
(La
nicchia per la luce)
L’Insegnamento
interno di
Abu Hamid Muhammad al Ghazzali
Secondo il commento dello Sheik
Abdullah Isa Dougan.
(breve estratto)
Luce
ed Oscurità.
“Allah
è la luce dei cieli e della terra., e la sua luce è simile a quella di una
lampada collocata in una nicchia: e la lampada è in un cristallo, e il
cristallo splende come una stella simile a una perla. Questa lampada è accesa
grazie all'olio di una pianta benedetta, e questa pianta è un Olivo che
non si trova né ad oriente né ad occidente, e questo olio farebbe risplendere
la luce anche se il fuoco mai lo toccasse. Luce su Luce" (24-35)
I
Sufi considerano questo passaggio come uno dei più esoterici del Corano. Nelle
moschee c’è una nicchia nella parete con una luce al suo interno, posta nella
direzione della Mecca, dove ci si rivolge quando si prega. La Luce rappresenta
le Tre Forze: la lampada, l’olivo e l’olio formano una triade.
Da un certo punto di vista-livello, l’essere umano è la nicchia, ed ha la
possibilità di ricevere la Luce. Se si pongono i simboli di questo passaggio in
relazione al vostro Se interiore, la nicchia simboleggia il cuore e l’olivo la
Terra, o il vostro Corpo. Il frutto maturo dell’olivo rappresenta il
compimento di una particolare ottava del lavoro pratico su se stessi. Dal seme
del frutto che cade al suolo un nuovo albero inizia a crescere. Quando questi a
sua volta produce il suo frutto, un’altra ottava è stata completata, cioè
simboleggia la crescita spirituale di una persona da essere 1,2,3 a 4. Poi
un’altra ottava ha inizio. L’olio che illumina la lampada, fa da ponte tra
l’ottava che viene ad essere completata e quella successiva.
La Luce significa anche l’Insegnamento, in questo caso specifico quello
Sufi. Allah invia la Luce giù verso l’umanità. Una scala di luce discende
da Dio, Egli discende.
“Allah
è la Luce dei Cieli e della Terra.” La Sua Luce è analoga con “ e la
Lampada è di cristallo: e il cristallo splende come una stella simile ad una
perla.” Poi Allah discende ulteriormente:
“Questa lampada è accesa grazie all'olio di una pianta benedetta, e questa
pianta è un Olivo che non si trova né ad oriente né ad occidente.” ’albero non è legato a nessuna
tradizione religiosa in particolare.
La Luce può essere vista come il Corano. Il Corano è al disopra
dell’anima. Quando una persona legge il Corano con la giusta parte di se
stesso, quella spirituale, allora egli è in contatto con la Luce. Lo stesso
dicasi per i vangeli Cristiani o altre scritture sacre.
La
Luce esiste, ma è visibile solo quando c’è qualcosa o qualcuno che la può
percepire. Quella parte di noi stessi che percepisce la Luce è detta Anima;
Guazzali la chiama l’Intelligenza. Ciò che percepisce la Luce è parte della
stessa Luce, un riflesso di essa. La Luce realmente vede se stessa. Per un
musulmano ortodosso dire che una persona è parte di Dio,o che Dio è al suo
interno, è eresia, ma i Sufi credono a ciò. Ghazzali mostra che Dio discende
verso frequenze sempre più basse, poi risale.
Tutto
l’esercizio serve al Conoscitore per conosce se stesso. Conoscendo noi stessi,
conosciamo Dio. Si incomincia a ritornare verso Dio dalle nostre percezioni, ma
non è possibile ritornare a Lui solo attraverso i sensi. Per trovare Dio
bisogna usare qualcosa di extra-sensoriale. La Luce, o il Lavoro, entra dentro
di voi e questo diventa il vostro parametro.
Qualsiasi
cosa di ogni livello, è relazionata a tutto il resto in una maniera molto più
profonda di ciò che i vostri sensi
percepiscono. Tutto ciò che accade, il vento che soffia, le azioni umane, tutta
la vita, è ciò che gli Hindù chiamano Lila,
il gioco di Dio. La vita sulla terra è una parte di sole. Il sole sopra di
noi, è superiore alla terra, poiché senza il suo riflesso della luce dal
centro della galassia non ci sarebbe calore sul nostro pianeta. La terra sarebbe
una sfera morta. Una funzione del sole consiste proprio nel riflettere la luce
che gli arriva da altra parte della galassia. Questo è parte del gioco di Dio,
e anche se noi non lo capiamo, possiamo sapere che noi siamo un recipiente per
questa Forza. Senza questa energia che viene dal centro della galassia, la Terra
sarebbe solo un corpo morto fluttuante nello spazio.
Il
sole, come noi, riceve comprensione da Dio. Riceve la luce da un’altra
Sorgente, mentre questa Sorgente la riceve da un’altra Sorgente più in
alto…. Noi non conosciamo la Sorgente definitiva, ma la luce continua a
scendere verso di noi. La questione di dove tutto ciò ebbe inizio, è senza
risposta, ma possiamo sapere che esiste una scala. Le persone possono
relazionarsi alla Terra ed al Sole, e anche alla galassia, ma qualsiasi cosa più
grande è oltre la nostra comprensione.
