
5 Esercizi: Song Ch’en Wu Fah
a) Iniziare
sempre con movimenti costanti, continui, fluidi, senza interruzione ne
accelerazione
alcuna.
b) Unire la
respirazione al movimento, e far salire la mente ( nella sua componente
unificata di attenzione-intenzione)
dai piedi verso la testa, e dalla testa verso i piedi.
Scopo: calmare la mente per prepararla al
Lavoro Interno. Non iniziare mai il
Lavoro
Interno con la Mente Superficiale, poiché
questa rafforzandosi
vi impedirà in futuro
di scendere più
in profondità. Da questo momento in poi Corpo-Mente e Respiro
(centro
emozionale) si muovono insieme. In cinese questa unità è detta: San YI.
c) Precisione, accuratezza. Ora
inizia il vero lavoro di sintonizzazione tra Mente e Corpo,
utilizzando i
sensori esistenti all’interno delle articolazioni, quelli dell’allineamento e
posizione del corpo nello spazio sia
interno che esterno. Si comincia sempre dal basso
allineando il
ginocchio con il tallone, il grande trocantere e l’anca con il ginocchio,
il sacro con
anca-tuberosità ischiatica, le scapole con il sacro. Nella parte superiore
il gomito deve
cadere verticalmente sopra il ginocchio, e le braccia devono essere
collocate dove
l’insegnante ha detto ( dipende dall’ esercizio). Comincia anche la
percezione della
pressione nei piedi. Attivazione dei sensori della pressione, che
nei passi
successivi sarà di fondamentale importanza poiché il 75% della pratica
taiji
riguarda lo studio della pressione elastica che genera TAIJIJIN, ovvero
la Forza Elastica
Interna.
Scopo: creare una
linea di gravità-forza che allinea il corpo in tutto il suo asse verticale,
creando
così una CONNESSIONE che va dai piedi alla mani e viceversa.
Abituare il corpo a rispondere
alla volontà della Mente, e seguirla.
d) Le anche-vita
si muovono prima. La cintura pelvica o bacino non è facilmente connessa
con la Mente
Superficiale. Per muoversi iniziando il movimento dalla zona CENTRALE
anche-vita,
bisogna scendere più in profondità con il proprio stato mentale.
La zona pelvica, che è molto antica, è
connessa più con il cervelletto o cervello
rettiliano
che non con la neo-corteccia. Senza
perdere le qualità sopra citate, iniziare
tutti i movimenti
dalla zona CENTRALE, in cinese YAO-KUA (yao= vita, KUA= anche).
Nei Classici troviamo scritto: Il comandante è la vita, e La mente conduce il corpo segue.
In realtà si sta dicendo la stessa cosa,
poiché per muovere il corpo dal CENTRO la Mente
nella sua
componente di attenzione-intenzione deve essere in quella specifica area del
corpo prima che
il movimento si manifesti. Le anche-vita devono muoversi molto prima del
resto del corpo,
non solo sul piano orizzontale, ma anche sul piano verticale
(2° e 4°
esercizio), ed assile ( 5° esercizio). Se non si è realizzato il punto B, non sarà
possibile
applicare questa modalità. Sono molti coloro che pensano di muoversi dal centro,
ma tra il pensare
ed il fare c’è di mezzo… un oceano di probabilità in un mare di
approssimazione.
Sempre lavorare con le sensazioni genuine non con l’immaginazione o
la fantasia.
Muoversi a partire dal centro richiede non solo precisione e controllo fisico,
ma anche la
capacità di mantenere la Mente nel processo, mettendola nel posto giusto al
momento giusto.
Il tempismo non è solo un fatto fisico, ma anche mentale,
che non riguarda solo il DOVE metto la Mente, ma
anche il QUANDO. Se non si è
realizzato il
punto B…anche dopo 20 anni di pratica Taiji non si va da nessuna parte!
Le anche-vita devono muoversi molto prima
del resto del corpo, generando uno stretching
miofasciale
(muscoli e tessuto connettivo, = stretching passivo, come quello di un
elastico)
grazie al quale il corpo viene
…tirato…mosso. Se la testa e le mani si muovono prima od
insieme al corpo…state contraendo e non vi
state muovendo dal Centro!!!!
Solo il corretto impulso mio-eletrico
prodotto dalla Mente che transita in quella parte del
corpo al momento
giusto può dar vita a questo particolare modo di muoversi.
