aiutano l’anima a
crescere, e danno un certo equilibrio ai centri. Senza un’anima
una persona non può progredire sulla via spirituale.
Spesso quando
Gurdjieff parlava dell’essenza e dell’essere, si riferiva all’anima,
e a volte usava la parola anima per riferirsi ai corpi superiori, cosa che
può in qualche lettore essere causa di confusione. Il modo di scrivere di
Gurdjieff era basato sul suo condizionamento ed eredità, che era
certamente corretto per lui. Il metodo usato da Abdullah è differente,
perché il mio compito consiste nel chiarificare.
L’essere umano
è una macchina sperimentale per lo sviluppo della coscienza. Una della
sue particolari caratteristiche, che lo rende unico in confronto ad altri
animali, è la coscienza.
L’essere umano moderno, ha sotterrato la sua coscienza molto in
profondità, al punto che non la sente più. E’ tornato ad essere un
…primate. Gurdjieff insegnava che uno dei compiti dell’essere umano
consisteva nel far salire alla superficie la coscienza. Egli spiegava come
nel capitolo dei “ 5 Sforzi
della morale oggettiva” nel suo libro I
Racconti di Belzebù…
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Organo
Kundabuffer.
L’essere umano
possiede la capacità di dimenticare, che posta nel luogo giusto gli
permette di cancellare la
memoria del dolore e dei traumi, ma che lo mantiene però anche nel suo
stato di sonno verticale. Gurdjieff chiamava questa capacità Kundabuffer.
Innalzando dei paraurti contro il cambiamento, e mantenendo attitudini
fisse verso gli stimoli esterni, la
coscienza viene portata più in profondità. L’operazione di Kundabuffer può essere vista
chiaramente nel lavoro sull’essenza – si può provare a rifiutare per
esempio la rabbia da un centro, per poi scoprire che
quando meno uno se lo aspetta essa esce da un altro centro, in
maniera molto più sottile-.
Anche se una persona ha raggiunto un certo equilibrio nei tre centri, ed
è riuscito a sviluppare ciò che nella terminologia di Gurdjieff è detto
“corpo Kesdjan”, terzo livello del percorso evolutivo, la conseguenza
dell’organo Kundabuffer interferisce, e non sparisce fino a quando non
si è formato il corpo mentale, diventando un uomo numero 5.
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Kundalini.
Il nome Kundabuffer deriva del termine indiano Kundalini, il potere del
serpente collocato alla base della colonna vertebrale. Gli yogis praticano
una forma di concentrazione nella quale Kundalini può essere portata
verso la sommità del capo, e qui purificato. Durante il lavoro pratico su
se stesso, le parti inferiori vengono innalzate, con la possibilità di
distruggere l’organo Kundabuffer.
Quando Gurdjieff diceva che l’eccesso dell’energia sessuale doveva
essere utilizzata nel lavoro pratico su se stessi, indicava proprio la
salita di Kundalini.
Il punto difficile comunque non era nella salita dell’energia del
serpente, ma nel farla ridiscendere purificata!
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Pituitaria.
La scienza medica
sa ancora poco della ghiandola pituitaria, grande più o meno come un
pisello, e collocata nella concavità alla base del cranio. Nella
tradizione esoterica invece, si parla molto di essa. Gli yogi la chiamano
il “Loto dai mille petali”, e viene posta sulla sommità del cranio,
dove di fatto si trova la ghiandola pineale. La ghiandola pituitaria è la
sede della coscienza, la guida verso la coscienza e la connessione con i
due centri superiori. Se rimossa, una persona perde tutte le sue
possibilità di evoluzione spirituale.
La ghiandola
pituitaria funziona come “stazione centrale di purificazione” per
tutte le informazioni che passano attraverso la mente di una persona, e
agisce come “ricevitore” nel contatto delle dimensioni superiori.
Poiché apparentemente esiste una sola sorgente da dove la persona può
ascoltare delle voci interiori, è estremamente difficile differenziare
tra i messaggi provenienti dal corpo, dai centri, immaginazione, spiriti,
coscienza, guida, o essere superiori.
I due centri
superiori esistenti nella persona, possono essere contattati solo quando
si è diventati uomini numero 5. Essi sono chiamati: centro mentale
superiore, e centro emozionale superiore.
Ciò è inappropriato, poiché ambedue non hanno nessuna relazione ne con
il centro intellettuale ne con quello emozionale. Spesso contatti che
producono un effetto estatico, vengono erroneamente percepiti come
contatti con i centri superiori.
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Morire
come essere umano.
Gurdjieff diceva
che una persona poteva morire o come un cane o come un essere umano; il
suo insegnamento andava nella ultima direzione. Se al momento della morte
un essere umano è solo i suoi tre centri
combinati casualmente in varie maniere,
la sua essenza è soffocata dal suo ego, egli non è niente…è un
cane. Se invece, fa qualche sforzo per equilibrare i suoi centri e calmare
gli aspetti negativi del suo ego ed essenza, sviluppato il suo centro
magnetico, o addirittura formato
un anima completa, in quel caso è un “tipo di essere umano”. Se ha
equilibrato i suoi tre centri rendendoli passivi, ed è “morto” alla
sua essenza (cioè l’ego è passivo e l’essenza attiva…), egli morirà
come un essere umano che è riuscito a formato un corpo Kesdjan.
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La
Via del fachiro, del monaco e dello yogi.
Vi sono diversi
metodi grazie ai quali una persona può scoprire la Verità. La Via del
fachiro riguarda le austerità corporee, quella del monaco attraverso la
preghiera e la fede, e quella dello yogi attraverso la disciplina mentale.
Chiunque segua esclusivamente e ristrettamente una di queste Vie, può
ottenere un corpo Kesdjan, ma certamente non sarà equilibrato.
Il corpo Kesdjan, o “Vascello dell’anima ”, inizia a livello
di infante e si sviluppa fino ad adulto. Persone che conquistano un corpo
Kesdjan, ma sono squilibrati nei tre centri o nella personalità
oggettiva, non posso progredire oltre l’aspetto di un corpo kesdjan
infantile, restando a causa di ciò connessi con la loro storia terrena.
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La
Quarta Via.
La Via di Gurdjieff,
la Quarta Via, ha come scopo quello di bilanciare i centri, e come per i
Sufi (ma anche i taoisti…) questo va fatto nella vita ordinaria, anche
se di quando in quando uno può anche ritirarsi in un monastero, o
mettersi a tempo pieno sotto la
guida di un competente maestro.
Rumi in
proposito ci racconta la storia di un giovane pastore che girovagava in
solitudine per le colline, pensando continuamente ad Allah.
Un giorno fece visita a suo fratello, che era un calzolaio.
Un giorno il calzolaio chiese al fratello se poteva sostituirlo nel
negozio, spiegandogli che se entrava un cliente per comprare delle scarpe
gli doveva prendere le misure. Più tardi si presento una giovane e bella
ragazza per ordinare un paio di scarpe. Non appena il pastore cominciò a
prendere le misure dei piedi, il caldo e sensuale profumo della giovane
donna, gli fece dimenticare completamente Allah.