Non
è importante sapere in quale livello ci si trova, tutto ciò che bisogna sapere
è che state sforzandovi di trovare la Verità. Qualcuno più evoluto di voi
potrebbe dirvi dove siete, ma per voi stessi è difficile scoprire qual è il
prossimo passo da fare, poiché il basso non può conoscere ciò che sta in
alto. A volte le persone domandano ad Abdullah delle cose a cui non posso
rispondere, poiché sono oltre la loro esperienza. Si può avere una certa
relazione con Dio, ma Egli è! Non si può parlare di Dio come se Egli fosse un
vostro compagno. Noi siamo qui su questo pianeta; Egli è in ogni luogo. “La
nicchia per la Luce” di Ghazzali cerca di mostrare questa situazione da
differenti punti di vista.
"Oppure
le loro (degli infedeli) azioni sono come tenebra ammassata su un mare di
incommensurabile profondità, dove onde incupite da nubi si sovrappongono ad
altre onde, e le tenebre si accavallano l'una sull'altra, in modo tale che se
uno tendesse la mano non la vedrebbe affatto. Invero colui al quale Allah
non ha dato la luce non gode neanche di un minimo spiraglio"
(24-40).”
In
contrasto con coloro che hanno un’anima, con qualche gradazione di luce, ci
sono quelli che non hanno l’abilità di riflettere la Luce. Essi sono
spiritualmente “morti”[1];
questo è il vero significato di Oscurità. Una persona spiritualmente morta è
come un essere umano che non può vedere le sue stesse mani. Egli non ha una
forza che lo guidi o luce nella vita. Non che la Luce non sia reperibile, ma
essi si tagliano fuori dalla Luce stessa. Una persona morta è come un mare
coperto dalle nuvole. Ghazzali elenca come“onde incupite” o negatività il
desiderio, collera, inimicizia, odio, pregiudizio, invidia, ostentazione,
orgoglio e vanagloria. Le onde
incupite del mare e le nuvole significano una negatività che sostituisce
un’altra. Queste nuvole impediscono l’unione con Dio. Sono i “veli” tra
noi e Dio. Ramdas insegna la stessa cosa, desiderio, collera e avidità sono le
principali cause della sofferenza umana.
Una
persona spiritualmente morta può comunque fare esperienza di gioia. La gioia è
relazionata all’essere umano. Qualcuno può ricavare della gioia ad uccidere
il prossimo. Per persone spiritualmente morte il conseguimento della gioia e
felicità, li mantiene ancora di più nello stato di morte più di ogni altra
cosa. Essi credono che tutto ciò che sono è il loro corpo, e sono
completamente “legati” dai loro sensi terreni. Fino ad un certo grado, tutti siamo “legati” alle esperienze sensoriali
terrene, ma persone spiritualmente morte sono completamente “impegnate” in
esso. Per essi la morte del corpo fisico significa la morte di tutto.
L’identificazione che alcuni di essi hanno con il corpo è tale che sono
completamente terrorizzati dalla morte, altri invece ne sono coinvolti a livello
emotivo o mentale.
Una
persona nata senza un centro magnetico, ha in questa vita l’ultima possibilità
di attivarne uno, sempre grazie alla compassione e pietà di Allah.
Ghazzali
dice che non c’è nessuna ingiustizia verso color che sono nell’oscurità:
nessuno rende spiritualmente morte queste persone, ma essi stessi non vogliono
nascere spiritualmente! Essi sono felici con le loro identificazioni, e la loro
identificazione fondamentale è che essi sono il loro corpo. Solo quando una
persona si sveglia può esperire la profondità del corpo.
Chiunque
“risvegliato”, vedendo le persone intorno a lui come spiritualmente morte, può rendersi conto
della propria nullità. Come disse Gurdjieff, voi non potete fare niente!
Alcuni cristiani e altre religioni cercano di convertire la gente, cercando di
risvegliarli, ma non ci riescono. Non potete fare niente per chi non vuole
svegliarsi.
Se qualche “morto vivente” venisse ai nostri incontri per un tempo
relativamente lungo, potrebbe “svegliarsi”, perché il Lavoro stesso, la
Forza, è così forte che “sveglia” la gente. Non è il “baraka”
(Grazia) del maestro, egli non fa. Il baraka proviene da Dio stesso attraverso
il maestro. Se il maestro pensa che sia stato lui a fare, è meglio che smetta
di insegnare, in quanto sta iniziando a gonfiarsi il suo proprio ego!
I maestri vanno e vengono, ma l’Insegnamento resta e continua. Qualche maestro
dice che non dovete fare niente, solo cercate di stare vicino alla loro
“orbita” ed essi stessi faranno tutto per voi. Nella tradizione Hindù, si
dice che se una persona continua ad andare da un santo, il santo lo aiuterà ad
elevarsi spiritualmente. Ciò che in realtà fa è dargli semplicemente la prima
spinta. Se l’allievo è morto, egli lo aiuta a tornare in vita, ma poi
l’allievo deve fare tutto il resto da solo!
La
Tradizione dei Veli.
"Allah ha settantamila veli di luce e oscurità: se egli
ritirasse questa cortina, allora certamente lo splendore del suo aspetto
consumerebbe chiunque osasse contemplarlo con la propria vista".
Ci
sono sempre dei “veli” tra Dio e noi. La chiave per rimuoverli viene dalla
vostra comprensione. Realizzare che Dio è una delle vostre mete più
importanti, senza però dimenticare che bisogna cominciare dall’ inizio
cercando di comprendere Dio attraverso il Ricordo
di Sé. Cercate di ricordare il
vostro Sé Reale, che è una parte di
Dio.
