Brescia
1-03-09

 

 

 

5 Esercizi: Song Ch’en Wu Fah

a) Iniziare sempre con movimenti costanti, continui, fluidi, senza interruzione ne   

     accelerazione alcuna.

 

b) Unire la respirazione al movimento, e far salire la mente ( nella sua componente

     unificata di attenzione-intenzione) dai piedi verso la testa, e dalla testa verso i piedi.

     Scopo: calmare la mente per prepararla al Lavoro Interno.  Non iniziare mai il Lavoro

     Interno con la Mente Superficiale, poiché questa  rafforzandosi vi impedirà in futuro

     di scendere più in profondità. Da questo momento in poi Corpo-Mente e Respiro

     (centro emozionale) si muovono insieme. In cinese questa unità è detta: San YI.

 

c)  Precisione, accuratezza. Ora inizia il vero lavoro di sintonizzazione tra Mente e Corpo,

     utilizzando i sensori esistenti all’interno delle articolazioni, quelli dell’allineamento e

     posizione del corpo nello spazio sia interno che esterno. Si comincia sempre dal basso

     allineando il ginocchio con il tallone, il grande trocantere e l’anca con il ginocchio,

     il sacro con anca-tuberosità ischiatica, le scapole con il sacro. Nella parte superiore

     il gomito deve cadere verticalmente sopra il ginocchio, e le braccia devono essere

     collocate dove l’insegnante ha detto ( dipende dall’ esercizio). Comincia anche la

     percezione della pressione nei piedi. Attivazione dei sensori della pressione, che

     nei passi successivi sarà di fondamentale importanza poiché il 75% della pratica

     taiji riguarda lo studio della pressione elastica che genera TAIJIJIN, ovvero

     la Forza Elastica Interna.

Scopo: creare una linea di gravità-forza che allinea il corpo in tutto il suo asse verticale,

             creando così una CONNESSIONE che va dai piedi alla mani e viceversa.

             Abituare il corpo a rispondere alla volontà della Mente, e seguirla.  

 

d) Le anche-vita si muovono prima. La cintura pelvica o bacino non è facilmente connessa

     con la Mente Superficiale. Per muoversi iniziando il movimento dalla zona CENTRALE

     anche-vita, bisogna scendere più in profondità con il proprio stato mentale.

     La zona pelvica, che è molto antica, è connessa più con il cervelletto o cervello

     rettiliano che non con la neo-corteccia.  Senza perdere le qualità sopra citate, iniziare

     tutti i movimenti dalla zona CENTRALE, in cinese YAO-KUA (yao= vita, KUA= anche).

     Nei Classici troviamo scritto: Il comandante è la vita, e La mente conduce il corpo segue.

     In realtà si sta dicendo la stessa cosa, poiché per muovere il corpo dal CENTRO la Mente

     nella sua componente di attenzione-intenzione deve essere in quella specifica area del

     corpo prima che il movimento si manifesti. Le anche-vita devono muoversi molto prima del

     resto del corpo, non solo sul piano orizzontale, ma anche sul piano verticale

     (2° e 4° esercizio), ed assile ( 5° esercizio). Se non si è realizzato il punto B, non sarà

     possibile applicare questa modalità. Sono molti coloro che pensano di muoversi dal centro,

     ma tra il pensare ed il fare c’è di mezzo… un oceano di probabilità in un mare di

     approssimazione. Sempre lavorare con le sensazioni genuine  non con l’immaginazione o

     la fantasia. Muoversi a partire dal centro richiede non solo precisione e controllo fisico,

     ma anche la capacità di mantenere la Mente nel processo, mettendola nel posto giusto al

     momento giusto. Il tempismo non è solo un fatto fisico, ma anche mentale,

     che  non riguarda solo il DOVE metto la Mente, ma anche il QUANDO. Se non si è

     realizzato il punto B…anche dopo 20 anni di pratica Taiji non si va da nessuna parte!

    Le anche-vita devono muoversi molto prima del resto del corpo, generando uno stretching 

    miofasciale (muscoli e tessuto connettivo, = stretching passivo, come quello di un elastico)

    grazie al quale il corpo viene …tirato…mosso. Se la testa e le mani si muovono prima od

    insieme al corpo…state contraendo e non vi state muovendo dal Centro!!!!