Quando una persona segue la Quarta Via, egli vive dentro alle tentazioni
della vita ordinaria, imparando a gestirle, non diventando un recluso o
vittima delle medesime. Non identificazione, non attaccamento, continuando
a “ricordare se stesso”, mentre cerca di vivere pienamente la sua vita
normale. Questo significa riuscire a mantenere l’equilibrio tra le
coppie di opposti.
Per essere “equilibrato” una persona deve avere un coniuge e dei
figli, amarli senza identificarsi con essi, od essere attaccati a loro. Il
primo requisito per la Quarta Via consiste nel essere un buon capo
famiglia, o come diceva Gurdjieff …obyvatel,
che significa provvedere alle necessità materiali della famiglia, e
se donna, nell’essere una buona madre cercando di partecipare
efficientemente nel mantenimento della struttura familiare. Un uomo deve
essere ….maschio, una donna…femmina, non come in molti casi attuali,
il contrario.
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Svegliatevi.
La prima cosa che
bisogna fare per lo sviluppo della coscienza, è vedere oggettivamente se
stessi. Ogni persona ha una falsa fotografia di se stesso, immaginandosi
per esempio nella Via esoterica, di essere più in avanti di ciò che
veramente è. Questa illusione nasce dall’ego, ed è uno degli attributi
che induce …sonno.
Conoscere se stessi significa, vedere oggettivamente se stessi, senza
l’interferenza degli ammortizzatori. Gettare via il profano, significa
buttar via gli ammortizzatori e le emozioni negative.
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Osservazione
di se stesso.
L’unica via per
avere una chiara fotografia di se stessi, consiste nel cercare di
osservare se stessi, in maniera attiva. Chiunque si osservi in modo
passivo e soggettivo, non sta facendo nulla di valore, perché non c’è separazione
di attenzione.
Una persona che lavora su se stessa, deve tentare di sforzarsi di dare
a se stesso gli shock addizionali giusti, agendo piuttosto che reagendo.
Questi shock provengono dai suoi sforzi di “ricordare se stesso”,
osservando i suoi motivi e azioni.
La prima cosa da fare è separare tra “IO” ( i tre cervelli che
lavorano armoniosamente insieme) ed “ESSO” ( il corpo,visto in questo
contesto come centro motorio-sessuale- istintivo; l’ego, l’idea che si
ha di se stessi, che inevitabilmente riguarda l’identificazione con il
corpo.). Esso è fondamentalmente visto come animale…primate umano…
che vuole solo cibo, sesso e calore.
Durante
l’osservazione di se stesso, diventa chiaro che molto spesso il corpo
controlla un “IO” debole e mutevole. L’intelletto che all’inizio
può essere visto come l’”IO” che osserva, è passivo perché molto
più debole del corpo. A questo livello il corpo afferma se stesso in
tutto ciò che una persona fa.
Il centro motorio-sessuale-istintivo, è a sua volta composto da un centro
motorio, emozionale e mentale. La maggior parte della gente condizionata,
dunque inconscia e morta, vive in questo centro, e quando l’intelletto
viene chiamato in causa, produce solo attitudini fisse, che vengono custodite nel così detto “apparato
formatorio”, o banca della memoria superficiale, mentre in situazioni
emozionali, essi usano il centro emozionale del corpo fisico ( anche detto
eterico).
Essi pensano di usare la parte giusta di se stessi, a causa della
confusione che nasce dalla connessione di questa parti attraverso il corpo
–altro tipo di ammortizzatore-. Bisogna con forza evidenziare che
solamente poche persone sono capaci di fuggire dalla schiavitù e
soggezione del corpo. L’unica via per uscire dalla prigione è…lavorare
praticamente su se stessi!
Il corpo è il
punto da dove ogni tipo di lavoro deve cominciare. Per alcuni mesi si
cerca di osservare “Esso”, senza conflitto, ma dopo che si sono
ottenuti alcuni dati reali,
il conflitto deve avere inizio.
Molta gente crede che basti osservare passivamente se stessi. Questo è
completamente sbagliato, e lascerà il ricercatore nel suo attuale stato
di sonno. Vi sono poi molte persone che lavorano solo sulle emozioni, ma
in questo modo essi diventano non equilibrati; è necessario avere un
qualche controllo sul corpo, altrimenti fino a quando la connessione tra
la parte emozionale del cervello
motorio-sessuale-istintivo ed il corpo non viene compresa, lavorare
sul centro emozionale è tempo perso, poiché ciò che viene insegnato
come proveniente dal centro emozionale altro non sono che emozioni della
macchina biologica umana.
Vi sono poi quelli che si uniscono a dei gruppi di studio esoterici,
utilizzando questi incontri come un’occasione per socializzare, credendo
di lavorare su se stessi solo perché vedono le loro emozioni negative;
sfortunatamente ciò non è altro che…calmare se stessi…utilizzando
qualcosa di valido per digerire semplicemente la propria infelicità o
frustrazione esistenziale.
Va qui ricordato ciò che diceva Gurdjieff: ciò che rende una persona
felice, lo fa dormire sempre di più.
Il dolore e la
tristezza nascono dall’inadeguatezza degli sforzi umani; l’unica vera
felicità –la soddisfazione di un lavoro ben fatto-, è nel diventare un
vero essere umano.
Non appena una persona inizia ad andare contro i capricci del corpo, ne
risulterà un conflitto, e proprio da questo conflitto che egli può fare
qualcosa per se stesso. Più il corpo si ribella, più si diventa
coscienti di esso. Dall’essere passivo nell’”Io” o mente, egli
diventa attivo proprio mentre fa il grande sforzo.
Nell’iniziare
a lavorare contro il corpo, conviene seguire i suggerimenti dati da
Gurdjieff:
1) Inizia con un
piccolo compito, e portalo fino alla fine. Gli appetiti che il corpo ha
verso il cibo, sono un buon inizio, così potete cominciare a ridurre la
quantità del cibo che consumate durante i vari pasti. Poi dopo un certo
periodo, passate a digiunare per un giorno intero, evitando
il caffè, il tè, eccezion fatta per l’ acqua. Se per caso siete
dei fumatori, per aumentare la tensione e quindi lo sforzo, evitare di
fumare per tutto il tempo del digiuno. In seguito si può cominciare a
rifiutare il sonno, il sesso e una certa comodità. Eventualmente si può
digiunare completamente, senza nemmeno l’acqua, allargando il digiuno e
rimpiazzando tutte le negatività con la preghiera.
Se ciò viene mantenuto per qualche anno, potete vedere oggettivamente il
corpo nel suo ruolo di tiranno. Si vedrà come diventa irritabile,
intrattenendo ogni sorta di dubbio su tutto
ciò che fa…questo è il corpo che rifiuta (corpo eterico
negativo).
2) Nella fase
successiva, potrete aprire parti di voi stessi che nemmeno pensavate
esistevano. Scoprirete la vostra caratteristica
fondamentale, le più tipiche sono influenzate dal sesso, paura,
egoismo, pigrizia, vanità, impotenza, incapacità, che motivano tutto ciò
che una persona fa. Scoprirete i centri, restando sgomenti di fronte al
dominio che il corpo ha su ciò che chiamate “Voi stessi”. Fintanto
che non scoprirete il cane nel corpo che abbaia per quasi tutta la vita,
non potrete dire di stare lavorando su voi stessi.