I musulmani credono letteralmente che noi discendiamo dal Cielo, viviamo su
questo pianeta e alla fine passando
attraverso diversi livelli di cielo si ritorna a Dio. La meta ultima è
raggiungere il cielo più alto dove sul trono siede Dio. Alcuni musulmani, al
pari di alcuni cristiani fondamentalisti, credono che una volta morti si ascenda
di filato verso l’ultimo cielo, dove risiede il trono di Dio. Questi
“Cieli” in realtà rappresentano il conseguimento della meta spirituale nel
processo di andare verso Allah. Una persona può rimanere nel cielo più basso,
o può salire lungo questa scala. Ghazzali dichiara che esistono quattro stadi o
classi di uomini:
Coloro
velati dall’oscurità.
Coloro velati da luce ed oscurità.
Coloro velati da luce pura.
Coloro senza veli che sono realizzati.
Secondo
Ghazzali noi iniziamo dal livello più basso, la Terra: “Gli esseri umani erano consegnati nel più basso dei bassi, e da allora
devono risalire nel mondo dell’alto degli alti.”. Ghazzali da un disegno
di persona che può evolversi da sola. Dall’essere umano nr. 1, 2, 3 verso
l’essere numero 4, 5, 6, 7[2].
E’
possibile nell’arco di una vita togliere qualche velo. Ghazzali ha compreso la
legge dell’ottava e il bisogno di superare l’intervallo per proseguire
oltre.
Coloro
velati dall’ oscurità.
Coloro
che Ghazzali descrive come velati nell’oscurità, sono quelli che noi
chiamiamo i “morti spirituali”. Egli li chiama Ateisti e li divide in:
Filosofi
naturisti, il cui Dio è la Natura.
Egoisti il cui Dio è se stessi.
La
seconda categoria è suddivisa ulteriormente in quelli che cercano
prevalentemente: piacere, conquista/dominazione, ricchezza/proprietà,
reputazione/fama, o che credono in Dio perché hanno paura o per chiedere dei
favori.
I filosofi naturisti credono nelle cose che vedono attorno a se stessi. Noi
guardiamo la Terra come Dio, ma essi credono solo nelle cose materiali. La
Natura ha due aspetti, bianco e nero, ed essi vivono nella parte oscura della
Natura, cercando il potere, gratificazione sensuale… Per paura cercano di
placare la Natura, e operano a partire dal sesso e dai sensi. Gli agnostici
possono essere inclusi in questa prima categoria anche se alcuni di essi credono
in qualche potere superiore. Anche se i naturisti adorano il fuoco, il vento,
l’aria, come in tempi antichi, questa reverenza può condurli in qualcosa di
superiore. Alla fine essi potrebbero vedere la Natura come Dio.
Noi consideriamo ateista, o persona morta spiritualmente, chi non crede in un
essere supremo di nessun tipo. Molti che non seguono una religione dicono: “
Io non credo alla chiesa, ma credo in qualcosa di superiore, una forza…”;
essi non sono ateisti. Una persona che crede all’Amore o alla Verità, non è
da considerare ateo. Un comunista, che esternamente è un completo ateista, può
avere deboli ideali che fanno dell’umanità o del comunismo un Dio. I nomi che
si usano non hanno importanza. E’ tra individui e Dio.
Dall’altra
parte, molti uomini pii che sono molto dogmatici sulla propria religione possono
essere “morti” perché essi operano solo per paura e attitudini fisse, e non
credono all’aspetto interiore del proprio cuore. Il loro stato, per gli altri,
non è di facile visione. Ghazzali viveva in Persia dove i
musulmani avevano preso il potere, e chi non era musulmano viveva nel
terrore. Essi affermavano con le loro bocche piuttosto che con i loro cuori,
proclamando che non vi era altro Dio all’infuori di Allah, più per paura dei
musulmani, che non per paura di Dio.
Paura
di Dio è cosa diversa, poiché può essere il primo passo verso l’amore in
Dio. Color che vengono cresciuti in circostanze dove si parla sempre di Dio,
generalmente hanno paura di Dio.
Egli è l’unica persona lassù nel cielo, che guarda e aspetta la loro
prossima mossa sbagliata. Ma se essi insistentemente mantengono il loro credo,
cercando “qualcosa”, inizieranno a rispettare Dio. La paura non sarà più
così dominante, si sposterà verso il rispetto e timore riverente, che li
condurrà in seguito ad amare Dio.
La
paura è cosa comune nelle religioni, ma alcuni hanno paura solo degli altri
uomini, e questi sono coloro che Ghazzali castiga.
La seconda categoria di Ghazzali, gli egoisti con attributi bestiali che
ricercano i piaceri sensuali e desiderano il potere, denaro e vanagloria, sono
”velati” all’interno della vera oscurità. Di questa categoria sono pochi
coloro che riceveranno la luce. Dobbiamo sempre ricordarci, che una persona
spiritualmente morta può “svegliarsi”, resuscitando dalla morte. Questo è
il vero senso interno della storia cristiana di Lazzaro resuscitato. Perché ciò
accada non è necessario credere in Dio, ma semplicemente avere un piano di
vita.
Qualcuno dopo aver vissuto per molte vite, può trovarsi
in questa vita come spiritualmente morto ed essere nato senza centro
magnetico. Poi qualcosa dentro di lui “ricorda” e lo spinge fuori
dall’oscurità. Chiunque sia privo di un centro magnetico, può richiederne
uno; gli verrà concesso da un compassionevole Allah. Il problema è che coloro
che non hanno un centro magnetico raramente ne chiederanno uno, perché essi non
credono in queste cose.