 

   Solo il corretto impulso mio-eletrico prodotto dalla Mente che transita in quella parte del

   corpo al momento giusto può dar vita a questo particolare modo di muoversi.

   Stiamo passando dal piano: il Corpo, producendo sensazioni, conduce, e la Mente

   ricevendo sensazioni segue, alla fase in cui: la Mente inviando una forte intenzione, conduce

   il corpo. Prima l’intenzione, poi un impulso elettrico appare ed il muscolo si attiva

   producendo movimento nel corpo.

   Difatti nei Classici troviamo scritto: “Lo Xin genera loYi, lo Yi stimola il Qi, il Qi muove

  Il Corpo.” Xin= Mente Profonda, YI= YI SHI ed YI NIAN, attenzione ed intenzione,

  Qi= Impulso elettro-magnetico.

 

  Scopo: Scendere più in profondità nei proprio stati mentali, per realizzare ciò che c’è

   scritto nei Classici del Taiji ( vedi passaggio poco sopra). Capire che meditare

   non significa osservare con la Mente Superficiale il proprio corpo immobile, ma riuscire

   ad osservare (attenzione) muovendo su è giù per il corpo l’intenzione, realizzando così

   il detto: “ La quiete nella quiete non è vera quiete. Solo la quiete nel movimento può dirsi

   vera Quiete.” Passare dall’Osservazione di Sé al Ricordo di Sé, sforzandosi di non

   dimenticare mai nell’esercizio il dove, come e quando. L’attenzione riguarda sempre il

   passato: è accaduto qualcosa e io ne sono diventato consapevole. L’intenzione riguarda

   sempre  il futuro: vado a bere un cafè…domani ti chiamo. Quando si riesce ad allineare

   il passato, attenzione, ed il futuro, intenzione in una azione, si ha il QUI ed ORA.

   Questa è la PRESENZA MENTALE necessaria per entrare nel prossimo livello di

   studio, che è l’inizio del vero Lavoro Interno.

 

Movimento tridimensionale delle anche:

I bambini hanno una visione tridimensionale della realtà, poi con la scuola inizia l’educazione della visione bidimensionale della realtà.

Alcuni di essi però resistono inconsciamente a questa riprogrammazione e diventano…dislessici. Esperimenti fatti ultimamente hanno

dimostrato che se ai bimbi dislessici vengono mostrare lettere scritte tridimensionalmente, essi le leggono.

Così com’è il punto di vista, così uno vede!

Cambiare il punto di vista, metanoia, è il vero processo, non cambiare le vecchie visioni per nuove.

Potete leggere di tutto o partecipare  a  tutte le conferenze esoteriche o seminari immaginabili,

ma se non cambiate il  vostro punto di vista, resterete seduti in mutande nel vostro cervello e non andrete da nessuna parte.

Questo è l’aspetto teorico affrontato.

Praticamente vi è stato insegnato un esercizio specifico che vi obbligherà ad uscire dal vostro cervello bidimensionale.

Quando riuscirete a muovervi tridimensionalmente, non vedrete più il corpo, la pratica come la state vedendo ora.

 

 

 

e) Fasi muscolari. Da questo momento in poi, bisogna porre la propria Mente nei

     muscoli, ricercando la genuina sensazione di: Contrazione, Rilasciamento, Allungamento,

     Accorciamento, Neutra. Si passa quindi dai sensori dell’allineamento posti nelle ossa ed

     articolazioni, ai sensori delle fasi muscolari. I sensori dell’allineamento non possono

     percepire la fasi muscolari, quindi si è costretti a “scendere” ancora una volta più in

     profondità nella propria Mente. La contrazione e rilasciamento sono ancora percettibili

     dalla parte più profonda della Mente Superficiale (coscienza cerebrale). E’ comunque

     importante considerare che un conto è immaginare di rilasciarsi, altro invece è percepire  

     proprio all’interno del muscolo cosa ciò significhi a livello esperenziale. Sempre lavorare

     con le sensazioni genuine, non con l’immaginazione.

     Quindi, tutti gli esercizi avranno la stessa caratteristica:

5) Terra, connettersi con il suolo

1)  Metallo, contrarsi via dal suolo

2) Acqua, rilasciarsi verso il centro del piede posteriore

3) Legno, affondare le proprie radici nel centro tra i due piedi

4) Fuoco, emettere la propria forza elastica verso l’esterno.

