Appunti
Seminario Kelly
a
Monterosso
9-2007
CONCETTI GENERALI
Mente - Yi
Energia - Qi
Forza - Jin
Muovete la Mente attraverso
il Corpo e ascoltate le Sensazioni Interne generate dai Cambiamenti interni del
corpo.
Ascoltate i cambiamenti muscolari e la corrispondente condizione mentale che
essi tendono a generare (usare il corpo per allenare la mente), poi evocate
quello stato mentale per produrre il corrispondente cambiamento muscolare (usare
la mente per allenare il corpo).
Per quanto riguarda i cambiamenti interni più sottili, strumento specifico per
allenare il movimento della Mente in relazione al movimento dell’Energia
(campo energetico) è la Meditazione degli Otto Sentieri.
CENTRO
Innanzituto è necessario portare
il corpo sotto il controllo effettivo del Centro, il che, pur rappresentando un
livello relativamente avanzato, fa ancora parte della regolazione esterna
del corpo. Successivamente si farà in modo di portare il Centro sotto il
controllo effettivo della Mente, a livelli sempre più profondi.
Se non si riesce a comprendere e sentire il movimento del proprio corpo a
partire dal centro, ben difficilmente si potrà sentirlo (Ting Jin) nel corpo
del partner.
Quando la pratica entra a livello profondo il Centro si muove per effetto
delle forze che si muovono attraverso i corpo; è il movimento delle forze
che costituisce il vero cambiamento interno sul quale sintonizzare la capacità
di ascolto.
IL Centro contiene il programma motorio del corpo: si tratta di MOTIVARE IL
MOVIMENTO DELLE MANI GRAZIE AD UN APPROPRIATO MOVIMENTO DEL CENTRO : “Muovete
il vostro centro in modo tale che le mani vogliano fare quel determinato
movimento”
E’ il corretto aggiustamento del centro associato piccoli cambiamenti
nell’allineamento corporeo che determina le linee di forza.
Ricordate che l’ALLINEAMENTO ELASTICO (allineamento funzionale) ha una capacità
di cambiamento molto più ampia rispetto all’allineamento basato sulla
contrazione e la stabilità (ALLINEAMENTO STRUTTURALE).
CERCHIO VERTICALE
(ciclo dei cambiamenti interni e della generazione della forza):
Fase 1 = Onda di Movimento (componente esterna)
Fase 2 - 3 (Rilasciare - Allineare - Affondare al centro) = Onda di Pressione
(componente interna)
Nell’esecuzione della Forma cercate di muovervi con la pressione generata nel
piede arretrato.
STRETCHING
(Allungamento elastico dei muscoli)
Per percepire la sensazione dell’allungamento elastico occorre ascoltare nel
posto giusto e nel momento giusto, esattamente laddove questa fase muscolare può
fisiologicamente avvenire. Bisogna pertanto “accordarsi” con il ciclo
muscolare. E’ questa particolare fase muscolare che consente di immagazzinare
e poi restituire la forza diretta verso il nostro corpo.
1° e 2° Esercizio:
Prestare attenzione ai due differenti tipi di “ondata di forza”
esistenti all’interno del movimento stesso. La prima è un’ondata di
contrazione che inizia dalla coscia, per poi proseguire nella zona delle spalle,
e più specificatamente nel trapezio.
Esperire consapevolmente queste due contrazioni, e loro conseguente
rilasciamento.
La contrazione, oltre a far muovere il centro, produce grandi movimenti esterni,
soprattutto nella periferia.
Seconda “ondata di
forza”, lo stretching prodotto nella gamba opposta.
Questa seconda “ondata di forza” è poco conosciuta o mal utilizzata, e la
maggior parte delle arti marziali odierne non vanno oltre la contrazione e suo
potenziamento.
Lo stretching, come
dimostrato da vari test scientifici, è 10 volte più forte della potenza
generata da una contrazione.
Lo stretching genera
movimenti più piccoli ma più forti.
Come scoprire questa forza?
