Milano

15-11-09

Riflessioni

 

 

 

Un metodo per risvegliare la macchina biologica umana consiste nel concentrare intenzionalmente la più piena attenzione possibile sulle attività della macchina stessa.

Lo studio di Sé è lo studio della manifestazioni del centro motorio della macchina, questo è il senso esoterico del termine: Conosci te stesso.

 

Tale osservazione dovrebbe essere rifinita nel minimo dettaglio:

precisione.

 

Fondamento di questo lavoro è la:

disciplina.

 

Ci vogliono 10 anni per imparare tutto ciò che c’è da sapere, e altri 10 per dimenticare tutto ciò che abbiamo appreso, poiché il mezzo non è il fine. Nei primi 10 anni la disciplina è importante; nei 10 seguenti il…talento. Chi non possiede questa qualità diventerà, se lo vuole, un buon punto di riferimento per i nuovi ricercatori, occupando uno spazio importante nella catena di trasmissione di un insegnamento. Deve però evitare di alterare l’insegnamento ricevuto, trasmettendolo così come lo ha ricevuto.

 

Togliere l’attenzione dalla sua ordinaria fissazione sul flusso associativo  di pensieri erranti e dialogo interno, e porla direttamente sulle attività motorie della macchina.

Allineare attenzione-intenzione nel gesto, con il gesto.

Precisione esterna/interna.

Allineamento:

Interno: Attenzione, intenzione, respiro

Esterno: postura, precisione strutturale.

 

In breve: far si che l’oggetto dell’attenzione sia esclusivamente la postura, ed i movimenti tra un postura e l’altra. Osservare tutto ciò indipendentemente da qualsiasi significato associativo psico-fisico.

Ricorda: Vedere = mentale

                Sentire = emozionale

                Percepire = fisico

Differenziare tra vedere e percepire, tra mentale e fisico, diventando consapevoli di quanto questi due aspetti siano più o meno allineati.

L’esterno e l’interno diventano una cosa sola.

Il corpo è nella mente.

La mente è nel corpo.

Dove inizia o finisce uno o l’altro?

Cercare il “testimone”!

 

La percezione avviene con il “cervello di testa”, coscienza cerebrale, che però noi usiamo come centro pensante.

L’attività motoria è gestita dal…”cervello di coda”, che invece dovrebbe pensare.

Urge invertire le funzioni tra cervello di testa e cervello di coda.

Se non si riesce a fare ciò, non si può fare proprio nulla, poiché il cervello di testa è incapace di funzionare al di là degli schemi ordinari di pensiero lineare che si chiama “pensiero associativo”.

I suoi processi sono seguire una linea retta ed avere reazioni di riflesso: riflessi condizionati.

Tutte le arti marziali non fanno altro che potenziare i riflessi condizionati della macchina umana, per queste scuole il termine “DO”, Via non dovrebbe essere usato, poiché non entrano nel processo-via, conosci, possiedi, trasforma te stesso.

 

Se volete sviluppare un cervello capace di vera attività mentale, dove esiste attenzione e volontà, la macchina deve essere rivoltata sotto-sopra.

Nel testo taoista Yi qing, questo processo è detto: passare dall’ esagramma 63 al 64, portare l’acqua sotto ed il fuoco sopra.

 

Quando fate i “5 esercizi” o la forma con la giusta attenzione-intenzione, presenza e volontà, si può notare che tutta l’attenzione del cervello di testa è presa dalle varie sottigliezze di movimento della macchina considerata come un tutto, su parti di essa, e su parti di parti di essa. L’interno processo può assumere l’aspetto di un mostruoso vortice di complessità in cui è richiesta così tanta attenzione che il cervello di testa alla fine è costretto a rendere automatica la sua attenzione sul movimento, prendendo responsabilità dei movimenti della macchina, assumendo il ruolo di vero centro motorio dell’organismo umano!

 

Nel frattempo il povero, piccolo “cervello di coda” non ha nulla da fare. Pensieri ed idee cominciano a farsi strada attraverso di esso, aprendosi interi panorami di conoscenza.