Quando si
realizza questa visione, un sentimento di impotenza nascerà, comprendendo
sulla propria pelle ciò che Gurdjieff voleva dire con: “Un uomo non può
fare nulla.”
L’essere umano non può fare nulla, tutto in lui viene …fatto.
La gente non si rende conto che tutto ciò che fa è reagire a
degli stimoli esterni; essi pensano di avere
una vita emozionale o intellettuale, ma all’inizio è sempre il
corpo che da la prima nota. Dopo che l’essere umano è diventato pienamente consapevole della propria inabilità nel controllo del corpo, inizia il livello
successivo della Quarta Via.
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Osservare
i centri.
Dopo aver
ingaggiato una lunga battaglia contro il proprio corpo, una persona può
cominciare a vedere il lavoro dei centri.
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Centro
motorio-istintivo-sessuale.
Scoprirà che quando
urla ai suoi bambini, ciò non nasce realmente dalla sua stanchezza, ma
dalla parte sessuale del centro motorio-istintivo; che fuma o si gratta perché l’aspetto motorio del suo
centro vuole avere qualcosa da fare; che la parte istintiva è normalmente
la più matura, anche se la preoccupazione cronica verso la salute nasce
dagli aspetti negativi della parte istintiva. Vedrà quanto immaturo è il
centro emozionale, quante ore della giornata dedicherà alla
giustificazione, sognando ad occhi aperti, a fare delle considerazione
interne, al rancore o a “raccontarsi storielle”. Scoprirà che
l’intelletto è in una situazione ancora peggiore! Che non può
ponderare, non ha capacità di concentrazione, e il suo pensare è come
una zanzara ballerina….
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Centro
emozionale.
Dopo che si
ha ottenuto una certa comprensione di come lavora il corpo nel
centro motorio-istintivo-sessuale, solo allora si potrà tentare di sapere
qualcosa sul centro emozionale. La maggior parte della gente diventa
consapevole di ciò occasionalmente, usualmente quando sono bambini, prima
di essere viziati o contagiati dall’educazione e dal condizionamento.
Sensazioni particolari nella stomaco, come accadono per esempio prima di
un esame, sono erroneamente identificate
con le emozioni dei centri inferiori , la furia cieca degli animali
proviene dal centro istintivo, mentre l’esaltazione durante una partita
di calcio proviene dal centro
motorio, e la crudeltà dal centro sessuale, ma poiché il centro
emozionale è il quartier generale di queste manifestazioni, la confusione
si insinua.
Due funzioni molto importanti per il lavoro del centro emozionale sono la
preghiera, e il pensare velocemente cioè l’intuizione, che sono dei
lampi di comprensione. Spesso ciò viene confuso con il veloce pensare
della parte emozionale del centro motorio, che è da sconsigliare. Il
controllo sul vero pensiero emozionale, mette a vostra disposizione una
grande forza.
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Centro
Intellettuale.
Il centro
intellettuale è l’ultimo dei centri acquisiti dall’essere umano nel
suo percorso evolutivo, e il meno usato. Molte persone sono intellettualmente degli adolescenti, ma essere privi di
intelletto, nel senso che qui si intende, non significa essere incapaci di
superare per esempio degli esami, poiché lo studio formale viene fatto
con l’apparato formatorio, parte
del cervello che registra fatti ed eventi per un limitato periodo di
tempo. Molte persone leggono il giornale con l’apparato formatorio, e
dopo qualche ora hanno dimenticato molte delle cose lette, a meno che il
loro apparato formatorio non sia molto buono. Esso si trova nella parte
frontale della testa.
Una persona, che dopo aver lasciato la scuola legge poco, rimarrà
nel suo intelletto un bimbo
per tutta la vita. Spesso questa parte, atrofizzandosi, muore,
e risponderà a domande grazie a delle attitudini
fissate, dimostrandosi persona di non ampia veduta e bigotto.
Chi invece legge
e possiede un’educazione superiore potrà crescere fin a livello di
ragazzo. Se inoltre studia la matematica, e impara a ragionare con il
pensiero oggettivo, l’intelletto potrà svilupparsi fino a
livello di adolescente. L’unica metodo per diventare adulto nell’intelletto, consiste nel
bilanciare gli altri due centri, e ponderare.
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Ponderare.
La parola
“ponderare, o “valutare”, “soppesare”, viene qui usata al posto
di meditazione o contemplazione, perché ha dei connotati meno emozionali.
Ponderare, è fare un grande sforzo per ottenere una comprensione che
nasce dal pensiero oggettivo, genuino, restando nel problema fino a quando
non si coglie il suo significato pieno.
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L’intelletto
come “Forza Riconciliante”.
Sia nell’uomo che
nella donna, l’intelletto agisce come forza neutralizzante
–nell’uomo il centro motorio è attivo, quello emozionale passivo, e
l’intelletto neutrale; nella donna il centro motorio è passivo, quello
emozionale attivo, e
l’intelletto neutrale-
Questo punto è spesso fonte di discussione, perché nel suo libro “I
racconti di Belzebù”, Gurdjieff diceva che l’aspetto intellettuale
del sole è attivo o forza di affermazione.
Abdullah crede che la donna afferma con la parte intellettuale del suo
centro emozionale, ed un uomo con la parte intellettuale del suo centro
motorio. (ndt: forse ora la cosa comincia a complicarsi, ma cerchiamo di
vedere l’essere umano come composto da tre corpi: eterico, astrale,
mentale, ed ognuno di questi corpi possiede a sua volta una centro
motorio, emozionale ed intellettuale. Abbiamo dunque 3x3x3 possibili
combinazioni, dunque 27 tipologie umane di base…
Una persona che prevalentemente agisce attraverso il corpo fisico è detta
somatotonico, chi agisce in
modo emozionale, è detto viscerotonico,
mentre il tipo intellettuale è detto cerebrotonico.
Ad ogni “Tonia” viene dato un punteggio da 1 a 7, ed in base al
risultato dato dalle varie “Tonie”, avremo, psicologicamente parlando,
la tipologia a cui appartiene la persona analizzata.)

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Trasformare
se stessi.
Trasformare se
stessi, è l’idea centrale di questo lavoro, ma spesso mal interpretata.
Abdullah conosce molte persone in giro per il mondo che credono che non
bisogna far altro che osservare se stessi; Questa è l’attitudine che
Gurdjieff trovò nei gruppi americani condotti da Orage. Poiché essi
seguivano la via della minor resistenza, Gurdjieff introdusse negli Stati
Uniti i “
7 esercizi”, con l’intenzione di
creare un sistema equilibrato, per aiutarli a comprendere cosa lui avesse
in mente.
Per alcuni mesi è necessario osservare se stessi, raccogliendo quante più
informazioni possibili, poi inizia il lungo e faticoso lavoro per
distruggere tutto ciò che ci tiene nello stato di sonno verticale, e di
nutrire tutto ciò che invece ci mantiene svegli.