Rendere la fase di allungamento più…lunga.
Cercare di riconoscere e controllare i piccoli cambiamenti muscolari che
avvengono all’interno dell’allungamento.
Grazie a questo tipo di “ascolto” –Ding Jin- si potrà in seguito scoprire
anche la fase di un-stretching.
La
Mente Superficiale non ha nessun rapporto con questa secondo tipo di forza!
Non appena i sensori posti
lungo la colonna vertebrale ricevono l’informazione di stretching, inviano una
risposta di contrazione. Questo è il motivo per cui appena comincia lo
stretching avviene la contrazione del muscolo.
Questa è una funzione istintiva del corpo, che la Mente Ordinaria non può
controllare. Per questo accade spesso che la gamba che riceve il peso-forza
volente o nolente si contrae per sostenerci!
Come si risolve questo problema? Andando più
in profondità nei proprio stati mentali.
La Mente Superficiale è
connessa con la parte neuronale del corpo, la Mente Profonda è oltre.
La consapevolezza della Mente Superficiale non è abbastanza sottile per
accedere a queste “percezioni”.
Bisogna imparare a
“sentire” con la colonna vertebrale, come se essa fosse il nostro centro o
“centro intellettuale del corpo fisico”.
Quando una contrazione
appare significa che stiamo usando la Mente Superficiale.
Imparare a distinguere tra
gamba che sostiene il peso e quella connessa.
Non attivare la gamba che
riceve, rilasciare la contrazione che c’è nell’altra gamba, e provare a
lasciarsi cadere nello stretching della gamba opposta.
La contrazione della coscia
favorisce il movimento del centro, mentre la contrazione del trapezio favorisce
il movimento delle braccia.
Quando il centro si muove i
muscoli del tronco entrano in stretching passivo (stretching dei tessuti)
facendo ruotare il corpo senza necessità di contrazione.
Se invece per muoversi viene
solo utilizzata la contrazione da una gamba all’altra, lo stretching della
parte superiore del corpo non genera forza alcuna.
Non appena le braccia
vengono rilasciate, e la mano frontale tocca l’anca, è il momento di far
entrare nel gioco la contrazione del trapezio per alzare le braccia.
Mentre ciò accade si deve rilasciare la contrazione della gamba che ha generato
il movimento…rilasciamento.
La contrazione della coscia
scompare non appena il sacro ha superato il centro, cercando di cadere in una
gamba opposta che stia entrando in stretching, poi lo stretching passa al centro
stesso ed infine alle spalle.
Errore comune: Quando si
“cade” nella gamba che ci riceve, questa resta attiva generando così una
contrazione. Se questa abitudine resta, nel lavoro di coppia si verrà
“presi” facilmente. Disattivare la gamba che riceve, e lasciare andare la
caduta.
Imparare a differenziare tra la gamba che sostiene il peso e quella che che è
connessa con l’azione.
Riassunto:
Il
lavoro di base consiste nell’avere piena consapevolezza della
contrazione-rilasciamento di
cosce-trapezio.
3° Esercizio:
Non tirare su il centro grazie alla contrazione, ma usatela per far ruotare le
anche-vita.
Il galleggiamento del corpo è solo una conseguenza dello “spingersi via”
dal suolo.
Scopo principale
dell’esercizio è…ruotare in senso elastico.
Poiché il sollevamento del
corpo causa il sollevamento delle braccia, è naturale che vi sia un leggero
innalzamento del corpo.
La contrazione attiva (cioè muscolare) genera uno stretching passivo (dei
tessuti) del centro.
Stretching
passivo= Compressione dei tessuti.
4° Esercizio:
1-
Pressione nei piedi
2- Contrazione
nelle cosce
3- Pressione
leggera nel centro
4- Centro
sale, tronco si espande.
5- Contrazione
del trapezio, spalle-braccia si alzano.
Togliere ora la contrazione nelle cosce, poi trapezio, gomiti scendono, mani si
incontrano. Mentre il tronco galleggia il centro e la mente affondano.