Questa cosiddetta “Mente inconscia” ( o intelligenza della Mente Profonda), ci da facile accesso a tutto il sistema di immagazzinamento dati della macchina biologica umana.

 

Quando il “cervello di coda” funziona come centro pensante, gli effetti trasformazionali della macchina hanno luogo e ognuno dei centri che la compongono (fisico,emozionale, mentale) iniziano a funzionare come dovrebbero, permettendo così di entrare in un “altro” stato di coscienza.

 

Il “cervello di coda” appena liberato diviene come la piattaforma d’osservazione per l’attenzione la quale ora è libera di osservare senza interferenze.

Questa piattaforma fornisce anche l’importante forza per invocare la presenza della presenza nel presente. Questa è la vera forza di volontà che nasce dal profondo dell’essere e non dal suo ego, che potrebbe utilizzare tutto questo processo per rafforzare il suo dominio sulla nostra essenza.

Il cervello di testa non ha forza di volontà che possa richiamare la presenza e l’attenzione.

E’ il cervello di coda che possiede la forza per dirigere il tutto.

 

Quando ciò avviene si hanno i primi vagiti della volontà.

Fondamento di questo lavoro: disciplina.

E siamo tornati all’inizio di questo scritto….

 

Guardate la vostra macchina biologica che chiamate “Il mio corpo”.

Cosa ci vuole per una rotazione del polso?

Che muscoli vengono usati?

Combinazioni muscolari diverse producono movimenti diversi…

Dove c’è tensione?

Dove c’è contrazione?

Sentite il centro di gravità del corpo?

In quale punto poggia il peso?

Stai usando della forza per equilibrarti?

Se per caso rilasci la muscolatura, cosa succede?

 

Cerca di valutare quanta forza viene esercitata per mantenere il tuo corpo in una determinata postura. Cerca di fare ciò attraverso il percepire.

 

La tensione o contrazione può essere misurata solo in confronto al rilasciamento.

Se ci manca la volontà di rilasciare parti della macchina, dove e quando vogliamo noi, non possiamo usare la percezione per determinare l’esatta tensione che occorre per mantenere una certa postura.

 

Rilasciamento e tensione, rilassamento e contrazione, devono diventare volontari allo scopo di effettuare qualsiasi seria osservazione sulla macchina, per conoscerla prima, possederla poi e utilizzarla come apparato di trasformazione in seguito.

Chi governa il suo corpo, governa la sua mente. Non è possibile parlare di possedere la mente se prima non si possiede il corpo ( detto del Buddha).

 

Osservare la postura della macchina umana come un tutto unico, come se si studiasse una statua mettendo a fuoco prima i piedi, gambe, anche, vita…Cercare di percepire le attività della macchina come un tutt’uno completo. Il corpo è una massa di 10'000 sensazioni. Espandere la propria attenzione focalizzandola sul corpo e le sue sensazioni genuine. Guardare al dettaglio attraverso un’ampia veduta!

 

Precisione significa essere al posto giusto nel momento giusto con la propria attenzione.

Quando ciò avviene si ha l’allineamento interno.

Tutto ciò riguarda l’attenzione, ma non dimenticare l’aspetto attivo della mente…l’intenzione!

Yi nian, yi shi, sono i due aspetti della natura mentale: attenzione, intenzione.

Xin è il luogo d’origine dello yi che muove il Qi (impulso mioelettrico) che conduce il corpo.

Uno, lo xin, genera il Due, lo yi –attenzione, intenzione-, che genera il 3, Qi

- elettricità: neg./pos./neutrale-, che genera le 10'000 cose…il corpo con le sue 10'000 sensazioni….

 

In una prima fase, il corpo si muove producendo sensazioni che vengono percepite dalla mia attenzione dopo che sono accadute. Il corpo conduce, la mente segue. Attenzione ed intenzione sono unificate

Nella seconda fase, si divide l’intenzione dall’attenzione, e quindi la mente conduce ed il corpo segue.