Chi non fa niente contro se stesso e la propria meccanicità, aspettando
che sia il lavoro a trasformali, si sta solo giustificando, corrompendo o
annacquando la parte buona
di se stessi con l’altra parte, cosa che li manterrà sicuramente
nello stato di sonno verticale. Se essi persistono in ciò per un lungo
periodo di tempo, diverrà impossibile osservare se stessi imparzialmente,
poiché una parte sarà
completamente soggiogata dall’altra. Eventualmente il Centro
di Gravità, potrà a causa di ciò perire, e anche se esteriormente
il lavoro continua, interiormente il processo si interromperà. Persone di
questo tipo mancano normalmente di fiducia in se stessi. La volontà, il
desiderio, lo scopo per fare ciò deve nascere dalla persona stessa,
mentre i mezzi per trasformare sono contenuti al suo interno.
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La
Mente inconscia.
La Mente, anche se
ancora infantile nel suo stato di sviluppo, contiene nel suo subconscio
tutto ciò che è necessario per diventare adulta, ammesso che la persona
in questione sia sana di mente. Il subconscio, è la vera Mente, coperta
dall’organo Kundabuffer, dall’essenza, dall’ego, ereditarietà e
ambiente.
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Contattare
la propria Mente inconscia.
Esistono
vari metodi per contattare questa sorgente. La via usuale è quella del
ponderare e studiare un ampio raggio di materie; poi vi è l’ipnosi, o
stati di coscienza alterati auto-indotti ( il Samadhi degli Yogi.).
Studiare e
ponderare, pensando ad un soggetto da quante più angolazioni possibili,
aiuterà l’inconscio a “rilasciare” informazioni che vi erano state
accumulate. Questo è il metodo classico degli antichi Greci, usato da
filosofi per centinaia danni, ma è lento e ha delle lacune e limitazioni
perché le richieste del corpo e le tendenza del centro emozionale
precludono questo rilascio di informazioni latenti. L’ipnosi è un buon
metodo, ma alla fine si dipende troppo dall’operatore.
Il miglior metodo è l’auto-ipnosi.
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Contattare
la propria guida interiore.
Con ciò si intende
la propria Mente Profonda, utilizzando come immagine quello della
“guida” o “Sadguru”. Ci vogliono circa 18 mesi di lavoro sul
corpo, prima di riuscire a contattare la propria Mente inconscia.
All’inizio si contatta solo la propria Mente subconscia, “solo” è
una parola non appropriata, poiché si aprirà un’immensa area da dove
una persona può attingere informazioni. Egli può scoprire l’origine
dei suoi traumi, dove le sue paure provengono, come hanno inizio le sue
reazioni istintive, dove iniziare a
cambiare quelle cose che impediscono
di andare avanti nel lavoro pratico su noi stessi.
E’ di grande
beneficio pregare quando si è sotto auto-ipnosi. Abdullah dopo aver dato
a se tesso l’ordine di cadere in uno stato di sonno, recitava le Lodi al
Signore, seguita da una preghiera di auto-perfezionamento del tipo: “Io
renderò il mio corpo obbediente, la mia personalità oggettiva passiva,
ed eventualmente distruggerò l’ego.”. Questa “invocazione”
provvederà a creare tutto ciò che è necessario al lavoro per la
formazione di un essere cosciente. In seguito cercate di restare in
silenzio per almeno 10 minuti, rifiutando tutti i pensieri associativi che
passano per la testa. Questo silenzio è necessario, poiché solo nel
momento in cui si è creato il silenzio interno, la voce di Dio può
essere ascoltata.
Non sono molti coloro che sanno restare in silenzio, e ogni sforzo per
domare il pensiero associativo è cosa molto preziosa. Il silenzio è una
disciplina molto difficile, ma gli adulti dovrebbero praticarla per almeno
10 minuti al giorno.
Gli yogi hanno da sempre lavorato sul quietare e rendere silente la mente,
e descrivono gli stati qui menzionati come auto-ipnosi, come Samadhi;
anche se Vivekanda nel suo libro sul Raja Yoga era contrario
all’auto-ipnosi, egli raccomandava la pratica dell’auto-ipnosi con
altro nome. Altri maestri, per entrare in stati di coscienza non
ordinaria, davano dei mantra da ripetere.
I vari metodi per l’auto-perfezionamento, hanno i propri meriti, e tutti
vi aiutano ad avere una
migliore idea di voi stessi e di Dio. Si consiglia di tanto in tanto di
raffinare il proprio concetto e comprensione del termine Dio….
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Moralità
oggettiva.
Una legge molto importante
è quella della capacità di discernimento o giudizio, o appunto
moralità oggettiva. E’ una cosa buona o cattiva, giusta o sbagliata?
C’è solo una cosa buona o giusta, ciò che ti permette di svegliarti, e
solo una brutta cosa…ciò che ti mantiene nello stato di sonno. Quando
una persona è cosciente, sveglia e consapevole, agirà in accordo alla
morale oggettiva. Nel caso contrario, cioè quando è addormentato, morto,
egli sarà completamente sottomesso al
gioco di qualsiasi forza o stimolo, cosicché la sua azione potrà essere
casualmente buona o cattiva. Per capire realmente quanto una persona è
addormentata, potete mettere in pratica l’esercizio numero 5, e ripetere
ogni ora: Io sono, cercando allo stesso tempo di ricordavi cosa state
facendo. Poi, alla sera, prima di addormentarvi cercate di “rivedere”
cosa avete fatto ad ogni ora in quel momento che avete detto “Io
sono”. Se lo fate onestamente e con coscienza, avrete la dimostrazione
senza ombra di dubbio dove siete realmente. Molta gente vedrà una sola
ora di quel giorno, altri possono andare bene per un giorno o alcuni
giorni, per poi dimenticarsene completamente in una settimana. Tutto
dipende da quanto forte sia il desiderio di portare a termine il compito.
Normalmente la
legge del 7 è troppo forte, e spesso si rimane presi in ciò che
Oudspensky chiamava “prigione”, la prigione del corpo e del sonno.
Da questo punto di vista si può dedurre che ogni persona che offende la
legge della moralità oggettiva, è un peccatore.
Quando si riesce a ricordare se stessi in ogni ora delle 24 che compongono
il giorno, significa che qualcosa è stato fatto, e questo qualcosa è il
legame tra la parte più forte di noi stessi
e il nostro centro magnetico o anima.
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Legge
dell’accidente.
L’essere umano
vive condizionato non solo con delle leggi provenienti dall’alto, ma
anche con leggi che provengo dal basso, dalla Terra stessa, una delle
quali è detta “Legge dell’accidente”, che influenza completamente
l’uomo meccanico. Lo spinge a sposarsi, ad avere figli, un lavoro, e a
soffrire inconsciamente in molte maniere.
Solo dopo che si
è svegliato, egli può iniziare a liberarsi e passare alla “Legge del
fato”, che proviene dall’alto. Per comprende la “Legge del fato e
dell’accidente”, le dimensioni nella quale avvengono devono essere
stabilite. I corpi operano nel mondo tridimensionale, il pensiero nel
quarto, e lo spirito nel quinto, e l’essere umano può vivere in queste
dimensioni simultaneamente.
