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ARTE MARZIALE SUPERIORE & INFERIORE.

 Esistono Arti Marziali che, dal punto di vista del combattimento, possono essere considerate “Superiori”, “Avanzate”, e il cui allenamento dà risultati sorprendentemente rapidi, ma che purtroppo, a lungo termine, producono danni, a volte mortali, per il fisico e la mente. Lo scopo principale di queste Arti Marziali, anche se nel breve periodo viene conseguito qualche beneficio, non è la promozione della salute. Derivate da cause storiche ben precise, e rispondendo a domande specifiche, necessità della società umana, questi tipi di Arti Marziali hanno certamente un loro valore, e sicuramente hanno attirato molti giovani, ma non possono essere classificate come Arti Marziali Superiori.
L’essenza della teoria e l’esperienza pratica delle Arti Marziali ci indica che le Arti Marziali Superiori devono essere in sintonia con la scienza medica. Qualsiasi principio tecnico o metodo di allenamento che manchi di una corretta comprensione della promozione salutistica del corpo e della mente e che sia incapace di offrire un prolungamento della vita/vitalità, e che anzi si riveli causa di morte o in ogni caso di danno, è da ritenersi non ortodosso secondo la teoria marziale “Superiore” e dell’Energetica: quindi, anche se talvolta si possono manifestare significativi benefici a breve termine, nel lungo periodo questi allenamenti non valgono la pena.

I vari metodi di modulazione delle capacità, illustrati nel libro Il Dao delle Arti Marziali, in particolare nel capitolo dedicato al raffinamento della coscienza, sono di basilare importanza nel mondo delle Arti Marziali Superiori per il mantenimento della salute. Esistono molte teorie sull’educazione fisica e sulla guarigione attraverso le arti marziali: tutte queste teorie indicano con autorevolezza e con prove convincenti che la promozione del metabolismo nel corpo umano causa un miglioramento di tutto il sistema. Dal mio punto di vista invece, questa  è una “opinione condizionata” che può facilmente condurre verso l’auto-delusione.

Il numero di “divisioni” attraverso cui passano le cellule del cervello nell’arco di una vita sono limitate. Questo significa che più la divisione cellulare sarà veloce e abbondante, più corto sarà l’arco di vita relativo. Quando il “carburante” è limitato, più intenso sarà  il “fuoco” e più velocemente verrà consumato! Qui sarebbe opportuno utilizzare il termine scientifico “aumento della funzione metabolica” o “miglioramento delle condizioni metaboliche”. In conseguenza del fatto che il metabolismo e la rigenerazione possono diventare inefficienti, a volte il “fuoco sarà alto” e a volte “sarà quasi estinto”, pertanto è necessario armonizzarlo e migliorarlo.

La modulazione delle capacità grazie al raffinamento della coscienza –  “aumentare di poco la riserva, e comunque ottenere molto”, che il Prof. Zheng Man Qing sintetizzò con il famoso detto “Investire in perdita” – è un metodo deliberato di promuovere la salute con effetti a lungo termine.

Benessere e salute non sono la stessa cosa. Il primo riguarda lo stato esteriore della persona, mentre il secondo quello interiore. C’è solo una piccola relazione tra i due. Una persona può trovarsi in una condizione di maggiore o minore benessere e comunque non essere o essere perfettamente in salute. La salute riguarda tutti gli aspetti dei nostri organi interni, con l’aggiunta della circolazione energetica del nostro corpo. Il benessere (fitness), così come viene per lo più proposto, è più in relazione con il tono muscolare esterno e con la capacità cardiovascolare. Benessere e forza possono essere conseguiti e scomparire in poco tempo. Forza muscolare, capacità del cuore/polmoni e addirittura le ossa possono deteriorarsi velocemente. Lo stato della nostra salute, invece, non va e viene così rapidamente. È qualcosa che si costruisce in un periodo di tempo molto lungo e che si deteriora in tempi altrettanto lunghi, anche se purtroppo il declino viene riconosciuto solo nella sua fase finale.

Un corretto raffinamento della coscienza elimina tutti i consumi non necessari di energia vitale. Tutto quello che mentalmente e fisicamente non è utile viene ad essere eliminato. Anziché aumentare le entrate, ridurre le uscite!! Solo grazie a questo lavoro, cioè a partire dalla coscienza, si può ridurre la velocità metabolica in maniera considerevole. Questo è il vero insegnamento delle Arti Marziali Superiori sul mantenimento della salute: rallentare e stabilizzare il metabolismo, aumentando però allo stesso tempo l’efficienza del lavoro mentale e fisico. Il modello proposto dalle Arti Marziali Superiori sulla modulazione delle capacità e sul raffinamento della coscienza è per questo motivo qualcosa di unico, speciale e insostituibile.