Il
primo livello di gente di cui parla Ghazzali sono solo animali. In senso fisico
noi siamo animali, poiché possediamo come gli animali un centro motorio ed
emozionale, ma l’uomo possiede anche un centro mentale che gli permette di
fare dei concetti. L’umanità possiede un intelletto. Abbiamo dunque la
possibilità di agire come esseri tri-cerebrali, ma la maggior parte degli
uomini vivono solo come esseri mono o bi-cerebrali. Le persone spiritualmente
morte vivono puramente nel loro ego, la loro immaginaria idea di se stessi,
dunque una persona “morta” è inferiore ad un animale. Un verme o insetto è
meglio che un simile uomo. Coloro che dirigevano Buchenwald durante la seconda
guerra mondiale, erano peggio dei vermi, il verme almeno segue la Santa Madre
Terra…
Coloro
velati a metà tra luce ed oscurità.
Questo tipo di persone sono divise in
tre categorie principali. La loro oscurità ha origine:
v
Nei
sensi
v
Nell’immaginazione
v
Nell’intelligenza
Inoltre
egli suddivide queste categorie in:
v
Adoratori
degli idoli
di bei oggetti animati
del fuoco
stelle/cielo/corpi celesti (astrologi)
del sole
della luce (dualisti)
v
Corporealisti
Karamiti ( remota tribù turca)
Coloro che negano ogni corporeità di Allah, eccetto che sta in alto.
Questi tre gruppi adorano un essere che siede in un trono nell’alto dei cieli.
v
Antropomorfismi.
Coloro che dicono che il mondo di
Allah è come il nostro parlare mentale.
Ghazzali,
nella descrizione di questi “veli” che coprono in parte la luce e in parte
l’oscurità, ci mostra l’inizio dell’evoluzione delle idee religiose. Ogni
idea religiosa, categoria o setta nasce da un’evoluzione, ma non in senso
ordinario come per esempio in quello del mondo fisico. L’ ateismo occidentale
si sviluppò molto dopo il cristianesimo: La gradazione delle religioni come
presentata da Ghazzali, mostra una forma di evoluzione che dipende dal processo
individuale verso un “velo” più in alto, che gli porterà ad avere una
concezione più alta di Dio. Una persona che cerca di scoprire qualcosa su Dio,
lo potrà fare da diverse angolazioni. Coloro la cui oscurità è originata nei
sensi, potranno adorare le cose che vedono, come immagini, oggetti animati o
bellezza fisica, o il fuoco. Gli astrologi che guardano verso le stelle, gli
adoratori del sole (Zoroastriani…), fanno parte di questo livello. La chiave
per comprendere il loro concetto di
adorazione di Dio, consiste nel fatto che essi lavorano
attraverso i sensi. Essi comprendono Dio prevalentemente attraverso il senso
della vista.
Alcuni
adoratori di questa classe hanno un certo timore reverenziale verso gli oggetti
che adorano, perciò essi si trovano in questa scala in una gradino più alto di
coloro che sono immersi completamente nell’oscurità e che ricercano solo i
piaceri sensuali. Anche se questa classe ha un po’ di luce, essi adorano
soltanto l’oggetto fisico che possono percepire, non posseggono nessuna
comprensione interna della vibrazione della luce. Quando queste persone fanno
l’esperienza dell’oscurità la vivono come qualcosa di terribile, fino a
quando non torna la luce. Vivono nella coppia di opposti, principalmente
attraverso i sensi della vista, e indipendentemente da che si chiamino
cristiani, musulmani o zoroastriani sono tutti sulla stesso livello di
comprensione.
Ghazzali
ci mostra la limitazione dei seguaci delle varie religioni piuttosto che la
religione stessa. La religione zoroastriana non si basava completamente sulla
coppia di opposti. Zoroastro credeva che Ahura Mazda era la Luce della Luce e
che niente potesse toccarlo (solo i Druj trattavano con gli umani…). Ahura
Mazda era l’Assoluto. Ghazzali ha evidenziato il fatto che molto gente vede
solo la coppia di opposti, senza vedere la Trinità. Gli zoroastriani potevano
vedere la grande luce e l’oscurità senza però notare che tra di essi vi era
qualcosa che teneva non solo insieme queste due forze, ma che le separava anche.
Questo è il segreto. Lo yin e lo yang è una rappresentazione dello stesso
principio.
(Troppo spesso quando si parla di Taiji Du –Diagramma della realtà ultima- ci
si dimentica che non si parla di yin e/o yang ma di yin/yang, e che qualsiasi
visione yin o yang è per sua natura duale e dunque limitata ed imperfetta.). Ci
deve sempre essere una terza forza. Se la gente non vede questa terza forza,
indipendentemente dalla religione che essi seguono… sono nei guai.
Persone
la cui oscurità deriva prevalentemente dai sensi possono avere un centro
magnetico. Una persona che venera un’immagine e prega verso di essa, la
investe con qualità superiori. L’immagine può essere un pezzo di legno o un
sasso, ma l’adoratore la rende Dio. In un certo senso è Dio, poiché tutto è
Dio. Gli Hindù e i cattolici
venerano molte immagini. Questo è il loro punto di partenza nella Via. Alla
fine questa modalità può portare a realizzare che Dio è ovunque.
La
seconda sottoclasse di Ghazzali sono coloro che: “ velati da un po’ di luce
mista ad oscurità dell’immaginazione”. Essi adorano un re seduto su di un
trono. Molti musulmani rientrano in questa categoria, ma l’approccio di
Ghazzali è differente.