La “Legge
dell’accidente” riguarda il corpo, o la terza dimensione, ed implica
l’esistenza di scelta; la “Legge del fato” opera nella quinta
dimensione, dove non c’è scelta.
La
“Legge dell’accidente” controlla tutte le azioni umane. Egli
non può fare nulla, ma viene “fatto” dalla “Legge
dell’accidente”. Qualcuno è riuscito a vedere come la propria vita è
solo una serie di coincidenze che si congiungono come in una intricata
matassa, e ognuno si trova a dire prima o poi… “se avessi potuto fare
questo o quello….”, ma cos’è che gli fa fare ciò che fanno?
Chi crede nell’astrologia dirà che ogni persona ha un destino in
relazione alle congiunzioni celesti nel momento della nascita. Ciò è
vero solo fino ad un certo punto, poiché la posizione dei pianeti nel
momento del concepimento –non della nascita!!!- ha degli effetti sulla
persona, attraverso la “Legge delle vibrazioni”.
Quando i pianeti
si muovo nello spazio, generano frizione, che a volte può essere
benefica, altre volte no, e l’intelligenza della Terra usa la “Legge
dell’accidente” per aggiustare queste grandi ondate di vibrazioni
positive o negative che siano provenienti dallo spazio.
Le vibrazioni sfavorevoli che periodicamente cadono sulla Terra e spingono
l’essere umano per esempio a fare alla guerra, vengono direzionate da
una parte del pianeta ad un’altra dalla “Legge dell’accidente”.
Spesso questi stimoli di violenza vengono usati dall’essere umano
conscio per il suo vantaggio personale, come dimostrato per esempio in
questo anedotto che riguarda Hazrat Alì (fondatore della corrente sufita
nell’Islam…), dove si dice che nel momento in cui Hazrat stava per
tagliare la testa ad un nemico, questi gli sputò in faccia, ed
immediatamente Hazrat buttò la sua spada al suolo lasciando vivere
l’uomo. Quando gli fu chiesto spiegazione in merito, Hazrat disse che
egli vide la sua rabbia, e che egli non avrebbe mai ucciso nessuno per
rabbia, ma solo per Allah.
L’infedele a cui fu risparmiata la vita, in seguito si convertì
all’islam….
Oudspensky ci
racconta come Gurdjieff
utilizzava per esempio la rivoluzione
russa e altre guerre dell’epoca, per far lavorare su se stessi
nelle più dure delle situazioni i suoi allievi.
Questi tipi di essere umani si trovano a differenti livelli evolutivi, ma
erano svegli e coscienti, e anche se la “Legge dell’accidente” era attiva, essi vivevano
sotto la “Legge del fato”.
Gurdjieff, che al momento del suo incidente automobilistico era un uomo
numero 4 e viveva di più sotto l’influenza della “Legge del fato”
che non di quella dell’accidente, in quel particolare momento era
“addormentato” e la “Legge dell’accidente “ prevalse. Il fato lo
mantenne in vita, perché egli aveva ancora molto da fare in questo
pianeta. Gurdjieff utilizzò questo stesso incidente, per purificare parte
del suo corpo mentale, usando la sofferenza fisica alla maniera della via
del fachiro. Egli che era soprannominato “La Tigre del Turkestan”
divenne un invalido, e per il resto della sua vita visse con una certa
quantità di dolore nel suo corpo, senza però mai cedere ad esso.
A causa della “Legge dell’accidente “ molta gente paga in questa
vita per azioni passate fatte sotto l’influenza di questa legge…
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Desiderio
e volontà.
“L’
uomo non può fare”. Ciò che normalmente viene considerata forte volontà,
è solo un forte desiderio, che viene spesso dal corpo. I desideri del
corpo non includono solo quelli sessuali, ma anche ambizioni –diventare
un dottore, un ingegnere, musicista…-
I desideri tengono l’uomo nel sonno. Gurdjieff disse che la
soddisfazione dei desideri e la ricerca della “felicità” era….merde.
L’ultima cosa che si è disposti a sacrificare è la propria
sofferenza. Per una persona è necessario questionare i proprio desideri,
così potrà trovare i motivi e ciò che egli è; eventualmente vedrà
quanto è più piccolo dei suoi stessi desideri,
cominciando a realizzare che sviluppare una volontà è cosa molto
ardua. Anche se molto può essere fatto lavorando su se stessi, alla fine
la volontà viene dall’alto! La volontà scorre, fluisce attraverso una
persona, ma perché ciò accada il terreno deve essere fertile e
coltivato.
Il pensiero
ordinario mette tutto sullo steso piano, con una passato, presente e
futuro in una linea orizzontale; ma esistono anche linee verticali.
I desideri sono su piano orizzontale, ma la volontà è su piano
verticale, discende nell’essere umano se lavora per ciò. Tutto ciò
che va contro i desideri del corpo genera un effetto che aiuta la volontà
a discendere; all’interno dell’individuo avviene una mutazione, ed
eventualmente un essere nuovo prende forma.
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Scopi.
Gurdjieff diceva
che la volontà può essere coltivata, portando a termine prima dei
piccoli compiti, poi compiti sempre più ardui. E’ importante avere
degli scopi nel lavoro pratico su se stessi come anche nella vita
ordinaria, molti dei quali sorgono dai desideri del corpo.
In questo caso si usano i desideri del corpo per lavorare su se stessi,
per esempio se ci piace alzarsi tardi, ci alziamo una mezz’ora prima
(scopo) ed osserviamo se ciò che ci vuole tenere nel letto è il centro
mentale, emozionale o fisico, Nove volte su dieci sarà il centro motorio,
cioè il corpo, e la debolezza del centro emozionale ed intellettuale
diventerà apparente. Se ci si alza per andare a giocare a golf o a
pescare, c’è meno resistenza perché il centro motorio è interessato.,
ed il centro emozionale è contento di fare ciò. Se ci si alza per andare
a lavorare, il centro intellettuale interferirà dicendo al corpo che se
non ci si alza non si potrà guadagnare per comprare il mangiare.
Alzarsi presto, sopratutto quando è ancora buio, è un grande scopo per
alcuni, mentre per altri potrebbe consistere nell’andare a letto molto
tardi; ciò che è importante consiste nel non fregarsi con compiti troppo
facili.
Portando a termine dei piccoli compiti, si può sviluppare
l’energia giusta per affrontare compiti più grandi. Tipi che sono
somatotonici dovrebbero affrontare compiti che riguardano il centro
intellettuale, come imparare una lingua straniera o leggere un libro
difficile. Persone viscero o cerebro toniche, dovrebbero lavorare sul loro
centro motorio, e svolgere attività come giardinaggio o falegnameria. In
questa maniera oltre a riequilibrare i centri, si può trasformare un
lavoro quotidiano in uno scopo per il lavoro pratico su se stessi.
Gurdjieff ha
stabilito un compito meraviglioso, sopportare le manifestazioni negative
degli altri, che significa lavorare contro
le reazioni negative degli altri. Egli ci ha fatto vedere nella sua
“Terza Serie” cosa bisogna fare per avere uno scopo nel lavoro: “ Io
sono, io posso, io sono ciò che posso, io sono. Io sono, io desidero, io
sono ciò che desidero, e se io sono, solo allora io posso. Se io posso,
solo allora io desidero e ho il diritto oggettivo di desiderare”.