La causa delle malattie va per lo più ricercata proprio in una mancanza di armonia tra i vari livelli del sistema corpo/mente. Migliorare le condizioni ambientali è certamente importante, ma quando questi miglioramenti ambientali vanno oltre la possibilità di gestione dell’essere umano stesso, per poterci adattare al cambiamento ambientale non ci resta che cambiare l’abilità stessa della razza umana. Il raffinamento della coscienza attivato attraverso la pratica delle Arti Marziali Superiori richiede di passare attraverso un simultaneo raffinamento sia fisico che mentale per risolvere il problema dell’equilibrio cinetico dell’attività psicofisica. In altre parole, i due più importanti problemi della salute biologica e psicofisica, devono essere visti come una singola entità da risolvere contemporaneamente, perché solo grazie a questo intervento simultaneo sarà possibile arrivare ad una totale armonia tra se stessi e il mondo esterno. È possibile risolvere questi problemi su grande scala grazie alla medicina o alla terapia? In linea di principio penso che ciò non sia possibile. Ognuno dovrebbe imparare ad indirizzare innanzitutto le sue proprie aspettative verso se stesso, riponendo le speranze nella propria abilità nell’uso delle potenzialità latenti per cercare di risolvere i propri problemi di salute e procedere successivamente ad armonizzare e attivare queste capacità in modo tale da risolvere ulteriori problemi. Come dice il detto: “Dio è nel tuo cuore” o “Tu stesso sei il Buddha”, bisogna in primo luogo salvare se stessi.

Sicuramente le Arti Marziali Superiori non sono il solo mezzo per risolvere questi problemi, ma esse hanno certamente fornito un brillante esempio di risoluzione: attraverso il raffinamento della coscienza, infatti, si sono risolte le problematiche biologiche interne, sia quelle latenti che quelle evidenti; non esistono più contraddizioni psicologiche, che altro non sono se non le contraddizioni esistenti tra il conscio manifesto, il subconscio e la risposta istintiva pertanto si sarà risolta la contraddizione tra biologia e psicologia, che consiste nella realizzazione di una totale armonizzazione dell’equilibrio cinetico - omeodinamica - tra noi stessi e il mondo esterno. Allo stesso tempo, si potrà risolvere naturalmente il problema della modulazione delle capacità ad un livello molto alto. Questo significa aver conseguito il traguardo della lunga vita.

 

Come tutti certamente sapranno, la salute più importante è quella psicologica. Comunque è bene sottolineare nuovamente ed enfatizzare l’indivisibilità tra corpo e mente, per cui si deve operare in direzione della salute del corpo/mente.

Il fatto che si sia più o meno abituati ad usare le proprie capacità di adattamento assume valenza di causa oggettiva, per cui i dubbi spariscono attraverso l’abitudine. Per molteplici aspetti, lo stato del mondo oggettivo non è sotto il nostro controllo, il che significa che siamo “schiavi” del mondo e, dunque, il nostro adattarci è in dipendenza di questo essere sottoposti al suo dominio. In realtà, esiste un processo dialettico che va dall’incontrollabilità verso la controllabilità. In primo luogo, dobbiamo imparare a mettere da parte tutte quelle cose di cui non possediamo il controllo, cosicché possiamo concentrare tutto il nostro lavoro su quelle cose che abbiamo sotto il nostro controllo. Solo così si possono creare quelle condizioni per cui le cose che non sono sotto il nostro controllo personale possono essere trasformate, portandole successivamente sotto il nostro controllo.

Quando il mondo oggettivo esterno non è sotto il nostro controllo, l’unica cosa che abbiamo sotto il nostro controllo siamo noi stessi. Se, invece, abbiamo il controllo del mondo oggettivo esterno, avremo comunque bisogno di applicare un nostro sforzo personale per poter usare delle condizioni oggettive che, essendo sotto il nostro controllo, ci permettono di risolvere i problemi.

Indipendentemente da problematiche esterne o interne, dobbiamo innanzitutto cominciare a lavorare su noi stessi, perché solo così potremo avere quello stato che è sotto il nostro controllo.

La base su cui poggia il processo del raffinamento di coscienza è l’auto conoscenza, che a sua volta è la base per conoscere il prossimo. Solo dopo che si raggiunge la conoscenza di se stessi, si può conoscere l’altro. Solo se avete armonizzato e rafforzato le vostre stesse abilità grazie alle quali potete mantenervi in equilibrio durante il movimento, riuscirete a rispondere (cioè dissolvere…) lo squilibrio causato da terzi.