In una fase successiva si divide la stessa intenzione che diventa duplice, così anche l’attenzione.

La prima fase significa usare il corpo per allenare la mente.

Poi usare la mente per condurre il corpo.

Infine si lavoro solo sulla natura della mente andando più in profondità nei propri stati mentali, cercando di generare l’intenzione dalla parte più profonda della Mente.

Salire e scendere con la mente lungo il corpo è una pratica esterna; salire e scendere più in profondità nella propria mente è una pratica interna. Il livello di pratica raggiunto viene giudicato da che profondità è generata l’intenzione che dirige l’azione.

 

Per andare più in profondità con la propria intenzione bisogna andare alla ricerca della motivazione. Ci sono motivazioni superficiali e profonde. Cercare la seconda!

La motivazione è sempre connessa con il centro emozionale, come l’intenzione è connessa con il centro mentale. Per andare più in profondità bisogna eliminare quelle tensioni somato-emotive che ci impediscono di affondare internamente. Per questo lavorare sulla motivazione, e generare una forte intenzione a partire da quella motivazione. Questo richiede non solo volontà ma anche onestà!

A proposito di se stessi…non si manca di conoscenza, ma di onestà, sincerità!

 

.

Song, rilasciare le tensioni esterne.

Ch’en, affondare sempre di più all’interno del proprio mondo emotivo-motivazionale.

Kong, privo di motivazioni esterne, pieno di genuine intenzioni interne.

 

Song, significa lasciare andare l’esterno.                                                                                                                   Ch’en, significa l’interno appare mentre l’esterno scompare.                                                                         Kong: l’interno è pieno, mentre l’esterno è vuoto.

 

Nel corpo, pieno è quando la forza generata dalla contrazione muscolare è stata sostituita completamente dalla forza che nasce dallo stretch-unstretch.

Nella mente, pieno significa che la mente superficiale è sparita, ed è stata sostituita dalla attività della Mente Profonda.

 

Grazie all’allineamento interno, possiamo rilasciare inutili tensioni e diventare più stabili grazie alla formazione di una volontà. Conflitto! La volontà meccanica della macchina biologica umana si opporrà alla vostra volontà cosciente!

Soluzione: andare più in profondità,  non accettare il conflitto con la macchina, ricercare giusta motivazione e rafforzarla.

 

Se genero la volontà dalla parte più profonda del mio essere, essa è e sarà.

Grazie ad essa posso continuare a restare nel “qui ed ora” dentro e fuori dal corpo, cosicché esterno ed interno, superficiale o profondo siano non solo una unica cosa (Unità), che dissolvendosi una nell’altra permettono all’unicità dell’essere di manifestarsi.

 

La macchina biologica umana, non ha vera volontà. Ciò che essa chiama volontà è solo un forte desiderio. Una persona con forti desideri è ritenuta in possesso di una vera volontà; un’altra con desideri deboli è invece considerata come “debole”.

Un cane che rincorre tutti i suoi ossi, anche se molto potente, un giorno morirà sempre e solo come un cane! A voi la scelta di vivere o meno una vita da cani…

 

Questo tipo di scelta è…libero arbitrio. L’animale non possiede libero arbitrio è gestito solo dai suoi istinti.

 

La macchina umana è schiava del passato, e può solo ripetere ciò che è stato. Il futuro è passato.

Il tempo è la chiave per aprire questa porta; per penetrare il presente dobbiamo sviluppare la volontà!

 

Come fare ciò?

Creando al nostro interno uno speciale centro di gravità detto: Desiderio di lavorare praticamente su se stessi.

Questo centro, dal quale la genuina motivazione nasce generando una forte intenzione, ci aiutrà a forgiare la volontà.

 

Così è possibile esercitare la Nostra Volontà (…sia fatta la Tua volontà, così in cielo come in terra, cioè nella mente come nel corpo…). Questa volontà nasce nella Mente Profonda, o Sé non fenomenico, che si oppone alla volontà del corpo fisico o sé fenomenico.

