MAESTRI
E’
bene avere un qualsiasi Maestro. Se le persone non hanno la possibilità di
avere un Maestro, piuttosto che lavorare da sole, possono formare un gruppo di
lavoro, così i loro pensieri combinati con il gruppo stesso diventano il
Maestro, poiché secondo questo
insegnamento esoterico esiste qualcosa che è più profondo di ciò che si può
trovare negli insegnamenti ordinari. Certa gente, come gli indiani, che sono
cresciuti nella tradizione di questo insegnamento, avendo guru e sceicchi[1]
in loco, hanno il percorso già definito.
E’
accidentale l’attrazione che una certa persona prova verso un Maestro in
particolare?
La
gente viene in gruppi di lavoro come il nostro per le più svariate ragioni, ma
ovviamente essi cercano qualcosa. Normalmente si trova un Maestro per caso
(legge dell’accidente), e occasionalmente per fato (legge del destino)[2].
Prima
di entrare a far parte di questo gruppo, avevo sentito dire che bisogna trovare
un Maestro. Ho provato e scartato varie possibilità, e solo dopo avere
incontrato questo gruppo di lavoro, non avevo più dubbi nella mia mente. C’è
qualche modalità particolare attraverso cui ci viene detto che siamo al posto
giusto?
Se
una persona è veramente alla ricerca della verità, genererà di conseguenza
delle vibrazioni più elevate. Può succedere per esempio all’ inizio della
ricerca, e in quel momento la vibrazione del ricercatore
salirà di frequenza, calmando molti dei rumori interni, permettendogli
così di sentire la sua coscienza. E’ un assioma di questo lavoro che quando
l’allievo è pronto, il Maestro appare.
Quanto
si può imparare dai libri? A volte quando ho una domanda, la risposta mi si
presenta attraverso un libro che mi capita tra le mani.
I
libri sono importanti, dipende come li usa il lettore. Alcuni sono dei maniaci
della lettura, leggono tutto ciò che possono trattenendo ciò che gli interessa
in parte per curiosità e in parte perché gli piace avere qualcosa senza
fatica. Noi crediamo che gli esseri umani sono come dei computer; bisogna
riempirli di dati, poi, grazie alla vostra comprensione, si può cominciare a
tirare fuori del materiale da dentro di voi stessi da ciò che è stato “introiettato”.
In molti casi, la gente ha bisogno di leggere per molti anni, poi però devono smettere di leggere e cominciare a lavorare
praticamente su se stessi!
L’aspetto
negativo esistente nell’usuale maniera di utilizzare i libri, provoca nelle
persone un blocco verso il
lavoro pratico poiché essi estraggono tutto dai libri.
E’
valido essere stimolati dai libri, ma poi dovete
far passare ciò attraverso voi stessi. Più volte vi ho detto di non dover
credere a tutto ciò che vi viene detto in questi incontri, semplicemente
mettete ciò dentro alla vostra testa, e poi cominciate a pensarci su. Se vi
trovate della verità, essa verrà fuori come tale. Una persona che è
insaziabile nella lettura di libri che riguardano questo lavoro, limiterà se stesso per un
lungo periodo di tempo poiché le sue domande si formeranno e dipenderanno più
dai libri che non dall’interno di se stesso.
Come
appartenenti alla Via Sufi, noi crediamo che voi dovete fare il lavoro per voi
stessi, non è possibile girarci attorno. Se avete scelto di affrontare il
compito di diventare una persona illuminata, dovete farlo per voi e da voi
stessi. Dovete guadagnare fiducia in voi stessi.
Nell’arco
di una vita si ha un solo Maestro?
Alcune
Scuole, come quella indù, dicono che il tuo primo guru sarà l’unico guru, e
sotto un certo punto di vista ciò è vero. Ma anche vostra madre o vostro
padre, in una certa maniera, possono essere il vostro primo guru perché
dicendovi di andare alla scuola domenicale possono darvi qualcosa di speciale da
fare, nel caso foste cattolici, vi
insegnano a pregare alla Vergine Maria, e in questa maniera avete ricevuto il
vostro primo Mantra. Abdullah non crede che una persona abbia un solo guru. Se
qualcuno di voi accetta Abdullah come suo Maestro – impegno che prendete
dentro voi stessi- , poi andate in un altro paese e contattate un altro Maestro,
se Abdullah è stato un vero Maestro, quella persona lo vedrà nel suo nuovo
Maestro.
Il
Maestro accetta sempre l’allievo?