 

Nel nostro studio della contrazione-rilasciamento dobbiamo tenere presente che

 maggiore è la contrazione, maggiore sarà  il successivo “rilasciamento”, poiché molto 

 strutture fisiche sono come  “congelate”.

 Quindi si usa una forte contrazione per…scongelarle, ma non solo…si deve fare la

 precisa esperienza del DOVE contrarre, in questo caso solo cosce-trapezio, evitando

così di contrarre muscoli non necessari all’azione, e cosa importante…  QUANDO!

          La Mente deve entrare in assoluto controllo del suo strumento di lavoro,o se preferite

          usare il corpo per allenare la Mente…in seguito la Mente comanda sul corpo, per poi

          giungere al livello in cui mente-corpo sono in realtà una sola cosa.

          Nei Classici ciò è detto: “Yong Yi, Bu yong Li: Usa le Mente, non usare la forza fisica.”

          Come molti di voi hanno potuto esperire, non è facile contrarre solo il trapezio con la

          giusta quantità di contrazione, e per il tempo giusto…cioè tempismo interno, del

          QUANDO  certi processi accadono nel corpo.

A questo proposito è stato insegnato un nuovo esercizio per l’esatto controllo di quale parte del trapezio

contrarre per far muovere la spalla in maniera che mentre il braccio si alzi, la scapola scenda verso il

basso e si avvicini alla colonna vertebrale.

          A grandi linee la sequenza “ondulatoria” del processo è: contrazione del trapezio che

          alza la spalla. Poi contrazione della spalla che alza il braccio e conseguente

          rilasciamento del trapezio che ora non serve più. In seguito rilascio la spalla e si contrae

          il  bicipite che fa muovere il gomito-avambraccio. Rilasciamento delle spalle.

          Per ultimo contrazione dell’avambraccio che fa muovere la mano, rilasciando il

          bicipite.

         Questo è il movimento ondulatorio di contrazione-rilasciamento che deve essere

         assolutamente chiaro e preciso al praticante serio.

         Ora, come potete comprendere da voi stessi, per poter attuare ciò la Mente deve essere

         al posto giusto al momento giusto. Far muovere su è giù la Mente attraverso il corpo,

         utilizzando le sensazioni genuine è la cosa più importante di tutto il nostro allenamento,

         ma anche la cosa più difficile. L’allenamento interno differisce da quello “esterno”,

         proprio su questo punto…ciò che si allena e si stanca deve essere la Mente e non il

         corpo! Di nuovo…Yong Yi, Bu yong Li!  

         Le contrazioni più importanti su cui rivolgere la propria attenzione sono: cosce,

         e trapezio.

 

       

  Scopo: Diventare coscienti delle prime due fasi muscolari, contrazione/rilasciamento

          in tutti e cinque gli esercizi, poi nella forma ed infine nel lavoro di coppia. 

          Allenare la Mente a muoversi consapevolmente in ogni parte del corpo, diventando

          così “padroni” dei propri movimenti prima, e di quelli degli altri poi. Imparare a

          dividere l’attenzione dall’intenzione. Nella prima parte della vostra pratica, avete

          usato le sensazioni corporee per allenare la mente ad essere presente in un certo

          posto del corpo al momento giusto. In seguito, dopo che si è attivata la Mente

          ( qualità mentale diversa dalla prima, la mente, poiché è il risultato della

           riuscita unione della parte motoria con quella sensoriale…) si utilizza una forte

           intenzione (Yi nian in cinese), che viene inviata attraverso il corpo, e solo in seguito

           dopo che l’attenzione (Yi shi) conferma una sensazione fisica ben precisa, il corpo si

           muove (la Mente conduce ed il corpo si muove). Ripeto…lo scopo è quello di usare

           il corpo per allenare la Mente, substrato fondamentale per andare…oltre.

 

 

Prof. Zheng divideva la pratica in tre  livelli, nove stadi (San Giou Bu Kung).

Il primo livello è detto..UOMO, e riguardava i muscoli tendini e legamenti.

Il secondo livello è detto TERRA, e riguardava le energie sottile di cui la pressione è la parte più “grezza” delle “energie sottili”

Il terzo livello è detto Cielo, e riguarda appunto la Mente.

E’ bene ricordarsi che questi livelli ed i loro stati sono interconnessi o sovrapposti.

 

Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo evento.

Saludos

Tiziano grandi