Stiamo passando dal piano: il Corpo,
producendo sensazioni, conduce, e la Mente
ricevendo
sensazioni segue, alla fase in cui: la Mente inviando una forte intenzione,
conduce
il corpo. Prima
l’intenzione, poi un impulso elettrico appare ed il muscolo si attiva
producendo
movimento nel corpo.
Difatti nei Classici troviamo scritto: “Lo Xin genera loYi, lo Yi
stimola il Qi, il Qi muove
Il Corpo.” Xin= Mente Profonda, YI= YI SHI
ed YI NIAN, attenzione ed intenzione,
Qi= Impulso
elettro-magnetico.
Scopo: Scendere più in profondità nei proprio stati mentali, per realizzare ciò che c’è
scritto nei
Classici del Taiji ( vedi passaggio poco sopra). Capire che meditare
non significa
osservare con la Mente Superficiale il proprio corpo immobile, ma riuscire
ad osservare
(attenzione) muovendo su è giù per il corpo l’intenzione, realizzando così
il detto: “ La
quiete nella quiete non è vera quiete. Solo la quiete nel movimento può dirsi
vera Quiete.”
Passare dall’Osservazione di Sé al Ricordo di Sé, sforzandosi di non
dimenticare mai
nell’esercizio il dove, come e quando. L’attenzione riguarda sempre il
passato: è accaduto
qualcosa e io ne sono diventato consapevole. L’intenzione riguarda
sempre il futuro: vado a bere un cafè…domani
ti chiamo. Quando si riesce ad allineare
il passato,
attenzione, ed il futuro, intenzione in una azione, si ha il QUI ed ORA.
Questa è la PRESENZA MENTALE necessaria per
entrare nel prossimo livello di
studio, che è
l’inizio del vero Lavoro Interno.
Movimento
tridimensionale delle anche:
I bambini hanno una
visione tridimensionale della realtà, poi con la scuola inizia l’educazione
della visione bidimensionale della realtà.
Alcuni di essi però
resistono inconsciamente a questa riprogrammazione e diventano…dislessici.
Esperimenti fatti ultimamente hanno
dimostrato che se ai bimbi dislessici vengono
mostrare lettere scritte tridimensionalmente, essi le leggono.
Così com’è il punto
di vista, così uno vede!
Cambiare il punto di
vista, metanoia, è il vero processo, non cambiare le vecchie visioni per nuove.
Potete leggere di
tutto o partecipare a tutte le conferenze esoteriche o seminari
immaginabili,
ma se non cambiate il vostro punto di vista, resterete seduti in
mutande nel vostro cervello e non andrete da nessuna parte.
Questo è l’aspetto
teorico affrontato.
Praticamente vi è
stato insegnato un esercizio specifico che vi obbligherà ad uscire dal vostro
cervello bidimensionale.
Quando riuscirete a
muovervi tridimensionalmente, non vedrete più il corpo, la pratica come la
state vedendo ora.
e) Fasi muscolari.
Da questo momento in poi, bisogna porre la propria Mente nei
muscoli,
ricercando la genuina sensazione di: Contrazione, Rilasciamento, Allungamento,
Accorciamento, Neutra. Si passa quindi dai
sensori dell’allineamento posti nelle ossa ed
articolazioni, ai
sensori delle fasi muscolari. I sensori dell’allineamento non possono
percepire la fasi
muscolari, quindi si è costretti a “scendere” ancora una volta più in
profondità nella
propria Mente. La contrazione e rilasciamento sono ancora percettibili
dalla parte più
profonda della Mente Superficiale (coscienza cerebrale). E’ comunque
importante
considerare che un conto è immaginare di rilasciarsi, altro invece è
percepire
proprio
all’interno del muscolo cosa ciò significhi a livello esperenziale.
Sempre lavorare
con le sensazioni
genuine, non con l’immaginazione.
Quindi, tutti gli esercizi avranno la
stessa caratteristica:
5) Terra, connettersi
con il suolo
1) Metallo, contrarsi via dal suolo
2) Acqua, rilasciarsi
verso il centro del piede posteriore
3) Legno, affondare
le proprie radici nel centro tra i due piedi
4) Fuoco, emettere la
propria forza elastica verso l’esterno.