Molti
musulmani accettano l’idea di differenti livelli di comprensione, poiché nel
Corano vi è scritto che l’angelo
Gabriele, attraverso Maometto, dice che la rivelazione può essere letta in
differenti livelli, e questo è ripetuto più volte. Purtroppo i musulmani
letterali, dogmatizzano soltanto, senza ragione. Essi sono dei bigotti, così
come se ne trovano in tante altre religioni, che pensano di dover interpretare
alla lettera il loro libro santo.
La
terza sotto classe, coloro la cui oscurità è originata dall’intelletto, non
sono così letterali come i fondamentalisti. Questa gente crede che Allah sia
ovunque, non soltanto su nel cielo, ma la loro concezione dei Suoi Attributi è
in termini di qualità umane.
Coloro
velati dalla luce pura.
Nella terza categoria vengono descritti in ordine ascendente:
Ø
Coloro
che hanno compreso che gli attributi divini trascendono la descrizione umana.
Ø
Coloro
che credono che Allah muove le sfere celesti che a loro volta muovono le sfere
inferiori, ognuna presieduta da un angelo.
Ø
Coloro
che credono che le sfere più alte sono mosse da un angelo supremo sotto il
comando di Allah, poiché Allah non agisce direttamente.
Anche
se queste persone sembrano avere un concetto intellettuale di Dio, hanno anche
qualche comprensione che proviene dallo spirito. La comprensione di questa
classe in confronto a quella anteriore consiste in una più profonda
comprensione dello stesso principio. Lo stesso Ghazzali apparteneva a questo
livello. Egli era un uomo numero 5. Il livello più alto degli uomini che
“hanno raggiunto il senza velo”, sono i numero 6 e 7, e ciò che sta sotto
non può conoscere ciò che sta sopra. Ghazzali parla di un angelo che agisce
come intermediario tra Dio e l’essere umano. Nell’insegnamento di Abdullah
chiamiamo ciò: terza forza del sole. Nell’insegnamento cristiano è detta
Spirito Santo, come forza che agisce tra Dio e gli uomini.
Ghazzali
arriva a questa concezione di Dio in una via personale, all’interno di se
stesso.
Dopo aver intellettualizzato ha portato la sua idea più lontano, in profondità,
arrivando al punto dove egli crede in un intermediario spirituale tra l’essere
umano e Dio. I musulmani ortodossi credono che l’unico intermediario tra Dio e
gli uomini sia il Santo Profeta, che non c’è altro Dio e che Allah non ha dei
collaboratori. Come riportato nel Santo Corano, l’angelo Gabriele, che fece
visita al profeta, era un messaggero di Dio. Ciò da un punto di vista ortodosso
è accettabile poiché la gerarchia con Dio in cima è preservata. Dio può
inviare un angelo sulla terra, ma un angelo non può comandare i Cieli.
Ghazzali
dice che Allah inizia la creazione in qualche posto, con molti livelli celesti,
e angeli sono incaricati di vegliare sulla Sua costruzione. Noi insegniamo che
Allah, dal Silenzio o dalla Quiete, mette in movimento il cosmo intero grazie a
tre forze discendenti.
Ghazzali parla anch’esso delle
tre forze che mantengono la creazione, dimostrando come Dio discende nei livelli
e frequenze più bassi.
Coloro
senza veli che hanno realizzato.
La
classe di esseri umani posta più in alto sono coloro che predicano niente di
Allah e credono nella relazione con
l’angelo supremo che conduce verso la “Reale Esistenza” come il “sole
verso la luce Essenziale”. Essi sono divisi in due categorie:
I.
Coloro che si sono realizzati con un solo salto, esattamente come fece
Abramo.
II.
Coloro che si sono realizzati per gradi, come il Profeta Maometto.
Ghazzali
mostra qui il livello finale della Via. Nella prima categoria ci sono quelli che
mantengono la loro coscienza individuale, mentre allo stesso tempo “ tutto il
contenuto delle percezioni viene bruciato via.” .Un livello ancora più alto
è raggiunto da chi si è liberato della
coscienza personale.
Ghazzali
ha molta riverenza per il Profeta Maometto, e dunque lo inserisce negli uomini
nr. 7, ma in realtà Maometto era un uomo nr. 4.
Ghazzali non dice di sapere quanto fosse evoluto Maometto, o dove egli era
arrivato, poiché ciò è qualcosa che riguarda solo Maometto ed Allah.
L’unità
con Dio, arrivare ad emergere dalla Sorgente, è realizzato solo da pochi esseri
umani. Coloro che esperiscono l’estasi perdono se stessi, ma ciò è di
livello inferiore perché lo stato estatico proviene dai sensi, dal corpo. La
gente che esperisce stati estatici non si fondono
completamente con Dio, essi sono persi in Dio solo fino ad un certo punto. Essi
perdono se stessi nel proprio corpo e immaginazione, così c’è dualità. Uno
stato estatico può essere riconosciuto come tale poiché lo si può sentire,
percepire, una vibrazione passa attraverso il corpo. Un genuino stato di estasi
è qualcosa come un orgasmo che può continuare anche per mezz’ora! Molte
persone, nella loro ricerca spirituale, sono alla ricerca di ricompense, e lo
stato estatico è una di queste ricompense, ma se si è saggi si capisce che
questo stato non è definitivo, è solo uno degli stati lungo la Via. Ci insegna
certe cose, ma purtroppo c’è ancora un velo tra voi e Dio. Quando una persona
è assorbita in Dio, non c’è dualità. Questo non è uno stato estatico, è un divorzio dal corpo.
