8000 anni di Storia
Oltre all’aspetto esteriore di molte tradizioni, esiste una realtà “interiore”, un insegnamento “spirituale” che le connette tutte e che scorre attraverso la storia del nostro pianeta in ondate cicliche. Il presente periodo evolutivo spirituale ha avuto inizio 8000 anni fa in Mesopotamia. Quel nuovo “inizio” si può far coincidere con la comparsa di abitazioni permanenti, la lavorazione artigianale della ceramica, la coltivazione e l’irrigazione del terreno... Fu quello il periodo in cui nacque e si sviluppò l’insegnamento di Zoroastro (da non confondere con il più conosciuto storicamente Zarathustra). Il suo Insegnamento fu alla base di un nuovo modello spirituale, che attualmente sta raggiungendo il suo apice.
Come tutti sanno, le società vanno e vengono. Qualcuna si eleva di più sul piano sociale, altre su quello scientifico, ma tutte prima o poi declinano.
Questo cambiamento di condizioni crea una varietà di “terreno di allenamento” per lo sviluppo dell’anima individuale. Qualche traccia del periodo prima di Zoroastro, ca. 10/12.000 anni fa, alla fine del Neolitico, si può ancora rinvenire nelle credenze e nelle pratiche spirituali di quei gruppi etnici rimasti isolati dalla sorgente dell’ondata attuale. Questo “residuo di conoscenza” è conservato all’interno di società antiche da preti/sciamani, che assumono su di sé la funzione di intermediari tra il mondo dei vivi e quello dei morti. La loro pratica include l’esorcismo, la guarigione miracolosa, la chiaroveggenza, la magia e l’adorazione di deità antropomorfiche.
Lo sviluppo dell’intelletto umano negli ultimi 8000 anni ha “tagliato fuori” molta gente dalla propria sensitività verso questi tipi di “mondi inferiori”, lasciandoli però liberi e capaci di una responsabilità individuale, che ci permette di cercare qualcosa di più profondo.
Questo fu lo sfondo sulla base del quale cominciò a delinearsi l’insegnamento di Zoroastro.
Dalla sua iniziazione molti validi maestri si sono alternati e susseguiti sulla scena e, anche se il passato ci è per alcuni tratti ancora particolarmente oscuro, dalle attuali scoperte archeologiche e da certe evidenze linguistiche, possiamo facilmente supporre che intorno al 3000 a.C. l’insegnamento interno si è diffuso dalle comunità sumere della valle dell’Eufrate, alle comunità della valle del Nilo, dell’Indo e del Fiume Giallo, in un percorso che quindi dall’Egitto si è spinto fino all’India e alla Cina, dando vita, nei successivi 250 anni, a grandi cambiamenti. L’Egitto fu unificato sotto le varie dinastie dei Faraoni, durante il cui dominio fecero la loro comparsa i geroglifici e l’insegnamento esoterico si impose saldamente. Nella vallata dell’Indo nacque l’insegnamento dei Veda, il sanscrito si sviluppò a partire dal linguaggio della cultura proto-indo-ariana. In Cina presero forma i caratteri pittografici e, attraverso di essi, venne raccolto e tramandato l’insegnamento dell’Imperatore Giallo Huang Di, padre di tutto l’esoterismo cinese.
Nel frattempo, in Mesopotamia, Gilgamesh e i suoi scritti diedero vita alla sua leggenda.
Nei
successivi 2500 anni, l’insegnamento si diffuse dalla Cina verso il sud della
vallata del Fiume Giallo; anche il lignaggio dell’insegnamento indo-ariano si
spinse verso sud, dando vita alle Upanishad e alla formulazione
dell’insegnamento Indù. L’Egitto, unificato sotto i Faraoni, rese stabile
l’insegnamento. Poi con il profeta Abramo ( ca. 1800 a.C.) nato e cresciuto in
Mesopotamia, l’insegnamento interno si mosse verso Occidente, via Egitto e
Grecia, con gli Gnostici e gli Esseni. Fu alla fine di questo ciclo – intorno
al 500 a.C. – che apparvero i grandi saggi: Buddha in India, Lao Tze in Cina,
insieme a tutta la scuola ellenica (Pitagora, Socrate, Platone,…)
Tutti i maggiori insegnamenti genuini attuali hanno la loro radice comune in una di queste tre grandi scuole e in Zoroastro. L’insegnamento Indù si stabilì in India e si diffuse ad est sotto la guida del Buddha. L’insegnamento Taoista si stabilì in Cina, per espandersi poi a sud-est, sotto l’insegnamento di Confucio. L’insegnamento originale Egizio, Greco e Mesopotamico, sotto la distante influenza di Abramo, diede vita all’insegnamento proto-sufi, che dilagò ben oltre quei confini per cristallizzarsi nell’insegnamento ebraico, cristiano e islamico.