 

Porre l’attenzione che nasce con forza dalla parte più profonda della nostra mente, ha un effetto primario: che la cosa osservata viene leggermente cambiata solo a causa della presenza dell’osservatore (principio di indeterminazione di Heisenberg).

Il risveglio della macchina sta in relazione con la nostra preparazione come il giardino di infanzia sta all’università!! Tutte le info esoteriche che avete letto o sentito fanno parte del giardino di infanzia e andando più avanti nel vostro percorso non solo non vi saranno più di aiuto ma di impedimento, poiché non sono nate da dentro voi stessi. Non sono parte di voi stessi, sono “altro di per se” che non siete voi, e quindi se volte portare in vita l’unicità della vostra natura dovete abbandonare tutto ciò che non vi appartiene.

Investing in lost, investire nella perdita, internamente parlando, significa proprio ciò….

 

Se avessimo la volontà per risvegliare la nostra macchina, solo allora la vita significherebbe qualcosa.

 

Torniamo ora alla pratica:

Imparare ad allineare le ossa e rilasciare i muscoli senza che le ossa si muovano collassando.

Priorità fasi muscolari: contrazione-rilasciamento.

Priorità Tui shou: Cedere conducendo, piuttosto che cedere evadendo-fuggendo.

Bu diu bu ding, non resistere non insistere.

Yong yi, bu yong li, usa l’intenzione non la forza fisica.

 

Il sottile controllo corporeo, e la sottile consapevolezza corporea insieme all’intelligenza che gestisce la loro interazione mi da San Yi, il 3 in 1 dei taoisti.

Neurosensoriale, passivo

Neuromotorio, attivo

Intelligenza; riconciliante.

 

La forma Taiji deve diventare senza-forma, deve scomparire all’interno.

Song. Lasciare andare tutte le forme esterne.

Ch’en: mentre le forme esterne scompaiono, la “forma senza forma” internamente appare.

Kong: il senza forma ha preso pienamente forma, e la forma è diventata vuota.

 

Sullo stretching:

3 possibilità

1) I muscoli mentre si allungano resistono alla forza.

2) I muscoli mentre si allungano resistono alla forza in entrata ma in modo controllato.

3) I muscoli reagiscono elasticamente nel vero senso della parola, accumulando forza come un arco, che in qualsiasi momento può rilasciare la forza-freccia senza intenzione apparente.

 

1= contrazione eccentrica.

2= stretching che assorbe

3= stretching elastico

 

Il dolore percepito durante la pratica è causato dalla tendenza istintiva del corpo a resistere al nostro sforzo di volere affondare.

 

All’1% di rilasciamento corrisponde 1% di affondamento che genera 1% di forza elastica interna e così via fino al 100%

Non è possibile generare Jin, forza elastica interna del tipo 3 senza andare più in profondità nei propri stati mentali. Per questo il Taiji è una pratica interna.

Senza ch’en, il praticante anche se esternamente rilassato, non potrà produrre Jin.

Huang diceva in merito: Molti praticanti di Taiji sono come della patate bollite male. Esternamente morbide, internamente dure.

Con ch’en, affondare, non si intende la postura, ma le mente… e qui siamo di nuovo a punto e a capo come sopra.

 

Enfatizzare le posture basse, o premere intenzionalmente verso il basso, causa una maggiore contrazione, perdita di forze ed aumento del dolore.

La conseguente lacerazione delle fibre muscolari –causa del dolore- generata dal fallito tentativo di resistere o trattenere sotto pressione, aumenta il carico e quindi la forza di contrazione del muscolo che impedirà lo stretching elastico.

Per questo Huang smise di insegnare le posture statiche o fisse. Trovò più utile muoversi continuamente, con fluidità, galleggiando/affondando alla ricerca del sublime ed elusivo

Taiji Jin, stretching elastico.

 

Grazie agli organizzatori dell’evento.

Tiziano Grandi

16-11-09