Molti
Maestri no. Gurdjieff per esempio non accettava chiunque, ma questo per ciò che
riguarda Abdullah non è corretto, poiché chi siamo noi per giudicare gli
altri? Abdullah accetta chiunque senza esitazione,
come può un Maestro giocare ad essere Dio e dire che questa persona può
entrare e l’altra no? L’esperienza personale di Abdullah acquisita nei
lunghi anni di insegnamento ha mostrato che delle molte persone che vengono, un
certo numero poi se ne vanno. Noi non rifiutiamo nessuno, essi se ne vanno.
Cosa
succede se il numero degli allievi diventa tropo alto?
Allora
il Maestro non potrà più insegnare individualmente.
Necessariamente
una persona molto evoluta deve diventare Maestro?
Dietro
ad ogni persona evoluta c’è sempre qualche Maestro. Un “uomo nr.6”[3]
ha avuto senz’altro un Maestro, anche se questi era un “uomo nr.1, 2 o 3”.
Dopo
che una persona è diventata un
“uomo nr.5” ogni altra iniziazione proviene dall’alto. Ma esattamente
come parte della sua iniziazione un “uomo nr.5 “ ha un agente umano,
così l’iniziazione di “uomo nr.4” ha una parte che proviene dall’alto.
Il contatto deve seguire certe linee. Se una persona è un Sufi, egli
deve essere in contatto con un altro Sufi. Se è un buddista zen, starà con un
maestro zen.
Bisogna
guardare al Maestro come i figli guardano i genitori?
E’
corretto vederla in questa maniera. Abdullah guarda verso il suo Maestro dal
basso verso l’alto, rispettando sia lui che chi verrà dopo.
Fino
ad un certo livello un praticante ha un insegnante in carne ed ossa, in seguito
avrà altri Maestri, all’interno di se
stesso!
Quali
sono i doveri principali di un allievo vero il suo Maestro?
Il
dovere più importante consiste nel servire Dio[4].
Il Maestro non è poi così importante. E’ Dio che dovete servire, e
il modo migliore per servire Dio consiste nel servire il vostro prossimo. Così
in questa maniera voi servite il Maestro. Non c’è gloria o fama per il
Maestro stesso, se ha la corretta attitudine.
Sfortunatamente
pochi Maestri distruggono il loro ego prima di cominciare ad insegnare, e tutta
la situazione farà diventare il loro ego sempre più grande.
E’
facile restare bloccati nella manifestazione umana del Maestro, ricercando
affermazione, ricompensa, fino a quando non si capisce che
in realtà la relazione è verso Dio attraverso il Maestro.
Ciò
è corretto. Non dovete lavorare su voi stessi per diventare un grande capo,
L’impegno
verso un Maestro aumenta con il tempo, oppure no?
Questo
impegno è fatto dentro di voi stessi. Se una persona era agnostica e ad un
certo punto della sua vita comincia a credere in Dio, egli ha fatto il suo
impegno di fede verso Dio, ma poi ci sono altri impegni.
Alcuni
anni fa mi sentivo impegnato, ora invece mi sento impegnato in una maniera più
profonda…
Alcuni
anni fa tu hai accettato Abdullah come Maestro, e questo forte impegno che tu
senti ora significa che hai elevato le tue vibrazioni, passando dalla conoscenza
alla comprensione. Noi siamo qui per
trovare la Verità. Tu puoi dire: “Si, è vero.”, e questa affermazione
un anno dopo può avere un impatto più forte di quella avuta oggi. Questo
accade perché hai elevato le tue vibrazioni –la verità è la stessa-. Il
modo di come noi trasmettiamo questo insegnamento, è privo di segreti. Abbiamo
da sempre detto che innanzitutto dovete rendere il corpo
obbediente, poi rendere la personalità[5]
più forte, fino a che non è in uno stato di grande forza. Qui non c’è
nessuno che è andato oltre questo punto. Dopo che avete lavorato con il vostro
corpo per un certo periodo di tempo, diciamo uno o due anni, ciò che diventa
importante sei TU, e così pensi: “ Non pensavo che rendere il mio corpo
obbediente era una cosa così grandiosa.” Questo indica che hai elevato
leggermente le tue vibrazioni rendendo la tua personalità più forte. E’ un
processo graduale.
Gli
allievi possono diventare dipendenti dal Maestro?