I Sufi
Il padre del Sufismo moderno è Hazrat Alì - 599/661 d.C. - nipote del profeta Maometto. Anche se il tentativo di riunificazione degli insegnamenti esterni e frammentari di Abramo (ebraismo e cristianesimo) si deve agli sforzi del Profeta Maometto, è stato Hazrat Alì che ha stabilizzato come “metodo Interno dell’Islam” gli antichi insegnamenti esoterici di Zoroastro e Abramo.
I
Sufi posteriori ad Hazrat Alì, attraverso la segretezza e a dispetto della
persecuzione da parte delle altre religioni “esteriori”, si preservarono per
500 anni, fino a quando un’influenza straordinaria quanto nascosta prese campo
intorno al XII secolo, con lo scopo di rigenerare le forze dietro religioni
quali ebraismo, cristianesimo e islamismo.
Questa
influenza, che per esempio in Europa diede vita ai “Rosa Croce”, stimolò
l’espansione delle scuole Sufi, trovando espressione in grandi figure come
Jelaludin Rumi (1207/1273), Attar di Nishapur (11??/1229), Hakim Sana’i
(1069/11??), Al Ghazali (1058/1111), Bahauddin Naqshbandi (13??/ 1389). Mentre
l’insegnamento di Ibn el Arabi (11??/1240) influenzò il cristianesimo
esistente in Europa. Dove l’Islam era fortemente presente, i Sufi cominciarono
ad insegnare all’interno di quella religione. In realtà, ovunque le
condizioni sociali o geografiche lo permettevano, i Sufi, scrollandosi di dosso
l’abito religioso, trasmettevano l’antico insegnamento direttamente.
Pratica centrale delle scuole sufi è lo “Zikhr”, il Ricordo. Esternamente è praticato come “ricordo di Dio”, attraverso un canto di gruppo silenzioso, mentre internamente viene praticato come “Ricordo di Sé”, per cercare di risvegliare attraverso uno stato di semi-trance la consapevolezza della Mente Profonda.
Il Taoismo
La tradizione del Dao (Via o Percorso) fu formulata da Lao Tze nel 500 a.C. circa. Non è chiaro se Lao Tze fosse una singola persona o se piuttosto dietro a questo nome si raccogliesse un gruppo di saggi che sviluppò il nuovo insegnamento sulla base di quello più antico dell’Imperatore Giallo Huang Di.
Il
Taoismo si “esteriorizzò” attraverso gli insegnamenti di Confucio, più o
meno nella stessa epoca. Circa mille anni dopo, il buddismo cominciò ad
espandersi con forza in Cina, incontrando e mischiandosi con l’autoctono
Taoismo, dando così vita al Buddismo Ch’an (Zen). Come Via per la ricerca
dell’equilibrio, vale a dire espressione pratica di principi interni, i
maestri della tradizione taoista includevano anche l’allenamento delle Arti
Marziali, come per esempio il Taiji Quan.
L’insegnamento
Taoista enfatizza valori come la Naturalezza, prendendo come modello la Madre
Terra. Il metodo principale consiste nell’accumulare e raffinare la cosiddetta
“Forza Vitale” – QI. Esternamente si pratica attraverso movimenti
fisici e respiratori. Internamente l’accento è posto sulla concentrazione
verso la “Mente Profonda” – XIN. La meta viene definita come “Immortalità”,
intesa nel senso di una cristallizzazione del corpo energetico, grazie al quale
sarà possibile supportare indipendentemente la Mente Profonda, liberandola dal
corpo fisico.
Tra
il sufismo e il taoismo esiste una forte empatia. Entrambi sottolineano
l’importanza di sviluppare se stessi mentre si vive una vita normale: “In
questo mondo, ma non di questo mondo…” è un tipico detto sufita, mentre i
taoisti incoraggiano a raggiungere un equilibrio – Zhong Ding, Centro di
gravità permanente – in relazione allo scorrere naturale degli eventi,
includendovi la terra, il sistema solare e l’intero universo. Il conflitto
generato dal bisogno di migliorare la nostra presente situazione è tutto ciò
di cui si abbisogna per poter fare il passo successivo nella scala evolutiva.
Ovunque voi siate, è il vostro personale posto giusto. L’indifferenza (che,
al contrario di ciò che molti pensano, non significa “fregarsene”, ma
trattare senza fare alcuna differenza, preferenza…) verso il bene e/o il male
che ci circonda ha più valore se praticata nella vita quotidiana, che non nella
solitudine di un monastero.
La
vita, con tutti i suoi apparenti processi contraddittori, è un’esatta
espressione del Divino in quel preciso momento. La terra è un terreno di
allenamento e le condizioni grazie alle quali noi possiamo imparare sono le più
perfette possibili. Il Divino possiede una manifestazione esterna ed una
interna, spirituale e terrena. Nessuna delle due è meglio dell’altra. Il
nostro compito consiste nell’integrarle.
Dobbiamo
guardare a noi stessi, non come ad esseri umani che devono evolversi
spiritualmente, ma come ad esseri spirituali che stanno facendo un’esperienza
umana!