Nel nostro studio
della contrazione-rilasciamento dobbiamo tenere presente che
maggiore è la
contrazione, maggiore sarà il successivo
“rilasciamento”, poiché molto
strutture fisiche
sono come “congelate”.
Quindi si usa una forte contrazione
per…scongelarle, ma non solo…si deve fare la
precisa esperienza
del DOVE contrarre, in questo caso solo cosce-trapezio, evitando
così di contrarre muscoli non necessari
all’azione, e cosa importante… QUANDO!
La Mente deve entrare in assoluto
controllo del suo strumento di lavoro,o se preferite
usare il
corpo per allenare la Mente…in seguito la Mente comanda sul corpo, per poi
giungere al
livello in cui mente-corpo sono in realtà una sola cosa.
Nei Classici ciò è
detto: “Yong Yi, Bu yong Li: Usa le Mente, non
usare la forza fisica.”
Come molti di voi hanno potuto
esperire, non è facile contrarre solo il trapezio con la
giusta
quantità di contrazione, e per il tempo giusto…cioè tempismo interno, del
QUANDO certi processi accadono nel corpo.
A questo proposito è
stato insegnato un nuovo esercizio per l’esatto controllo di quale parte del trapezio
contrarre per far muovere la spalla in maniera che
mentre il braccio si alzi, la scapola scenda verso il
basso e si avvicini alla colonna vertebrale.
A grandi linee la sequenza
“ondulatoria” del processo è: contrazione del trapezio che
alza la
spalla. Poi contrazione della spalla che alza il braccio e conseguente
rilasciamento
del trapezio che ora non serve più. In seguito rilascio la spalla e si contrae
il bicipite che fa muovere il gomito-avambraccio.
Rilasciamento delle spalle.
Per ultimo contrazione
dell’avambraccio che fa muovere la mano, rilasciando il
bicipite.
Questo è il movimento ondulatorio di
contrazione-rilasciamento che deve essere
assolutamente
chiaro e preciso al praticante serio.
Ora, come potete comprendere da voi
stessi, per poter attuare ciò la Mente deve essere
al posto giusto
al momento giusto. Far muovere su è giù la Mente attraverso il corpo,
utilizzando
le sensazioni genuine è la cosa più importante di tutto il nostro allenamento,
ma anche la
cosa più difficile. L’allenamento interno differisce da quello “esterno”,
proprio su
questo punto…ciò che si allena e si stanca deve essere la Mente e non il
corpo! Di
nuovo…Yong Yi, Bu yong Li!
Le contrazioni più importanti su cui
rivolgere la propria attenzione sono: cosce,
e trapezio.
Scopo: Diventare coscienti delle prime due
fasi muscolari, contrazione/rilasciamento
in tutti e
cinque gli esercizi, poi nella forma ed infine nel lavoro di coppia.
Allenare la Mente a muoversi
consapevolmente in ogni parte del corpo, diventando
così
“padroni” dei propri movimenti prima, e di quelli degli altri poi. Imparare a
dividere
l’attenzione dall’intenzione. Nella prima parte della vostra pratica, avete
usato le
sensazioni corporee per allenare la mente ad essere presente in un certo
posto del
corpo al momento giusto. In seguito, dopo che si è attivata la Mente
( qualità
mentale diversa dalla prima, la mente, poiché è il risultato della
riuscita
unione della parte motoria con quella sensoriale…) si utilizza una forte
intenzione
(Yi nian in cinese), che
viene inviata attraverso il corpo, e solo in seguito
dopo che l’attenzione (Yi shi) conferma una sensazione
fisica ben precisa, il corpo si
muove (la
Mente conduce ed il corpo si muove). Ripeto…lo scopo è quello di usare
il corpo
per allenare la Mente, substrato fondamentale per andare…oltre.
Prof. Zheng divideva la pratica in tre livelli, nove stadi (San Giou Bu Kung).
Il primo livello è
detto..UOMO, e riguardava i muscoli tendini e legamenti.
Il secondo livello è
detto TERRA, e riguardava le energie sottile di cui la
pressione è la parte più “grezza” delle “energie sottili”
Il terzo livello è
detto Cielo, e riguarda appunto la Mente.
E’ bene ricordarsi
che questi livelli ed i loro stati sono interconnessi o sovrapposti.
Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo evento.
Saludos
Tiziano grandi