Ghazzali
dice che qualcuno ottiene la perfezione in un solo attimo. Questo non significa
che potete non fare niente per tutta la vita, e d’improvviso una mattina vi
“svegliate”. La comprensione può entrare come un lampo, ma in realtà si
tratta di una cristallizzazione di anni o vite dedicate al Lavoro. Altri
progrediscono per stadi, come per esempio fece Maometto.
Abdullah
crede che voi dovete fare questo lavoro in modo sistematico. Il metodo che io
trasmetto vi insegna innanzitutto a rendere il vostro corpo obbediente. Per fare
ciò, c’è bisogno di qualcosa che sia sopra al corpo, e questo all’inizio
può soltanto essere l’unità dei tre cervelli o centri.
Se lavorate nella maniera da
noi indicata, rendendo negli anni il vostro corpo obbediente, queste tre menti
cominciano a svilupparsi. Da giovani bambini, esse diventano adolescenti o forse
adulte, così da diventare non solo molto superiori al corpo, ma di comandarlo.
Il simultaneo lavoro dei tre centri a livello di bambino, sarebbe già
sufficiente per comandare il corpo, costringendolo così a lavorare in una
maniera più sottile. E’ un conflitto di potere all’interno di noi stessi!
Quando
rendete le tre menti, o personalità, più forti, senza che voi lo sappiate la
grazia di Allah agirà, e la vostra
parte spirituale crescerà a sua volta, dal livello di bambino in possesso di un
centro magnetico verso quello di ragazzo dove si ha un’anima,per poi passare a
quello dell’adolescenza. A questo
punto la vostra personalità sa che è giunto il momento di “arrendersi”
alle forze provenienti dall’alto (Anima e Spirito), ottenendo così il corpo
Kesdjan. Qualcosa a questo punto entrerà nel corpo Kesdjan per renderlo più
forte.
Il corpo combatte per tutto il percorso. Quando è giunto il momento di
distruggere l’ego, ci troviamo in una vera battaglia, che è il motivo per cui
solo poca gente passa oltre. La personalità deve essere
abbastanza forte per poter entrare in contatto con la parte spirituale,
onde aiutare a combattere l’ego. Poi vi saranno altre battaglie.
E’
un processo lungo. Richiede pazienza, perseveranza, insegna ad aspettare e a
servire senza ricerca di ricompensa. L’unica ricompensa che siete legittimati
a richiedere, consiste in un po’ di pace all’interno di voi stessi. Alla
fine, la nostra speranza per tutti è che riusciate a distruggere il vostro ego
e arrendervi ad Allah.
Per
comprendere questi livelli dovete farne l’esperienza, comunque potete prendere
ciò che Ghazzali descrive qui come
vero. Qualcuno potrebbe spendere tutta la sua vita in un livello, altri molte
vite su di un altro…ognuno secondo il proprio destino.
Ogni
essere umano inizia il suo percorso spirituale dal livello più basso. Potremmo
anche non sapere dove e quando abbiamo
cominciato il nostro processo, comunque tutta la conoscenza è contenuta dentro
noi stessi. Attraverso la parte più interiore di se stesso, nell’essenza
profonda che ha creato durante le vite passate, egli ha avuto la possibilità di
trascinare con se quello che ha imparato precedentemente, particolarmente se ha
iniziato nella giusta via in questa vita.
Qualcuno ritorna vita dopo vita, avvicinandosi a questo Lavoro da differenti
angolazioni, restando bloccato in ciò; tutti abbiamo fatto questa esperienza.
Abbiamo lottato e conseguito qualcosa in una vita, un certo equilibrio dentro
noi stessi, una reale concezione di Dio, ma poi cadiamo preda del nostro ego.
Diventiamo pazzi di potere, ricadendo così nei livelli più bassi della scala,
ma non completamente poiché si ritiene con se ciò che si ha conseguito
precedentemente. E così su e giù nel tempo…
Questa è la meraviglia di tutto ciò, niente va perduto. Non potete sfuggire al
vostro destino!
Ogni
essere umano, dopo che ha ricevuto le istruzioni sul Lavoro, ha la possibilità
di ascendere attraverso tutti i livelli in una sola vita. La chiave consiste nel
rendere il vostro corpo obbediente! Molta
gente purtroppo lavora invano poiché cerca gli stati estatici. Essi cercano di
evitare il duro lavoro per rendere il corpo obbediente, perché è attraverso il
corpo che essi ricevono piacere. Essi, anche quando lo mortificano cercano il
piacere attraverso il corpo, e questo lo chiamano percorso religioso. In realtà
è l’ego che ricerca delle ricompense.
Ogni
persona dovrebbe fare lo sforzo di riconoscere i propri veli e comprenderli di
per se stesso. Uno dei vostri veli potrebbe lavorare di più attraverso un senso
piuttosto che un altro, o tutti insieme. In realtà il velo più grande è la
vostra identificazione con il corpo che credete essere voi stessi. Tutte le
negatività nascono da qui, e i vostri desideri sono ciò che vi impediscono di
vedere che voi non siete il vostro corpo.
Mentre leggete la descrizione di Ghazzali noterete che avrete più simpatia con
la comprensione di una di queste categorie, senza perdere di vista quelle che
vengono dopo. A questo punto dovete ponderare, vedere un po’ qua e un po’ là,
vedere un livello poi un altro, e
piano vedrete che la vostra comprensione cambierà. Così come il punto di
vista…così uno vede.