Quando le mani si incontrano
e vengono connesse con il centro, si ha uno stretching attivo nella parte bassa,
che incontra lo stretching passivo del tronco.
Se
si vuole percepire in profondità e nella maniera giusta, bisogna essere con la
mente al posto giusto nel momento giusto!
Non ascoltare sempre la pressione nei piedi, tronco o testa, ma ascoltare dove e
quando la CONTRAZIONE appare.
Questo
vale anche per la pressione, che non bisogna aspettare che avvenga in qualche
parte del corpo, ma essere al momento giusto nel posto giusto dove sta
accadendo.
5° Esercizio:
Nella camminata normale, la gamba dietro produce forza fino a circa metà
del percorso, poi il corpo si connette con la gamba anteriore per cercare un
appoggio con la gamba avanzata. Se il movimento è inconscio la forza scompare
cadendo nella gamba anteriore. Per questo (nella pratica) si cerca di mantenere
la connessione il più a lungo con la gamba posteriore quando si avanza e con
quella anteriore quando si indietreggia.
Alcuni praticanti di Taiji quando spingono cadono nella gamba anteriore, poi per
generare forza affondano in essa e spingono usando le braccia. Questo è dovuto
al fatto che ben il 50% della forza è andato perso nella prematura caduta e
connessione con la gamba anteriore.
Sulla Forma: Durante l’esecuzione della forma prestare attenzione alle varie
fasi muscolari, cioè la mente deve essere al posto giusto nel momento giusto, e
questo in ogni postura e non solo, ma anche nelle transizioni da una postura ad
un’altra.
Concentrarsi sulla gestione e rotazione del “centro si muove prima”, poi
sulla parte alta.
Concentratevi sui cambiamenti muscolari e le sensazioni piuttosto che sul
movimento esterno.
-Pressione nel piede
avanzato
-Attivazione della gamba avanzata (la gamba arretrata dà un
leggero supporto al corpo ma non dà alcun contributo attivo al movimento),
il Centro è connesso con la gamba avanzata
-Spingersi via dal piede
-Il Centro si muove: il corpo può flettersi leggermente, ma la zona
lombosacrale si muove in linea retta all’indietro. Cercate di arretrare più
possibile, fino ad arrivare sulla verticale del piede arretrato.
- Il corpo galleggia, la Mente va al piede arretrato (leggera pressione
nel piede)
- Connessione del centro con la gamba arretrata, la Pressione aumenta
a partire dal piede (soprattuto nel suo bordo esterno).
Il ginocchio è leggermente verso l’esterno mentre il centro
dell’articolazione dell’anca è allineato con il centro del piede
- Posizione Centrale (Massima compressione elastica del corpo al suolo),
articolazioni del ginocchio, anca e spalla verticalmente allineate.
- Estendere la Mente (la mente si concentra all’esterno in avanti verso
un punto a distanza dal corpo).
Estendere l’Intenzione dal Centro che affonda
leggermente e ruota, la pressione aumenta risalendo dal piede fino alla vita,
l’anca “si apre” in avanti, il corpo avanza continuando a fluire verso
il basso.
Quando si affonda in avanti la pressione dovrebbe muoversi
verso la parte posteriore del piede.
La gamba avanzata dà un leggero supporto per sostenere il
peso del corpo, ma nessun contributo attivo
alla generazione della forza e del movimento.
- La mente si ritira nel piede
avanzato, dove il corpo affonda alla fine del ciclo.
Esecuzione
“assistita” dell’esercizio:
Appoggiate le mani sulle anche del
vostro partner e accompagnatelo nel suo movimento all’indietro fino a che
raggiunge il piede arretrato; non esercitate una vera e propria pressione per
evitare di suscitare contrazioni nella sua gamba arretrata.
A quel punto, mantenendo una posizione stabile, impedite semplicemente al
partner di avanzare: egli dovrà trovare il modo di “affondare” sotto la
vostra pressione e riuscire ad avanzare.