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Il
digiuno come mezzo per creare una volontà.
Solo grazie al
lavoro conscio e alla sofferenza intenzionale può l’essere umano creare
l’energia per sollevarsi oltre alla dominazione del corpo, attirando
vero di se una volontà reale. Abdullah crede che il digiuno è una via
molto valida per sviluppare la volontà. Stare senza cibo e liquidi per 24
ore almeno una volta alla settimana, causerà certamente una reazione di
indebolimento nel corpo, ma dopo un po’ di tempo se si continuerà con
regolarità questa pratica, esso genererà più energia di una qualità più
fine.
Alcuni anni or
sono, persone della scuola di Abdullah sono state invitate a fare un
digiuno di sette giorni a base di sola acqua, continuando però le loro
attività ordinarie. Abdullah spiegò che dopo il terzo giorno essi
avranno più energia di prima per poter continuare con il compito
intrapreso. Ogni giorno Abdullah riuniva per mezzogiorno le persone per
una preghiera di circa quindici minuti,
e chi non poteva essere presente avrebbe in ogni modo pregato nel
luogo dove si trovava. Alla fine del digiuno ognuno di loro aveva
imparato più cose sul corpo, comprendendo cose di se stessi che non in
anni di mera lettura…
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Ignoranza.
Di tutti i peccati –
intesi nel senso di cose che inducono al sonno verticale- il più
insidioso è l’ignoranza, che rende la gente cieca sia verso il fatto
che essi sono esseri tri-cerebrali, che verso la Terza Forza di questo
lavoro. Per
superare l’ignoranza, una persona deve cambiare il suo modo di pensare,
cercando delle alternative, e provando a fare le cose in maniera
differente.
Ciò allargherà i suoi orizzonti, aiutando così a fuggire dalla schiavitù
della “Legge del sette”. Tutti i pensieri ed azioni
meccaniche si combattono diventando consapevoli di ciò che si
pensa e si fa, fino a che una lieve luce gli permetterà di vedere un po’ di più
nell’oscurità del suo essere.
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Ignoranza
fisica.
L’uomo
moderno, è completamente ignorante verso la
vera consapevolezza del
corpo fisico, o sensazione (sensing in inglese…). La sensazione, è una
funzione della parte intellettuale del cervello del centro motorio, e
richiede anni di dura pratica per renderla funzionante nella giusta
maniera. Molta gente infatti cerca di “sentire” a partire dal
centro intellettuale, che è scorretto, e questo usualmente produce
tensione –che è lo stato diametralmente opposto a ciò che si dovrebbe
conseguire-. All’inizio una persona può solo eseguire dei compiti
fisici nella maniera più rilassata possibile, cercando di porre e
mantenere la propria attenzione nella spina dorsale. Dopo un po’
di tempo, ci sarà un cambiamento, ed il cervello spinale prenderà il
sopravvento. Dopo che una persona, mentre lavora con il corpo fisico fa
l’esperienza del “sensing”,
conoscerà qualcosa che non può essere descritta a parole…
Nella sua “Terza Serie”, Gurdjieff, ha dato un esercizio per aiutare a
sviluppare l’abilità del “sentire”, che è meglio spiegare
oralmente.
Questo esercizio di sensazione,
in cui si utilizzano i tre centri contemporaneamente, se eseguito
correttamente, è una specie di preghiera che ci può mettere in contatto
con qualcosa che è più in “alto” di noi.
Se la gente è
ignorante nel centro motorio, lo sarà anche nel centro emozionale, poiché
non sa nulla dei propri stati, o
percezioni abituali (feeling in inglese.). Questi “stati”, o umori,
devono essere osservati, annotati ed analizzati, cosa che può essere
fatta solo grazie all’osservazione del corpo fisico. Scoprire cosa nasce
prima, gli umori o l’azione, è difficile perché a volte l’azione del
corpo causerà un umore-emozione, altre volte
l’umore condizionerà il corpo.
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Considerazione
esterna.
Se una persona è
abituata a “manifestarsi fuori”, non consapevole dell’effetto che ha
sugli altri, dovrà imparare a fare una “pausa” e considerare il
proprio punto di vista, il che significa usare l’intelletto, così da
aiutarsi a lavorare con i tre centri insieme al posto dei soliti uno o
due. Inayat Khan credeva che essere passivi causerà alla fine un cambio
nell’altra persona. Abdullah crede invece che
la quantità in cui riusciamo ad arrenderci all’altro, dipende
solo dal fatto se si possiede o
meno un centro di gravità. Spesso
considerare esternamente una persona, ci aiuta a realizzare quanto siamo
errati nella nostra posizione, riuscendo così a fare l’esperienza di un
piccolo rimorso. Nulla è bianco o nero, e un’azione può avere molte
ombre di interpretazione…
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Considerazione
interna.
L’aspetto emozionale del centro
motorio, lavora spesso con una modalità negativa. Se una persona è
disturbata internamente dall’opinione negativa che altri manifestano nei
suoi confronti, genererà una sensazione
di risentimento o considerazione interna, che è l’aspetto peggiore
delle emozioni negative. Il risentimento, che è la causa della
maggioranza delle malattie del corpo, è più difficile da gestire che non
la reazione opposta di manifestare all’esterno le proprie emozioni
negative. Tutte le emozioni negative consumano energia, e lentamente vanno
sradicate.
Secondo una legge naturale, le emozioni positive devono rimpiazzare quelle
negative, altrimenti altre emozioni negative prenderanno il loro posto.
Per riuscire a
rimpiazzare le emozioni negative con quelle positive, bisogna comportarsi
come un essere tri-cerebrale, piuttosto che reagire come un essere uni o
bi- cerebrale. Ciò presuppone una separazione tra “IO” e “ESSO”.
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Ignoranza
intellettuale.
Viene comunemente
insegnato che l’ignoranza intellettuale è facile da scoprire, ma ciò
è un’illusione. Ciò che normalmente viene considerato come intelletto,
di fatto altro non è che l’apparato formatorio, che lavora a livello
inferiore, cioè dalla memoria.
Mentre l’intelletto può essere associato con l’essenza e la
personalità oggettiva, o tre cervelli, l’apparato formatorio utilizza i
dati che generalmente provengono da
attitudini fisse,
condizionamento e ambiente, ed è associato alla personalità o ego.
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Il
Maestro.
Una persona può essere iniziata alla
conoscenza esoterica dai libri o da un maestro. I secondi sono meglio che
i primi, e ogni maestro è meglio che nessun maestro!
Ma indipendentemente dall’avere un maestro illuminato o meno, alla fine
bisogna trovare il vero maestro interiore. Gurdjieff ha sempre sostenuto
che una persona deve elevare la sua coscienza, e fino a quando ciò non è
avvenuto, maestri e gruppi saranno di poco aiuto. Dopo che una persona ha
trovato la sua coscienza e contattato la sua guida, allora può essere
vero verso se stesso, ma ciò richiede completa obbedienza verso la
coscienza. Seppellire la coscienza è il vero significato dell’aver
peccato contro lo Spirito Santo che troviamo negli insegnamenti cristiani.