La Via del Santo Profeta è la Via lenta, ma è la migliore poiché divorziate
da voi stessi, da tutta quella spazzatura che vi impedisce di progredire.
Certamente , i veli sono anche Dio. Quando raggiungerete la vera comprensione, e
saprai che non sei il corpo, realizzerai che Dio è tutto e che dunque non
esistono le coppie di opposti. Allora non c’è più bianco o nero, ma solo
Dio.
“Se,
allora, esiste un Occhio libero da tutti quei difetti fisici, potrebbe esso,
domando con più chiarezza, ricevere il
nome di Luce? Conoscendo ciò, allora, posso dire che c’è nella mente di un
uomo un occhio, caratterizzato dalla perfezione, che è chiamato Intelligenza,
Anima Umana…”
Ghazzali
utilizza la parola “Intelligenza” per indicare l’Anima. L’occhio fisico
appartiene alla terza dimensione (quella materiale), ma l’Intelligenza
appartiene alla quinta dimensione (spirituale). Ghazzali sottolinea i così
detti sette difetti degli occhi, per evidenziare che noi siamo fisicamente
ciechi, che esperiamo la vita primariamente attraverso ciò che vediamo con i
nostri occhi. Questo è il punto dove l’illusione inizia. Un persona primitiva
è portata a pensare che la luna sia più grande del sole, disconoscendo che
l’apparenza di questi corpi è data dalla loro relativa distanza dalla terra.
“L’occhio
non può vedere se stesso, ma l’Intelligenza può percepire se stessa e anche
le altre…”. L’Anima conosce la propria conoscenza, e la conoscenza della
conoscenza, all’infinito, poiché c’è sempre qualcosa che sta più in alto.
Una persona senza centro magnetico, ha in potenza un centro magnetico che sta
sopra di lui, e sopra di esso un’Anima potenziale e così via…
Il nostro corpo si trova nel livello più basso, ma è proprio ciò a cui noi
diamo più importanza. All’interno del nostro corpo esiste questa “entità”
che non è condizionata dai sensi. Noi viviamo attraverso la vista, ma la parte
spirituale no. Qualcuno dice che gli occhi sono lo
specchio dell’anima, e
qualcuno può mostrare il proprio sviluppo spirituale attraverso di essi; senza
dubbio uno stato interno può essere “convogliato” dagli occhi, ma questa è
solo una bella storiella e niente più. Gli
occhi sono il corpo, e l’Anima è qualcosa di completamente differente.
L’Anima
ha la sua propria forma di percezione nella quinta dimensione, mentre i nostri
occhi operano nella terza dimensione. Noi possiamo parlare all’Anima
attraverso il pensiero, la preghiera, i mantra, ma per udire la nostra Anima
dobbiamo praticare il Silenzio.
Quando
l’Intelligenza viene separata dall’inganno della fantasia e
dall’immaginazione, non vi è più errore possibile; essa vede le cose per
quello che sono. Questa separazione è molto difficile, e la si ottiene
normalmente dopo la morte. Nel momento della morte, la gente diviene libera dal
proprio corpo e dall’attaccamento ad esso. Questo gli permette di vedere in un
modo completamente diverso da quando erano in vita. La gente è portata ad
identificarsi con il proprio corpo, e a pensare di essere quel corpo, ma quando
se ne liberano essi sanno che il loro io reale è qualcosa di diverso.
Durante
la morte continuiamo a vivere solo nel nostro lato spirituale, anche se una
certa quantità di essenza ereditaria ed essenza profonda rimane con noi. Dopo
la morte l’accento è sullo Spirito, finché in vita l’accento è sul corpo
o le menti. Dopo la morte, la maggiore componente che resta è lo sviluppo
spirituale che è stato fatto prima della frammentazione delle menti. A questo
punto noi saremo di fronte a tutto ciò che abbiamo fatto in questa ed altre
vite.
“Avete
ora realizzato che esistono due tipi di occhi, uno esterno ed uno interno; che
la forma appartiene ad un mondo, il mondo dei sensi,mentre la visione interna
appartiene ad un altro tipo di mondo, il mondo dei Reami Celesti…”
Ogni corpo possiede una vibrazione più sottile,
“l’ombra del corpo”, che ha una sua lunghezza di vita dopo la morte del
corpo fisico. L’Ombra del corpo delle persone spiritualmente morte esiste per
21 anni, e rimane legato a questo pianeta. Se avete un centro magnetico potreste
lasciare questo pianeta, e l’ombra del corpo svanirebbe, come un serpente che
cambia la pelle, lasciandola lungo il suo passaggio. Tutto ciò che esiste nella
terza dimensione ha un’Ombra che appartiene alla Terra. Gli scienziati
potrebbero un giorno, grazie alla teoria dell’antimateria scoprire questa
Ombra. Un altro modo per spiegare ciò consiste nel pensare ad esso come
un’atmosfera che circonda il vostro corpo. Anche se ciò non è normalmente
visibile, a volte potete vedere come una specie di foschia attorno ad una
persona. L’Ombra del corpo può essere descritta come parte della terza
dimensione poiché appartiene alla Terra, ma composto da vibrazioni più
sottili, e in qualche maniera appartiene anche alla quarta dimensione. Il mondo
degli oggetti che vediamo rappresenta la terza dimensione, mentre il mondo dei
pensieri lo chiamiamo quarta dimensione. In un certo senso l’Ombra del corpo
può essere intesa come una forma pensiero.