Nota:
l’esercizio è completamente diverso dal “Tirare e spingere sulle
anche” nel quale vi è invece richiesto di somministrare una crescente
pressione, o trazione, mentre il movimento esterno del partner
è ridotto al minimo. Nel primo caso (5° es. assistito) il partner deve
riuscire a raggiungere la posizione centrale partendo dal massimo arretramento
superando un ostacolo fisso, mentre nel “Tirare e spingere” deve raggiungere
la posizione centrale prima che la pressione aumenti e da lì assorbirla
elasticamente.
ROTAZIONE DEL PIEDE
ARRETRATO
Nota:
questo particolare modo di completare lo sviluppo della postura ruotando il
piede arretrato all’interno mentre il corpo si “centralizza” è tipico
della nostra Scuola. Nella versione “semplificata” di Cheng Man Ching
la rotazione del piede viene effettuata dopo che il corpo ha completato
l’affondamento nel piede avanzato, enfatizzando in questo modo il
rilasciamento e l’affondamento rispetto allo sviluppo di forza elastica. Nella
versione proposta dalla Scuola Huang come l’abbiamo conosciuta dai
Maestri malesi la rotazione avviene nello stesso modo, ma è seguita da una
riconnessione del centro con il piede posteriore che preme sul terreno
estendendo leggermente la gamba: la forza prodotta da questa contrazione
(contrazione concentrica = accorciamento del muscolo) viene diretta attraverso
il corpo fino alle mani, evitando di sollevare il corpo stesso
verso l’alto, il che disperderebbe completamente questa forza sotto
forma di movimento esterno: “Quando si impiega la forza della parte
posteriore, il ginocchio arretrato si muoverà leggermente raddrizzandosi,
mentre l’altezza del corpo rimane costante. Ciò avviene perchè
l’Intenzione (Yi) e l’Energia (Qi) si chiudono verso il centro invece di
salire verso l’alto” . Questa citazione del Maestro Huang Xin Xian si
presta nella sua prima parte ad una lettura più esterna, che si adatta a quanto
detto prima, ma collima anche perfettamente, nella seconda parte, con la
struttura interna del movimento come viene proposta da Patrick Kelly,
laddove si cerca invece di indurre un allungamento elastico nella muscolatura
della gamba arretrata in modo da accumulare forza che viene poi “restituita” Per ottenere ciò è necessario che il centro mantenga
costantemente la connessione con il piede arretrato mentre la postura viene
sviluppata e il piede ruota all’interno. Poichè lo stesso piede su cui si
ruota sostiene buona parte del peso corporeo, bisogna trovare l’allineamento
ottimale dei segmenti ossei in modo da poter impiegare i muscoli rotatori
dell’anca impegnando meno possibile gli estensori che dovranno gradualmente
passare alla fase di allungamento elastico. Eventuali dolori nella regione
inguinale o ai tendini dei muscoli aduttori della coscia potrebbero segnalare
una meccanica scorretta di questo particolare movimento.
In pratica si tratta di una
rotazione assiale dell’arto inferiore a partire dall’anca (che si collega
direttamente con il centro del tallone) evitando di trascinare il ginocchio
verso l’interno, o peggio di muovere il piede separatamente, mentre il centro
comincia ad affondare giù e in avanti.
CONNESSIONE
La
connessione del Centro con il terreno attraverso l’uno o l’altro piede è un
evento dinamico e implica un movimento di forze dal Centro al terreno e
viceversa, è non coincide necessariamente con la distribuzione del peso. Tale
connessione avviene sempre e comunque inconsciamente quando ci muoviamo; la
capacità di controllare il proprio movimento e quello del partner nel tui shou
dipende interamente dal grado di consapevolezza di questa naturale connessione e
dalla capacità conseguente di guidarla in modo appropriato.
E’ utile allenare esercizi semplici di cambio di connessione centro -
piede, ad esempio dal piede avanzato a quello arretrato, con e senza spostamento
del corpo in avanti e indietro, in modo da distinguere chiaramente la
connessione dinamica dalla semplice distribuzione del peso.