Certamente
essi dipendono dal loro Maestro. Ciò viene chiaramente illustrato nel libro
“Gurdjieff questo sconosciuto” di Margaret Anderson, una delle allieve di
Gurdjieff. Una volta Neil[6]
commentò a Mr. Nott, che molti
allievi diretti di Gurdjieff lo consideravano un Dio, al che Mr. Nott
spiegò che Gurdjieff ne era consapevole e che aggiunse meglio lui che qualcun
altro. Al Maestro non interessa se gli allievi dipendono da lui o meno, ma
cercherà sempre di spingerli verso e dentro loro stessi, motivandoli a lavorare
per conto proprio.
Molti
allievi sembrano aver paura del loro Maestro.
Questo
perché agli allievi non piace sapere che il Maestro li conosce molto bene. Per
il Maestro ciò è un complimento, poiché significa che l’allievo ha compreso
che il Maestro può sapere delle cose su di lui. Un Maestro valido riesce a
sapere dei suoi allievi non appena questi entrano nella sua orbita di lavoro,
senza doverli necessariamente conoscere individualmente.
Io
penso che qualsiasi cosa imparata senza un Maestro, tende all’arroganza,
mentre imparare con un maestro di bassa qualità, ti può aiutare a capire che
c’è qualcosa di più elevato.
In
quel senso può essere di aiuto, ma anche un cattivo maestro ha occasionalmente
la possibilità di portare una persona verso
una comprensione di se stesso. Esistono persone che insegnano perché sono
posseduti da dei così detti “Goaffadh
Birds”[7],
e qualsiasi cosa essi insegnano rende il loro ego sempre più grande e forte.
Anche se essi sono sulla Via errata, possono
dare quella spinta sufficiente a
quei due o tre dei loro mille
allievi che grazie a ciò ricercheranno oltre. Un cattivo Maestro può portarti
fino ad un certo punto, poi la tua coscienza risvegliandosi ti farà
vedere il giusto Maestro.
In
quale stadio un Maestro può essere influenzato da un Goaffadh Birds?
C’è
una persona in particolare che mi viene in mente del quale ho letto alcuni libri
ma di cui non dirò il nome. Questa persona prese in India dei corsi del tipo
“pentola a pressione” del nostro stesso insegnamento, riuscendo a rafforzare
considerevolmente la sua personalità, il suo ego e la sua conoscenza esoterica.
Quando
la personalità diventa forte, l’ego a sua volta si rafforza?
Al
tuo attuale livello di sviluppo, è possibile dire che il tuo corpo e l’ego
sono la stessa cosa. Soltanto in seguito l’ego prende una sua propria identità,
ma anche allora sarà sempre connesso/identificato con il corpo . Tu puoi dire
che quando cerchi di rendere il corpo obbediente, rendi l’ego obbediente nello
stesso tempo. Una persona nello stato di Falso Maestro, può rendere il suo
corpo obbediente in alcune aree, ma in
altre aree no, e così da vita ad un ego ancora più grande , un’altra idea
immaginaria di se stesso. Questa immaginaria idea di se stesso come Maestro, un
Santo che può operare miracoli, è
quanto di più pericoloso ci sia. Fino a che non si ha distrutto l’ego,
molti maestri cadranno in questa trappola, ricordatevi nei Vangeli, Cristo fu
tentato con il potere.
Ovviamente
è un punto critico quando una persona ha reso la personalità forte, ma l’ego
è ancora di casa…
Questo
è il significato della storia della tentazione di Cristo. Gesù era un uomo
molto potente, e Satana lo tentò con il potere su tutte le cose materiali.
Mentre
una persona sviluppa il suo Ego, le vibrazioni negative diventano a loro volta
più forti?
Dunque…
la vanità diventa più forte. Nel suo egotrip pensa di essere qualcuno, mentre
un vero Maestro sa di non essere nessuno.
C’è così tanto sopra di lui, che penserebbe di valere meno di niente.
I
Falsi Maestri, in questo livello, hanno molto potere o dominanza sulla propria
personalità?
A
quel punto essi possono considerarsi finiti, perché sono completamente sotto il
dominio di qualche Goaffadh Birds. Nel Cristianesimo si chiamava demonio, ma in
realtà è quasi la stessa idea.
No, essi non avrebbero necessariamente potere
o dominanza come “caratteristica principale della loro natura”.
Lo
scopo principale per cui un Goaffadh
Birds prende possesso di una persona, è quello di aumentare la negatività?
Questo
è corretto. Conducono alla pazzia…
E’
corretto essere sospettosi di Maestri che dicono di essere il Messia, o un
essere perfetto?
Definitivamente
direi di si.
…e
anche di quei Maestri che dicono che non c’è da sforzarsi, che non bisogna
fare niente?