      Armonizzare se stessi significa armonizzare il rapporto tra il proprio corpo e la propria mente. Significa anche armonizzare il rapporto tra soggetto ed oggetto in maniera che venga promossa la coordinazione. Il metodo consiste – mentre ci si inoltra nel processo di adattamento alla natura- nel rispettare la natura stessa.

Se nel vostro allenamento terrete sempre presente questa “Via”, alla fine ciò si rifletterà sul vostro modo di pensare, che vi sarà da “guida” nel capire se voi siete o no in uno stato mentale di “adattamento”. In questo modo, voi vi trasformerete da “Ospite della festa” in “Padrone della festa”. Solo un individuo di questo tipo può scappare dalla condizione di schiavitù e dipendenza del mondo oggettivo, imparando a gestire il mondo oggettivo adattandosi ad esso, in questo modo si arriva ad uno stato di adattamento armonico ovunque si vada.

La sensazione di armonia mentale e auto confidenza nell’abilità di sopraffare gli avversari per giungere alla vittoria (con avversario si intendono le nostre stesse barriere psicofisiche, ma anche gli ostacoli che ci troviamo di fronte nella vita di tutti i giorni…) si trasforma gradatamente in una specie di nuova “abitudine”, che non viene coscientemente percepita dal soggetto stesso. Questa armonia che accade nel mondo fisico e in quello mentale ci permette di ottenere un senso di armonia diffuso; solo questa è vera armonia. Ciò che prima sembrava impossibile ora è fattibile. A questo punto è ovvio che la salute sia mentale che fisica altro non sono, in termini comparativi, che un traguardo inferiore.

Una volta conseguito questo traguardo, quali problemi psicofisici sono dunque ancora presenti? In un individuo che si è svincolato dalle abitudini psicofisiche negative, l’energia vitale è liberata dal consumo delle sue stesse contraddizioni e può essere spesa completamente per attività mirate. Se a questo si aggiunge l’aumento esponenziale delle capacità liberate dal “Pensiero Dinamico” e dalle percezioni extra-sensoriali, come può una persona così fallire nell’azione benefica verso se stesso e la razza umana? Una società “armoniosa” può esistere solo grazie a persone armoniose e, in questo senso, più “Vie” ci sono per la ricostruzione del corpo/mente umano, come le Arti Marziali Superiori e il loro lavoro sul raffinamento della coscienza, più saranno le persone che potranno essere ricostruite.

 

Il “Cuore” dell’allenamento delle Arti Marziali Superiori, anche se si allena il potere di uccidere o di ferire, è il raffinamento della coscienza. Il primo allenamento del carattere umano nel sistema marziale avanzato è dedicato alle virtù marziali. Le perplessità che molti nutrono verso le arti marziali in generale si concentrano essenzialmente su un punto: com’è possibile che uccidere e ferire siano riconciliati con l’etica? Senza dubbio, indipendentemente dalle virtù marziali, ciò che viene sviluppato è il potere di colpire, ferire, uccidere. Se non si sviluppa una adeguata interpretazione di questa affermazione ci si limita ad una comprensione di livello inferiore delle moralità marziali. Le vere “virtù” marziali sono, in realtà, la più alta forma di etica e di elaborazione morale. Raggiunto il livello più alto della virtù, è possibile eliminare questa parola che indubbiamente può essere spaventosa ed apparire inaccettabile nel contesto di un’etica: MARZIALE. L’unico motivo per cui ritengo importante il riferimento alle virtù marziali è la necessità di passare attraverso un tale percorso per poter accedere proprio alla più alta forma di etica e di riflessione morale. Gli antichi maestri hanno sempre sottolineato che “il combattimento è un’arte minore” e che in realtà “la meta delle Arti Marziali è la ricerca del Dao.”

Questo ci permette di capire che, sia nella teoria sia nella pratica delle Arti Marziali Superiori, è già manifesta una trasformazione, dall’avere come meta il combattimento, basato sulla difesa personale istintiva, all’avere come motivo la ricerca e la realizzazione del Dao, sulla base del bisogno spirituale della ricerca della verità. Su questa nuova “Via”, il combattimento ha cambiato da meta a mezzo per la ricerca del Dao.