I pensieri di una persona spiritualmente morta, sono
accentrati tutti attorno ai desideri, e l’Ombra del corpo di questa gente è
sospesa nelle zone di pertinenza di quei desideri specifici.
Non bisogna confondere l’Ombra del corpo con l’aura. L’aura è più grande
e posizionata prevalentemente sopra alla testa, a volte giù fino alle spalle.
L’aura si forma a partire dalla ghiandola pituitaria, che attua come un canale
per le vibrazioni superiori che entrano o escono dal corpo. Le vibrazioni più
grossolane entrano dalla bocca, occhi, orecchie, naso e senso del tatto, ma
quelle più sottili dei mondi sconosciuti entrano per vie diverse. Vi sono molti
esercizi buddisti o induisti che insegnano alla gente a vedere l’aura.
Qualcuno potrà perché ha letto o sentito dire qualcosa sull’aura, sviluppare
una grande curiosità sul tema, così iniziano a cercare in quella direzione
immaginando eventualmente di poterla vedere. La maggior parte della gente ha
un’aura verde o porpora, ma quelli spiritualmente morti ne hanno una che va
dal porpora al nero.
In ogni caso vi è una corrispondenza tra mondo
inferiore e mondo di sopra, per cui non c’è una sola cosa nel mondo dei sensi
che non è simbolo di qualcosa che va oltre ( Il mondo è un’illusione, ma
quanta verità è celata in esso per chi sa vederla!).
Ghazzali spiega che la comprensione del mondo visibile ci porta alla
comprensione di quello non visibile.
Per poter sviluppare una vera comprensione. Dovete
innalzarvi oltre le normali percezioni.
Tutta la base del rendere il vostro corpo obbediente, consiste nel guadagnare
controllo sopra ai sensi. Quando corpo e sensi sono obbedienti, essi diverranno
passivi verso ciò che vi è di spirituale. Se il corpo è disobbediente, se
nessuno lo controlla, allora i sensi a loro volta disobbediscono o
deformano la realtà. Rendendo il corpo obbediente, guadagnate il controllo,
l’abilità di accendere o spegnere i sensi a vostro piacimento. Ovviamente non
si spengono sempre i sensi, poiché se volete sentire qualcosa avete bisogno
delle orecchie, ma potete se volete escludere il rumore inutile…
Su un certo piano il nostro corpo e la nostra mente fanno parte della Terra, che
a sua volta fa parte di Dio. I sensi operano sul piano della terza dimensione,
dunque all’interno di quella dimensione dovete usare i sensi. Ma quando una
persona prova ad utilizzare i sensi per entrare nel reame celestiale, allora
nascono i problemi.
Spesso la gente, mentre sta facendo un’esperienza
può essere presa e identificarsi con i sensi. Sono i propri desideri che
affiorano da una fantasia orientata verso il corpo e la materia. Nel conflitto
contro un desiderio o negatività psicologica date forma ad una vibrazione più
sottile, ed essa può riconoscere cose che voi nella vostra ordinaria vibrazione
non potete riconoscere. Pochi comprendo quando
esposto poc’anzi, cioè della generazione di vibrazioni più sottili grazie al
conflitto.
Il mondo dei sensi è solo un’ombra del mondo
celeste, dunque noi cominciamo ad un livello molto basso per poi risalire la
scala.
Trovate il Silenzio, o Dio, nel vostro cuore. Quando Ghazzali dice che il mondo
di sotto è un prototipo del mondo di sopra, essenzialmente vuole dire che tutto
è Dio. Dio vuole conoscere se stesso, così discende in frequenze sempre più
basse. Dalle profondità più profonde, alle altezze più alte, Dio prevale,
perché Lui è tutto. Questi estremi si incontrano in un Essere che è Dio.
Questo è il motivo per cui nella nostra scuola si sottolinea con forza la
necessità di rendere il corpo obbediente, e la personalità passiva allo
Spirito. L’intelletto può portarvi solo fino ad un certo punto, poi lo
spirito deve completare la vostra istruzione
e comprensione. Lo scopo per cui
bisogna negare la propria personalità, che fino ad un certo punto era attiva e
ci serviva, e renderla passiva alla volontà proveniente dall’alto (Anima,
Spirito), è appunto l’apertura verso questa nuova comprensione.
Praticando il Silenzio, si può temporaneamente quietare il rumoroso corpo,
creando così una possibilità per lo Spirito di manifestarsi.
Abdullah Dougan - The Glimpse - ed. Gnostic press
[1] Approssimativamente metà della popolazione mondiale è spiritualmente morta, cioè, sono nati senza un centro magnetico. Il centro magnetico è il seme dell’anima, lo stadio “infante” dello spirito. Man a mano che una persona lavora su se stessa sviluppandosi spiritualmente, il centro magnetico matura fino a diventare un’anima, per poi andare oltre…
[2] L’essere umano nr. 1, 2, 3 sono gli stadi dell’essere umano ordinario ed inconscio, dove uno dei tre centri o cervelli è predominante. L’essere umano numero 1è sotto l’influenza del centro motorio-istintivo- sessuale. Il numero 2 è sotto l’influenza del centro emozionale, il 3 sotto l’influenza del centro mentale ordinario. Il numero 4 ha sviluppato i tre centri ed acquistato un certo equilibrio. La sua anima ha maturato un Corpo Kesdjan. L’uomo numero 5 è equilibrato, mentre il numero 6 è perfetto, e il 7 è perfetto all’interno del sistema solare.