L’oscurità esterna è l’arido terreno al nostro interno che si è
manifestato dopo la partenza della coscienza. Il seppellire la propria
coscienza conduce alla perdita del centro magnetico; dopo si cade nella più
assoluta oscurità.
Un maestro
genuino darà allo studente le stesse risposte che lo studente riceve
dalla sua stessa coscienza. Se una persona che segue la guida verso la sua
coscienza trova nel maestro che segue opinione opposta a quella data dalla
sua coscienza, egli non ha alternativa che lasciare il suo maestro,
mantenendo sempre un senso di gratitudine nei suoi confronti. Se lo lascia
con dei sentimenti negativi, allora c’è una mancanza di comprensione da
parte di uno dei due.
Ogni persona deve potersi dischiudere nella sua personale maniera;
Gurdjieff riconosceva ciò, e lasciava agli stessi allievi
combattere la battaglia, come fanno gli uccelli che spingono i
propri Piccoli fuori dal nido per invitarli a volare.
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Caratteristica
fondamentale.
Una delle cose più
importanti che una persona può scoprire su se stesso – normalmente dopo
un anno di lavoro pratico contro la meccanicità del corpo.- è la sua
caratteristica fondamentale. Gurdjieff era solito chiamare i suoi allievi
con nomignoli del tipo, topo bianco o coniglio peloso, per mostrare
la loro caratteristica fondamentale. Abdullah suddivide la
caratteristica fondamentale in dodici attributi distinti: sesso,
paura, egoismo, potere, impotenza, avidità,
dipendenza,presunzione,insincerità, pigrizia,superbia e amore.
I dodici discepoli dei vangeli cristiani stavano a significare proprio
ciò, e non c’è dubbio che gli astrologi avevano in mente ciò quando
definirono lo zodiaco. Purtroppo l’uomo moderno ha perso tutta questa
conoscenza, e il concetto moderno di astrologia è solo una pallida ombra
del vero insegnamento.
Le
caratteristiche fondamentali più comuni sono: sesso, paura, egoismo e
impotenza. Qualsiasi cosa una persona trova, sarà del buon materiale per
lavorare sul corpo. La caratteristica fondamentale può provenire
dall’ego o dall’essenza; la maggior parte dei bimbi nasce con la
caratteristica di essere dipendenti che poi verso i sette anni, si
trasforma in egoismo.
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Utilizzare
le caratteristiche fondamentali negative in maniera positiva.
Nella vita
ordinaria l’egoismo tirerà la persona verso il basso, portandolo a
diventare un completo schiavo del corpo, ma se egli lavora su se stesso,
ciò può essere di aiuto. A causa del suo egoismo, il suo motivo per
lavorare su se stesso sarà la ricompensa,
forse vorrà l’immortalità, o dei poteri occulti, così ciò lo
manterrà ben predisposto per un certo tempo verso il lavoro. Dopo anni di
duro lavoro avrà, forse, ottenuto dei poteri occulti, ma se egli ama
troppo tutto ciò e si identifica con i poteri, il suo progresso si fermerà
proprio in quel punto. Se egli crede nell’immortalità, ciò lo condurrà
a trovare qualche informazione sulla parola servizio,
e alla fine questo lo salverà dal suo egoismo.
Una persona può passare attraverso molteplici caratteristiche
fondamentali, iniziando dall’egoismo per passare poi al sesso, paura,
dipendenza e così via. Nel momento in cui riuscirà a rendere queste
parti passive dell’essenza e dell’ego passive, e a equilibrare i
centri, egli avanzerà verso la formazione del corpo Kesdjan.
Indipendentemente dalla caratteristica fondamentale che una persona
possiede, più essa è forte meglio è, poiché l’energia richiesta per
essere egoisti, avidi o
attratti dal sesso, sarà sufficiente per essere usata nel lavoro pratico
verso se stessi. Una persona molto selvaggia, rude, ha più possibilità
di un pappamolle, che non ha abbastanza energia per andare lontano. Ciò
che un uomo è quando inizia a lavorare su se stesso non è poi così
importante, ciò che conta è iniziare
il lavoro!
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Amore.
Oudspensky dice che
non si può uscire dalla prigione fintanto che non ci si rende conto di
esserci. L’amore è l’unica caratteristica fondamentale positiva, e
solo lavorando su ciò che uno ha, può una persona sviluppare alla fine
il giusto amore. L’egoismo, se è stato cristallizzato, diventa un
ostacolo sulla via dell’amore più delle altre caratteristiche
fondamentali. Il sesso da alla persona una possibilità migliore, anche se
in esso vi è racchiuso molto egoismo.
L’amore
cosciente chiama la stessa qualità; l’amore emotivo attrae il suo
opposto; e l’amore di tipo fisico dipende dalla polarità delle persone.
Amanti emozionali danzano tra gli opposti, in relazione al loro stato
d’animo, mentre amanti istintivi sono attratti dalla polarità; E anche
dal tipo, come per esempio in una coppia dove ambedue i partners sono
attratti dalla musica o dallo sport.
Solo chi non è
identificato e non attaccato può manifestare amore oggettivo. Gurdjieff
che al momento della sua morte era un uomo numero 5, aveva amore come
caratteristica fondamentale, ma l’unica persona del sistema di Gurdjieff
in cui Abdullah ha
riscontrato amore era Thomas de Hartmann. Per ciò che Abdullah ha letto e
visto praticare nel sistema di Gurdjieff, ha dovuto concludere che esso
manca di amore. Molti gurdjieffiani reagiscono con l’idea di amore e
aiuto, dicendo al prossimo “Tu non puoi fare nulla.” Certamente uno
non può fare nulla, ma si potrebbe iniziare dando al
prossimo qualcosa della propria esperienza, tentando di amare il
prossimo, ricordandosi ciò che Belzebù disse alla fine dei “I racconti
di Belzebù ai suoi nipoti”, e allo stesso tempo cercando di portare
avanti il quinto dei “5 sforzi della moralità oggettiva”. Senza amore
il sistema di Gurdjieff è destinato a scomparire.
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Sincerità.
Per fare questo lavoro, bisogna essere
sinceri tutto il tempo.
La sincerità è, sfortunatamente, una qualità che l’uomo moderno ha
perso quasi completamente.
L’educazione, gli spettacoli, i media sono pieni di disonestà, ognuno
con i suoi motivi, o ragioni per mantenere l’uomo nello stato di sonno
e quindi di condizionamento. Menzogne del tipo sul tabacco, che
rende l’uomo virile, dei dentifrici che ci rendono attraenti per
l’altro sesso, tappeti che una volta acquistati trasformano la vostra
vita, sono di buon grado accettate dalla società moderna.
La stampa che deforma le informazioni per non andare contro ai maggiori
inserzionisti, politici che vogliono realizzare se stessi, facendo
crescere l’economia in relazione alla loro abilità di sfruttamento dei
più deboli o degli altri in generale. Una persona che lavora su se stesso
deve essere capace di vedere questa insincerità, ed utilizzarla per
svegliarsi. Se la gente non è sincera, erigerà ammortizzatori per
tranquillizzare quel poco di coscienza che hanno ancora. Se non si coltiva
la sincerità all’interno di se stessi, indeboliremo le nostre
convinzioni, e si comincerà a mentire per uscire da situazioni difficili.