Perché allora praticare il combattimento, se non si colpirà mai nessuno? Perché nelle tecniche di combattimento delle arti marziali c’è una concreta manifestazione dei principi filosofici dei classici cinesi, e perché si tratta di metodi mirati allo sviluppo delle potenzialità umane latenti, che aiutano a perfezionare il pensiero dinamico e le percezioni extra-ordinarie, risultando anche efficaci per il raggiungimento della moralità superiore. La ragione per cui la moralità viene incessantemente enfatizzata da chi non ha ancora raggiunto un alto livello sta nel fatto che persone che hanno coltivato soltanto l’aspetto marziale, in relazione allo standard della morale superiore, mancano di virtù, in assenza della quale non è possibile raggiungere la quintessenza nella pratica marziale.

Le Arti Marziali non enfatizzano l’iniziativa aggressiva, e questo non solo per motivi morali, ma anche perché, come già menzionato nel libro Il Dao delle Arti Marziali, è espressamente indicato di “ non fare una mossa finché il mio avversario non ha fatto la prima mossa” e, in ogni caso, di “essere l’ultimo ad agire.” Per poter applicare questi principi, i praticanti durante il loro apprendistato devono soprattutto abbandonare l’intenzione di colpire gli altri, spostando invece la loro attenzione su se stessi. È addirittura necessario trasmutare la tensione fisica e mentale dell’istinto di auto-preservazione. Questo significa che nelle Arti Marziali Superiori le direzioni tecniche e teoriche assunte nel lavoro di base sono in intimo accordo con l’aspetto morale. Qui l’aspetto istintivo e la coscienza aggressiva sono  soggetti sin dall’inizio al controllo tecnico, teorico e morale. Quale sicurezza è più grande di quella che nasce della tecnica avanzata, per cui “L’ultimo a partire, ma il primo ad arrivare”, che richiede l’abbandono completo di un motivo, di una intenzione di colpire il prossimo, portando il corpo in quello stato di semplicità e rilassamento tanto decantato dalla filosofia taoista?

In questo senso, colui che vuole colpire un altro, non ha raggiunto il più alto livello marziale. Coloro che si sono sottoposti ad un lungo processo interiore di trasformazione grazie all’Arte Marziale Superiore, non hanno più bisogno alcuno di colpire il prossimo.

Nessuno dotato di intelligenza e saggezza può abbandonare il senso più alto delle Arti Marziali in favore del combattimento. Quel tipo di difesa personale che non riesce ad evitare di ferire il prossimo è un’espressione marziale che ancora non ha raggiunto i livelli più alti. Il livello più alto consiste nello “sconfiggere il nemico senza andare in battaglia.” Tutto ciò è in perfetta armonia con l’etica e l’atteggiamento morale del tipo superiore. Attività motivate dalla ricerca del più alto stato spirituale, e attività motivate dalla realizzazione dei propri desideri, vanno per strade completamente diverse.

 

L’Arte Marziale Superiore richiede un raffinamento della coscienza in relazione al fatto che le tecniche di combattimento vengono usate come metodi di completa realizzazione (o restaurazione) della “Mente Originaria” o “Mente del Dao.” Solo attraverso la pratica delle Arti Marziali e del raffinamento della coscienza è possibile raggiungere questa meta.

Nel mio libro Il Dao delle Arti Marziali, ho più volte sottolineato che il dominio del raffinamento della coscienza, nel senso più ampio, viene riferito all’uso delle procedure e dei metodi usati nelle Arti Marziali per praticare una specie di allenamento dove corpo e mente sono indivisibili, condizionando la totalità psicologica, culturale e sociale del praticante stesso, formando così il carattere, la moralità e lo sviluppo delle capacità umane latenti. Grazie a ciò si ha veramente la possibilità di avere una veduta sul mondo “reale”, cosa che ai più è impedita. Nel corso di questo processo, è importante ottenere l’unificazione del corpo e della mente, oltre ad un livello di coordinazione con le leggi naturali dell’universo. Questa “coordinazione”, e solo essa, rende possibile lo sviluppo delle più nobili qualità umane, della morale più raffinata e del più elevato stato spirituale. Solo grazie a questo stato spirituale è possibile dissolvere le catene e le contraddizioni tra pubblico e privato. E solo con questo stato spirituale è possibile essere di beneficio all’umanità, in una maniera che sia completa ed effettiva.

Solo diminuendo il potere dell’ego, si può realizzare il “Vero IO”; solo eliminando l’intenzione cosciente si può ottenere il “Vero Intento”; solo dimenticando il piccolo io si può trovare l’“Io Universale”. Questa è la ricompensa che il raffinamento della coscienza può portare alla mente e al corpo del genere umano, e questo è il più grande e prezioso regalo che l’umanità abbia mai ricevuto.

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