Nel
lavoro a due è importante che la connessione fra le proprie braccia e quelle
del partner rimanga continua anche nella dis-continuità, ovvero quando un
braccio sostituisce l’altro. Occorre mettersi a ritmo con il processo in corso
prima di interagire con esso:
1-
Toccate il vostro braccio che è in contatto con quello del partner e che
si sta muovendo con lui
2- Prendete il ritmo (cioè esattamente la stessa velocità e direzione )
3- Scambiate le braccia mantenendo il ritmo
Idea-guida
per condurre la forma:
centro si muove, tronco galleggia, centro affonda, tronco fluisce verso il
basso, la mente si estende verso l’esterno ed in avanti, corpo segue, in
ultimo mani si muovono, poi si ricomincia (lower body move. Upper body float, lower body sink, upper body flows
down, mind goes out…).
Nella
pratica non esistono cose giuste o sbagliate, ma solo un processo di
“raffinamento”.
Ricercare solo sensazioni
genuine!
-
Pressione nei piedi, addome, mani.
-
Attività muscolare nelle cosce-spalle.
-
Stretching passivo nei tessuti.
TUI SHOU
-“SEGUIRE ESTERNAMENTE”(il
movimento del partner) Questa è la fase della contrazione muscolare che genera
il movimento esterno CON il partner, ovvero nella stessa direzione della sua
forza, mai contro. Questo è il concetto descritto nei classici del Tai Ji come
“Usare quattro once per deflettere mille libbre”, si tratta di esercitare
una minima (4 once) forza di trazione nella stessa direzione in cui si sta
muovendo il partner
-”ASCOLTARE INTERNAMENTE“(i propri cambiamenti interni in
relazione a quelli del partner)
L’allenamento interno richiede di ASCOLTARE IN PROFONDITA’.
Quando toccate il partner cercate di stabilire una connessione con il suolo (“Connect
down”) attraverso il suo corpo e cercate di ascoltare profondamente dentro
di lui.
Rispondete al tentativo del partner di connettersi con voi rilasciando il corpo
nel punto di contatto (cedere alla forza in ingresso).
Se volete indurre un movimento nel vostro partner in una
certa direzione ricordate di esercitare prima una leggera pressione o
trazione verso la direzione opposta (vedi Classici del Tai Ji).
Quando ruotate la vita evitate che l’anca venga trascinata nella rotazione
scivolando in avanti e verso l’alto.
L’integrazione e
restituzione della forza del partner
implica tre passaggi:
1- raccogliere la propria forza elastica
2- raccogliere la forza del partner affondando ulteriormente il proprio centro
nel terreno
3- estendere la mente
Nel caso che la pressione che ricevete dal partner sia troppo scarsa potete
trattenerlo verso di voi per aumentarla.
Esercizi di
neutralizzazione e restituzione della forza:
A-Estendete
le braccia formando i pugni, il vostro partner appoggia i palmi delle mani
contro i vostri pugni e spinge contro di voi. Eseguite l’esercizio in tre
tempi progressivi, ogni volta fate un piccolo passo:
1- ricevete la spinta e andate sul piede arretrato
2- ricevete la spinta, andate sul piede arretrato e comprimete verso il basso
3- ricevete la spinta, andate sul piede arretrato, comprimete verso il basso,
affondate in avanti e restituite la spinta
B-
Entrambi gli esecutori nella stessa posizione con una mano su un lato del petto
del partner, l’altra mano controlla il gomito del lato opposto.
Uno dei due esercita una pressione costante, l’altro:
- Prende contatto
- Rilascia
- Cerca una condizione di allungamento elastico (Stretching)
- Verifica che il suo corpo sia libero di muoversi pur sotto pressione
- Restituisce la forza al partner
Correggere gli allievi:
Piuttosto che correggere gli allievi dire e mostrare loro qual è la maniera
giusta per fare una certa cosa, poi lasciare che siano essi a metterla in
pratica. Sono gli allievi che devono fare lo sforzo per migliorarsi, se vengono
continuamente corretti dall’esterno essi non faranno più nulla.