Sceicchi
Sufi e saggi taoisti sono liberi di avere una famiglia e di condurre una vita
sociale, senza dover dipendere dalla carità o dal lavoro altrui. Questo
significa che innanzitutto bisogna realizzarsi sul piano sociale e solo dopo ci
si può occupare di quello spirituale. Sono molte le persone che credono che la
povertà possiede qualcosa di spirituale. L’essere umano ha vissuto tanto a
lungo nella povertà, che ha dovuto consolarsi con quest’idea, altrimenti non
avrebbe resistito. Si è dovuto convincere che la povertà è la condizione
giusta per evolversi spiritualmente. Non lo è! Anzi è la fonte di tutti i
crimini. Secondo me, la spiritualità ha una dimensione completamente diversa.
È il lusso supremo: quando hai tutto e improvvisamente ti accorgi che, malgrado
tutto, dentro di te c’è un vuoto che va riempito, una mancanza che si deve
trasformare in pienezza. Solo quando si possiede tutto all’esterno, si diventa
consapevoli del vuoto interiore. Il Buddha stesso ne è la prova. Egli era un
principe ricchissimo, che rinunciò a tutto per scoprire la causa della
sofferenza. Quando non si possiede niente, a cosa rinuncia chi si incammina
sulla “Via”?
Gesù
disse che un cammello poteva passare per la cruna di un ago, ma un ricco non può
attraversare i cancelli del paradiso. Che consolazione! Il povero deve essersi
sentito molto soddisfatto: “È solo questione di tempo, poi il ricco sarà tra
le fiamme dell’inferno, e io siederò sulle ginocchia di Dio, con tutti i
lussi, i fasti e le ricchezze, che qui mi mancano...” L’idea che qui abbiamo
del paradiso non sembra altro che una rivincita!
Io
vorrei che questa terra fosse un paradiso, e vorrei che gli uomini fossero
ricchi in entrambe le direzioni. Arricchirsi esteriormente grazie alla scienza:
Galileo, Leonardo, Newton, Edison, Rutherford, Einstein. Arricchirsi
interiormente grazie a persone come Buddha, Krishna, Cristo, Maometto, Lao Tze.
La
società ha bisogno della scienza e della religiosità. E se mi chiederete quale
deve venir prima, la mia risposta sarà la scienza. Prima la dimensione
esteriore, la circonferenza, poi quella interiore, perché è più sottile e
delicata. La scienza può creare lo spazio affinché sulla terra nasca la vera
religione, che si basa sulla fede cosciente.
I
Sufi lavorano fondamentalmente sul “Centro Emotivo”, sostituendo emozioni
negative con una cosciente pratica dell’amore in tutti i suoi aspetti.
Il
loro lavoro sul corpo consiste in una negazione del medesimo, privandolo di
cibo, sesso e comodità.
I
taoisti, seguendo il naturale principio della “Madre Terra”, lavorano
prevalentemente sul corpo e sulle sue energie, sostituendo tensioni ed azioni
inconsce
con una cosciente pratica del rilassamento (Song), ricettività (Ding Jing), consapevolezza e controllo (Ling). Il loro lavoro sulle emozioni, consiste prevalentemente in un rifiuto delle medesime, usando la calma per impedire a rabbia, gelosia, paura ecc… di consumare la propria forza vitale – QI.
Sia i Sufi che i Taoisti, per amministrare il processo di auto-trasformazione, utilizzano l’intelletto – YI NIAN. Quando almeno due dei tre aspetti che compongono l’essere umano - fisico, emotivo, mentale - sono armonizzati, si stabilirà un certo equilibrio che regolerà automaticamente il terzo aspetto.
Il
corpo fisico fornisce le energie di base necessarie allo sviluppo interiore, che
a sua volta rende possibile un migliore funzionamento della personalità.
Dall’altro canto una personalità ben sviluppata e regolata accumula, raffina
e utilizza in maniera più efficiente ogni tipo di energia.
Se l’energia in questione è troppo debole, la personalità che è stata raffinata sarà travolta dalla vita esteriore e la Mente Profonda non potrà svilupparsi, mentre, se le energie del corpo fisico sono troppo forti e la personalità non abbastanza sviluppata, il corpo condizionerà la vita della persona e la Mente Profonda sarà ancora una volta impedita nel suo sviluppo di consapevolezza e controllo all’interno del mondo materiale.
Persone poco equilibrate cercheranno di “saltare” oltre l’apparentemente poco elevato lavoro sulle energie del corpo e il conseguente regolamento della personalità all’interno della vita ordinaria, perdendo così quella sicurezza che nasce nella coscienza quando è radicata nella Mente Profonda. Lo stato che essi raggiungono non è molto migliore di quello in cui si trovavano prima della loro nascita. Praticamente hanno fatto... “tanto rumore per nulla”.
Maestri competenti, comprendendo lo scopo e l’importanza dell’allenamento simultaneo dei tre “Centri” che compongono l’essere umano, cercano di superare i limiti di razza, tradizioni e cultura, entrando così nella “Via universale” dell’integrazione equilibrati.