Si,
sono sempre la stessa cosa. Anche oggi si possono vedere alcuni guru indiani che
dicono alla gente che non devono sforzarsi, e che seguendoli essi verranno
liberati dal loro ego. Tutte queste sono cavolate, poiché liberarsi del proprio
ego è la cosa più difficile che una persona può fare in tutta la sua vita.
Un
Maestro parla così perché non capisce, o perché vuole avere tanti seguaci?
Normalmente
egli è convinto che ciò che dice sia la verità. Dall’altro lato abbiamo per
esempio i Sufi che da sempre dicono che l’ego deve essere distrutto, e ogni
sceicco vi dirà la stessa cosa.
Qualcuno
dice che è possibile guardare a qualsiasi persona come un possibile Maestro…
Questo
è corretto. Orage disse che ogni uomo è un libro. Neil prese questo detto
molto a cuore, e Abdullah pensa che ciò sia vero. Se tu sei una persona saggia,
accetterai il fatto che ogni persona può insegnarti qualcosa.
A
quale età un ragazzo può essere introdotto all’idea di Maestro?
Tutti
i genitori sono i Maestri dei propri figli, e tu dovresti sempre ricordati ciò
e comportarti da Maestro verso i tuoi figli, in senso temporale come spirituale.
Questa è la funzione di un genitore.
Se
un figlio ha un centro magnetico, ad un certo punto andrà alla ricerca di un
Maestro. L’iniziativa deve essere presa dal genitore o dal ragazzo?
E’
bene far sapere al figlio cosa e come uno lavora su se stesso, poi più o meno
all’età di 12 anni il ragazzo potrebbe sentirsi attratto dal Lavoro pratico
su se stesso. A volte un ragazzo i cui genitori lavorano su se stessi, potrebbe
all’età di 12 anni allontanarsi da loro, e questo indicherebbe che è privo
di un centro magnetico. In alcuni casi, se il genitore spinge il figlio verso
una certa direzione, egli fuggirà nella direzione opposta. Potete solo indicare quale Via seguire, ma non si può forzare nessuno.
Lei
ha detto che in questo lavoro bisogna sapere fare la domanda giusta Può il
Maestro per compassione dare all’allievo quello che ha bisogno anche se non
fa la domanda giusta?
Ogni
essere umano e ogni Maestro devono avere la propria idiosincrasia. Maestri veri
insegnano con modalità differenti, alcuni danno sempre, altri meno. Alcuni
lavorano come stiamo facendo noi qui ora, stimolando l’allievo a fare da solo,
la domanda e la risposta scorrono incessantemente
tra Maestro ed allievo.
Quando
abbiamo iniziato questo “gruppo”, Neil non era il Maestro, ma solo il
capogruppo, e di volta in volta continuavo a dire alla gente cosa fare senza che
qualcuno mi chiedesse niente. Quando Abdullah cominciò a conoscere di più,
capii che Neil stava sbagliando completamente. Ora io aspetto che venga fatta la
domanda, prima di rispondere. Se qualcuno si trova in gravi condizioni, io posso
intervenire senza che questi sappia niente di tutto quello che sto facendo per
lui, ma il nostro metodo richiede che l’allievo faccia delle domande. Non è
che qua si vuole fare i furbi, ma se una persona riceve un’informazione senza
aver fatto la domanda, nove volte su dieci egli dirà: “Si, lo so.”, ma in realtà non sa
proprio niente. Egli sente le parole provenire da Abdullah, ma egli non le
comprende.
Se
invece riceve una risposta ad una domanda che lui stesso ha estratto dal suo
interno, ha una maggiore possibilità di comprendere. Quando Abdullah vuole
sapere qualcosa, prima di tutto formula la
domanda dentro se stesso. Se questo non accade, le forze esistenti al nostro
interno non conducono volontariamente l’informazione,
che passando involontariamente va in qualsiasi altra parte dell’essere.
Dobbiamo
elevare le nostre vibrazioni ad un livello dal quale possiamo vedere il problema
per comprendere la domanda da porre.
Come
disse Oudspensky, prima di uscire dalla prigione, devi sapere di esservi
rinchiuso. Questo è il punto dove quelle persone che acquistano conoscenza dai
libri hanno dei problemi. Essi leggono e leggono, e le domande che nascono dai
libri, sono domande dell’apparato
formatorio.
Gurdjieff,
Orage, Oudspensky, non risponderebbero mai a domande di questo tipo, mentre noi
le abbiamo sempre risposte perché penso che questa risposta verso l’apparato
formatorio può condurre la persona verso un’altra domanda, che nasce dal suo
interno, oppure può aiutare qualcuno che sta ascoltando.
