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L’OSSERVATORIO

 

 

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No name Taiji

Il Sistema 

I LIVELLI

ARTE MARZIALE SUPERIORE

Perche' una scuola esiste

Mr. TG e IL GRUPPO

DOVE INCONTRARCI

Lettera 
di Benvenuto

 

Egregio ricercatore,  
                              anche se non ci conosciamo a nome mio e dell’Associazione Le porgo un cordiale benvenuto.
          Lei non vi è giunto per caso, e per questo merita di sapere qualcosa di più sui motivi che ci hanno spinto ad edificare questo sito.  
La nostra Associazione si ricollega alla parte più laica del lavoro pratico su se stessi, rinunciando agli scopi umanitari in favore di quelli umanistici. Tendiamo all’esperienza, alla comprensione e conservazione di un complesso di tecniche utili per la formazione di un essere umano degno di tale nome.  
Noi non creiamo tesori, ma custodiamo quelli che già esistono perché altri possano ritrovarli. Tali ricchezze si rivelano solo a quanti hanno gli occhi per vederli, e pertanto non c’è pericolo di furti.  
Contro la cieca profanazione è comunque necessaria una costante vigilanza.  
Lo scopo della nostra opera è quindi tramandare, ma per poter far ciò bisogna comprendere ed è per questo che oltre alla teoria occorre la pratica, oltre alla cultura l’emozione, oltre la conoscenza, la saggezza.  
Ogni forma di ricerca dovrebbe spingere l’essere umano a guardare sia in alto che nelle proprie profondità, scoprendo così tanto i principi universali che le parti individuali di se stesso.

  Così in alto, così in basso.

                 Non siamo una società esoterica, ne una scuola di arti marziali, e quell’aria un po’ snob che mostriamo serve a tenere lontani codardi e  poveri di spirito. Non abbiamo nemmeno un ordine gerarchico, anche se è innegabile che la condivisione di conoscenza e di metodo porti molto vicino ad una condizione iniziatica.  
Ci interessa l’investigazione e la preservazione di una Sistema nella sua completezza, anche se abbiamo ben presente che l’universo si basa sulla molteplicità. Si parla quindi di ricerca, di mantenimento, non di diffusione, in quanto noi non possiamo insegnare nulla a nessuno e men che meno vorremmo insegnare qualcosa che si apprende da soli: come e perché si vive!

Il sistema da noi utilizzato, rifugge dalla passività mentale, ed è teso a creare contenuti, oltre che a scandagliare le forme. Dottrina e pratica, pensiero ed azione, penna e spada.  
Siamo al servizio degli ideali del buon gusto e buon senso, ma siamo anche dei guerrieri in difesa di un’etica ormai in via d’estinzione. L’essere umano può definirsi NOBILE quando alla  “cosa qualsiasi” antepone la “cosa giusta”, ed il presente raggiunge una tale concentrazione che il “qui ed ora”, appaiono più forti del “sempre ed ovunque”. 
Esistono esseri umani interessati alla comprensione delle cose quanto e più che al loro possesso.
Di loro il mercato non si interessa, perché sono pochi ed inafferrabili.
Poiché guardano alla qualità, sono nemici naturali di un tempo fondato sulla quantità. Isolati e combattuti, il numero degli Esseri Umani Nobili tende a scendere al di sotto della soglia in cui la loro cultura non potrebbe riprodursi.  
Per questo abbiamo sentito l’esigenza di erigere una riserva naturale per questa specie minacciata, per questi individui che condividono pregi di cui non si parla e difetti che la società non vuole più accettare.  
A questo sito prevalentemente in lingua italiana, si collegano oltre 20 nazioni, dove si sono innestati i semi di questo sistema che fa riferimento a Patrick Kelly della Nuova Zelanda, che come me ha studiato presso la scuola del Gran Maestro Huang Xiang xian, nel Borneo malese. Kelly ha studiato con Huang per ben 20 anni, con lo Sceicco Abdullah Isa Dougan del sistema sufi Naqsbandi, fino alla morte del medesimo, e con il guru indiano Mouniji Maharaji del Rajasthan.