Senza grande sforzo
all’inizio, non si può ottenere nulla.
Maggiore lo sforzo iniziale, minore quello successivo.
Se produciamo INTENZIONE dal
nostro cervello di testa (coscienza cerebrale ordinaria), i movimenti saranno
solo nella “testa” e nelle mani. L’INTENZIONE, deve essere estesa a tutto
il corpo.
1) Quando
cadi nel centro, trova una pressione elastica che sale dal suolo. In seguito :
2) Dimentica
il controllo del corpo, e lascia che esso cada verso il suolo.
Il corpo purtroppo non si
fida del supporto che nasce dal suolo-pressione e per questo contrae. Il corpo
è incerto perché lo stretching non è sotto il suo controllo..
Per il corpo percepire due forze andanti in direzioni differenti è uno shock
così reagisce con una contrazione. Se questo processo istintivo continua, anche
dopo molti anni di pratica sarete sempre lì… lo stesso in termine psicologico
dove la nascita di una CONTRADIZZIONE genera una CONTRAZIONE-CONFLITTO…..
Quando volete controllare il
processo, la Mente Superficiale entrando nel gioco genera contrazione,così non
sarà possibile percepire ed allenare lo stretch e unstrech.
Il processo istintivo è
controllabile solo dalla Mente Profonda.
Se un movimento del
corpo-emozione-mente appare mentre scendiamo in profondità,
la mente superficiale ritornerà ad essere attiva. Così…è importante
riportate tutto indietro verso la Mente Profonda.
Dalla qualità dei
movimenti, emozioni o pensieri possiamo sapere se provengo dalla Mente Profonda
o meno.
Quando si parla di
“centro” cosa si intende realmente?
Yao/kua, vita/anche
Giù tra i due piedi.
Centro della Mente.
Meditazione:
quando lavorate sul secondo
livello, quello energetico-emozionale (Dan D’ien mediano.), se ci concentriamo
sulla o dalla mente stimoliamo solo la mente superficiale.
Lavorare quindi da questo livello, solo quando si è raggiunto una certa
profondità.
Nella meditazione la
CONSAPEVOLEZZA non è poi così importante, o meglio è importante solo a
livello più elementare….
L’equanimità
è solo un conseguimento iniziale della pratica meditativa. In seguito bisogna
pratica il discernimento, che è un livello superiore….
(vedi
il detto All’inizio una montagna è una montagna…..)
Il campo elettromagnetico è
composto da:
a) Energia
del corpo
b) Coscienza
proveniente dai “piani Superiori”
Questa coscienza è parte di:
1) Cervello
2) Mente
Profonda
Quando sarete veramente nel
campo della Mente Profonda il senso di consapevolezza scompare. La
consapevolezza è data dalla Mente Superficiale.
Questo è il motivo per cui non è di grande utilità fare meditazione poiché
è parte di un’attività superficiale della “testa”. Meglio considerare il
corpo in tutto il suo insieme.
Emozioni, pensieri,
movimenti sono sempre una mistura di intero-esterno.
La proporzione di uno o l’altro dipende dal livello in cui voi state
lavorando.
Non è stando seduto a
meditare tutto il giorno che si può raggiungere la Mente Profonda.
Neppure mangiando cibi particolari o con modalità esotiche.
Ne digiunando
Ne vestendosi o vivendo come
miserabili
Ne facendo privazioni corporee…
Tutto ciò riguarda l’aspetto esteriore della pratica e del livello del corpo.
Cercate di vivere appieno la
vita esterna e quella interna, contemporaneamente.
E’ la qualità di ciò che facciamo che fa la differenza!
Presenza, attenzione, intenzione, volontà sempre ed ovunque…
Contrapporre sempre una vita qualsiasi ad una vita giusta!