Se
aiuta qualcun altro, questi può ricevere più di quello che sta domandando…
Se
il cappello è delle dimensione giuste, mettitelo e buona fortuna!
Uno
degli attributi di un buon Maestro consiste nell’avere a sua volta vissuto il
problema dei suoi allievi, può dunque parlare dalla sua esperienza personale?
Si,
ciò è molto importante. Chiunque sia nato in questo pianeta, passa
attraverso certe negatività. Nel caso di Neil c’è stata molta violenza,
irascibilità, cattivo temperamento…, un’altra persona avrà altre cose, ma
ogni essere umano prima o poi assaggia tutte le negatività, in qualche grado,
così un Maestro può parlare con fiducia di se stesso, come gli allievi.
Per
molti mesi, dopo che lasciavo queste sedute, mi sentivo molto stimolato e a
disagio, perché?
E’
a causa dell’attrito delle differenti vibrazioni. Se una persona da qualcosa
durante queste sedute, riceverà in cambio qualcosa d’altro, ma non ci sarà
pace, almeno per il momento. Egli sarà stimolato in un’altra maniera, e a
volte ciò potrebbe agitarlo.
Quando
cominciamo a lavorare su noi stessi, ciò che vediamo sembra molto scuro.
NO,
ciò non è vero. Semplicemente si comincia con il vedere ciò che è sempre
esistito, ma prima non lo vedevi. Alcuni dicono ad Abdullah che essi non
immaginavano di essere così negativi, e che si sentono peggiorare, e io non
posso dire altro che siete molto fortunati poiché vi state
svegliando.
segue a pagina 2
[1] Sheikh e Shaikh sono tradotti generalmente con sceicco, ma il primo è il capo politico di un gruppo, mentre il secondo è un capo spirituale.
[2] La legge dell’accidente e quella del fato o destino sono 2 delle 48 leggi che governano la vita dell’uomo su questo pianeta. La legge dell’accidente governa completamente la vita dell’ uomo non ancora conscio, mentre l’altra è solo per coloro che sono consci. Tratteremo questo tema più specificatamente in uno dei prossimi incontri.
[3] Esotericamente parlando il percorso evolutivo dell’essere umano viene suddiviso nella seguente maniera: uomo nr. 1, fisico; 2, emozionale o astrale; 3, mentale; 4 kesdjan, emozionale superiore, 5, mentale superiore; 6…;7…. Questa opinione serve fondamentalmente a stimolare gli esseri umani a guardarsi da un punto di vista differente da quello solito, Potete paragonare l’uomo ad una cipolla composta da vari strati esistenti tutti nello stesso tempo e spazio. Questo tema verrà affrontato in uno dei prossimi incontri.
[4] Il concetto esoterico di Dio poggia sull’assioma che tutto è vibrazione, compreso Dio stesso, che viene visto come una vibrazione di altissima frequenza dalla quale in senso discendente si è poi manifestato tutto il creato. Bisogna far lo sforzo di guardare a Dio da un “punto di vista” differente da quello dell’uomo comune, altrimenti si viene fuorviati.
[5] Dipende da cosa si intende per personalità. La personalità superficiale è l’ego. Più in profondità ci sono i tre cervelli (eterico), e ancora più in profondità le tre menti( astrale). Abdullah definisce “essenza profonda”, quella qualità che ci si è portati dietro dalle vite passate in questa. Ciò che si eredita dai genitori si chiama invece; essenza ereditaria.
Queste due qualità, combinandosi con la vostra esperienza fatta in questa vita, danno vita alla personalità.
L’aspetto energetico che nasce da questa esperienza può essere chiamato “Anima”, mentre l’aspetto fisico può essere chiamato “Personalità” ( nel testo inglese name part). L’attività di queste manifestazioni, specialmente la parte più superficiale della personalità, danno vita a qualche idea immaginaria di noi stessi, e questo è l’ego.
[6] Neil ed Abdullah sono la stessa persona. Viene usato il nome Neil per indicare colui che attua nel periodo prima di realizzare se stesso e diventare lo sceicco Abdullah Isa Dougan. Nello scrivere Abdullah parla sempre in terza persona per meglio sottolineare la sua disidentificazione dall’ego.
[7] Con questo termine Abdullah indica delle entità esistenti su altri piani (Jinns in arabo), che possono prendere in possesso una persona. Non sono da confondere con gli “elementari” della Teosofia, ma simili ad essi. Anche questo tema verrà trattato più dettagliatamente in seguito.