Ciò che Lei troverà in questo sito non è ancora completo né come struttura, né come materiali. Alcune cose che Lei vedrà dureranno come pietre di un castello vero, altre costretti dai loro obiettivi immediati a cambiare faccia quando più lo si terrà opportuno. Il nostro Lavoro segue dei metodi connessi tra di loro da un filo conduttore, dando così vita ad un sistema, piuttosto che rappresentare un Maestro o un Insegnamento morto.  
Volontariamente il nostro sistema non è stato indirizzato alle masse, ma agli individualisti, alle persone mature, adulte. Tutto è governato da una concezione umanistica fondata su veri valori etici, che noi non abbiamo alcuna ritrosia a definire “Ideali” e che pertanto non contemplano l’atarassia del “politically correct”. Semplicemente SONO.  
Il fatto che qui trovate riuniti insegnamenti come taoismo, sufismo, induismo, non significa che stiamo “mescolando” ciò che abbiamo trovato nell’orto, per poi offrirvi una buona zuppa!  La trappola del “dualismo” nel sostituire alla dottrina dell’Unità la molteplicità, condanna l’essere a muoversi nell’ambito della confusione e della divisione,  rendendolo incapace di superare un’opposizione che nasce da una prospettiva invero tutta filosofica e per niente affatto “iniziatica”.  
Il dualismo è la radice comune della perversione di tutte le correnti che, in origine esoteriche, nell’esteriorizzarsi, nel volersi trasformare in qualche modo in “sistema religioso” offerto a tutti indiscriminatamente, hanno finito con il degenerare, finendo con il costituire il supporto di un’opera di sovversione e di travestimento della Tradizione di cui non siamo ancora certi di poter apprezzare tutte le conseguenze. Ciò è particolarmente vero per tutta una corrente dello gnosticismo che, non a caso, conserva tuttavia un suo deposito “esoterico”.

Quando si tratta della “Dottrina Tradizionale, le individualità non contano nulla e devono sparire completamente.
Inoltre, non esiste nessuna “conversione”; chiunque abbia coscienza dell’Unità essenziale delle tradizioni, è per questo “inconvertibile” a qualsivoglia cosa, ed è di fatto il solo che lo sappia. Può, invece, “installarsi”, se è possibile esprimersi  così, in questa o quella tradizione secondo le circostanze, e soprattutto per delle ragioni di ordine iniziatico.
Il fatto di essere stato o meno in Cina o India, non ha assolutamente nessuna importanza per ciò che concerne la comprensione “interiore” delle dottrine.
Infatti dal punto di vista tradizionale, ogni autentico “itinerariun ad Deum”, è sempre superiore a qualunque “itenerarium ad loca santa”, per quanto importanti questi siano.

Tutte le volte che lo psichico viene scambiato per lo spirituale, si tratterà di una parodia della spiritualità, o meglio di una imitazione in senso inverso, di modo che a tutti gli effetti siamo di fronte ad una”spiritualità-alla-rovescia”.
Ecco cos’è in realtà il “rinnovamento  spirituale” di cui taluni, talvolta inconsapevolmente, annunciano con insistenza il prossimo avvento, e anche la “nuova era”, in cui si tenta con tutti i mezzi di introdurre l’umanità attuale. Quando si vede come la gente sia sempre disposta ad accordare ad occhi chiusi la più completa fiducia a tutte le divulgazioni di un semplice “medium”, soltanto perché convalidate da “fenomeni”, come stupirsi se la seduzione dovrà essere pressoché generale?
E’ per questa ragione che non si ripeterà mai abbastanza come i “fenomeni” in se stessi, non provino assolutamente niente quanto alla verità di una dottrina o di un qualsiasi insegnamento, e come sia proprio questo il campo per eccellenza della “Grande Illusione”, ove tutto ciò che appare a certa gente come segno di “spiritualità” può essere sempre simulato e contraffatto dal gioco delle forze inferiori in questione… ma come farlo capire alla mentalità “sperimentale” dei nostri contemporanei, mentalità la quale, dopo essere stata manipolata dal punto di vista “scientifico”, diventa finalmente uno dei fattori che possono contribuire nel modo più efficace al successo della spiritualità-alla-rovescia?

Il neospiritualismo, e la “pseudo-iniziazione” che ne deriva sono una parziale “prefigurazione” della spiritualità-alla-rovescia anche da un altro punto di vista: intendo riferirmi alla segnalata utilizzazione di elementi autenticamente tradizionali in origine, ma deviati dal loro vero significato e posti in certo qual modo al servizio dell’errore: questa deviazione è in definitiva l’incamminarsi verso il capovolgimento completo.

Festina Lente
Tiziano Grandi