La mancanza di sincerità rende l’essere umano debole, facendolo
vacillare e incapace di fare delle scelte.
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Insincerità
interiore.
Per lavorare verso
la sincerità una persona deve analizzare tutti i motivi (…è questa
azione fatta a causa della vanità, orgoglio, bramosia?) e, una volta
capiti , si può intervenire.
L’insincerità nasce dall’egoismo e va a braccetto con il
potere che ha il corpo sul piccolo “IO” che cerca di crescere. Il
corpo mentirà per poter avere ciò che vuole, per esempio dirà: “Siccome
oggi devo lavorare duro, è meglio che salti il mio digiuno.”,
oppure: “Oggi mi sento stanco,
dunque farò l’esercizio domani.”
Se la persona lascia passare queste “giustificazioni”,
è a tutti gli effetti insincero verso se stesso, e spinge la
coscienza verso il basso. Se invece reagisce alla situazione, e risponde
al dominio che il corpo vuole avere, la sua coscienza potrà invece
salire.
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La
Via dell’uomo astuto.
Gurdjieff ha detto, nella Terza Serie, che la sincerità al di
fuori del lavoro pratico su se stessi può essere una debolezza, che
causerà delusione; comunque, ciò non significa che una persona debba
essere insincera con tutti gli estranei al lavoro, ma che non bisogna
gettare le perle ai porci….
Gurdjieff era molto chiaro per ciò che riguarda la sincerità
all’interno dei gruppi, ma preferiva la Via dell’uomo astuto quando
lavorava con gente che era “morta” o “dormiente”, così da non
sprecare inutilmente le proprie forze in inutili spiegazioni sul lavoro
pratico su se stessi. Se qualcuno parla
indiscriminatamente del suo personale lavoro interno, la persona
non conscia distorcerà quanto gli viene detto.
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La
conoscenza esoterica si può comprare ovunque, ma non è così per il
lavoro interno.
Esistono persone con un centro magnetico molto debole, che spingono
una altra ad entrare nel lavoro per poi negare ciò che questi dice o fa,
utilizzando normalmente l’intelletto come forza di negazione, al posto
del centro emozionale se uomini, o del centro motorio se donne.
Questa gente appare agli occhi di Abdullah come delle “sanguisughe”
che cercano di drenare energia, per poi risputarla poiché e troppo forte
per il loro debole apparato. Quando si discute sul lavoro significa che la
Terza Forza, quella riconciliante è assente. L’uomo astuto non discute,
ma usa la gente “morta”, senza che essi se ne accorgono, come
strumenti per risvegliare se stesso!
Abdullah non
crede che la segretezza sul lavoro sia necessaria, ma sottolineo che
bisogna essere sinceri in tutte le circostanze, mantenendo però il
diritto di non dare certe informazioni.
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Vanità
ed orgoglio.
Ben presto in
questo lavoro ci si rende conto che ci sono due giganti che marciano
davanti a noi: vanità ed orgoglio. Entrambi nascono dall’idea abituale
che si ha di noi stessi, e l’emozione più importante che essi generano
è boria, presunzione. Molti sono pieni di amore personale o egoismo, che
nell’uomo primitivo era uno stato positivo, poiché grazie a ciò si
preservava la specie, ma oggi
è una qualità molto negativa ed indesiderabile.
La vanità viene
spesso associata con il lisciarsi il becco davanti allo specchio, che è
però solo una piccola parte di essa. La parola vanità è pensare anche
quanto si è bravi, e peccato che nessuno se ne accorge!
Chiunque ricerca
una ricompensa in questa o altra vita, è pieno di vanità. L’idea della
ricompensa in paradiso, fa
ridere i razionalisti e i
socialisti, ma come già detto, ognuno è responsabile per la sua
ricompensa o punizione. L’orgoglio spirituale distrugge l’anima più
che l’orgoglio esteriore.
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Il
pensiero associativo.
L’abilità per osservare correttamente
se stesso, ed eventualmente “ricordarsi di sé”, viene ad essere
fortemente compromessa dal pensiero associativo. Potete scoprire da voi
stessi cosa significhi la schiavitù delle associazioni provando a
“zittire” la mente e concentrandovi completamente su un’idea di
lavoro; dopo qualche secondo scoprirete che
la mente scappa via seguendo un’altra linea di pensiero, e solo
dopo un sforzo cosciente riuscirete a portarla indietro, riuscendo così a
ponderare ancora l’idea originaria, fino alla prossima interruzione.
Una persona chiese ad Hazrat Alì perché dedicasse così tanto tempo al
silenzio e alla preghiera. Hazrat gli parlò quindi della concentrazione,
al che la persona gli disse che trovava semplice fare ciò. Allora Hazrat
gli disse che se sarebbe riuscito a zittire la sua mente per cinque
minuti, gli avrebbe regalato un cammello. Dopo un minuto di silenzio la
persona gli chiese: “ Oltre al cammello mi regalerai anche le
briglie?”
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Pratica
dello stop interiore.
Una
via per disciplinare il flusso del pensiero associativo consiste nel
praticare un esercizio che Gurdjieff chiamava “Inner Stop” –stop
interno-: non appena un pensiero nasce nella mente, ci si ferma, piuttosto
che reagire allo stimolo. Questo da all’intelletto il tempo di agire
come Terza Forza riconciliante nella situazione, così che la risposta sia
un’azione e non una reazione. L’esercizio dello “stop interiore”
veniva molto utilizzato da Oudspensky. Quando veniva dato l’ordine di
fermarsi, l’allievo doveva congelarsi nella postura in cui si trovava,
ed osservare se stesso e i tre centri.
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Immaginazione.
Il problema
maggiore di una mente indisciplinata, è l’immaginazione. Una maniera
sbagliata di utilizzo dell’immaginazione, consiste nell’essere
indulgente con la
“conversazione interna” e i “sogni ad occhi aperti”.
Gurdjieff diceva che l’immaginazione poteva essere usata nel lavoro solo
per pochi scopi, come per esempio nell’attivare la sensazione del “Io
sono” nel plesso solare alla fine dell’esercizio del sentire, che può
condurre verso una genuina sensazione dell’eco del vero “ Io sono”.
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Sulle
vite passate.
A meno che una
persona non è un “essere nr.4”, non ha nessun senso parlare di vite
passate, poiché ciò che in ultima analisi è importante è questa
esistenza!
E’ solo qui che un centro magnetico può essere formato e trasformato in
un’anima, e poi in un corpo Kesdjan o “essere nr.4”. Oudspensky
diceva che il centro magnetico deve essere lasciato, cosa che è
parzialmente vera, in quanto fa parte dell’anima, che a sua volta fa
parte del corpo kesdjan, che è incorporato
nel corpo mentale –essere nr.5-.
Questo “lasciare andare”,
“rinunciare” è un principio molto importante; se una persona che è
sulla via spirituale si
identifica con i vari stadi o livelli, il progresso si fermerà.
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