
Nei primi anni dell’apprendistato -fino a 14 anni di pratica-, la gente è ansiosa di imparare molte forme. Ma ciò riguarda solo l’accumulazione esteriore, non il progresso interno. Comunque ciò non è dannoso poiché mantiene lo studente interessato. Tutto ciò però fa parte del cerchio orizzontale della Mente. Il cerchio verticale non riguarda l’accumulazione, ma il raffinamento della comprensione interna combinata al graduale processo di lasciare andare di tutte queste pratiche esteriori accumulate nel tempo… “Investing in lost”: Investire nella perdita. L’unico vero movimento non è mai in senso orizzontale, come quello delle galline in un pollaio, ma in senso verticale.
No name Taiji
Più si guarda indietro nel tempo, più oscura diventa la storia del Taiji. In ogni caso, dallo studio del suo passato, due cose diventano chiare:
Primo, che l’essenza interna del Taiji, seguendo una linea ben precisa, scorre da insegnanti genuini verso allievi sinceri.
Secondo, che ogni maestro escogita il proprio sistema di allenamento per esprimere e trasmettere l’insegnamento interno che per sua natura è impersonale.
Questo insegnamento deve evolversi esteriormente per non morire interiormente. Yang Chen fu sviluppò la forma lunga, Zheng Man Qing sintetizzò la forma 37, spostando l’intento dal combattimento al raffinamento personale. Huang Xing Xian, trasmise i “5 esercizi”, sistematizzò i 18 metodi per il lavoro di coppia (Tui Shou), e incluse la forma veloce, Sam Feng Quaiquan, di origini molto antiche. Come allievi del M° Huang, noi impariamo ed insegniamo il suo sistema. In ogni caso, ciò che noi insegniamo nasce sempre e solo dal livello di comprensione che si ha del sistema in questione.
Nei tempi passati il
Taiji si sviluppò e veniva insegnato all’interno della comunità cinese, ma
la sua sorgente è oltre i limiti di razza e spazio. Nel passato, maestri che
possedevano una buona arte difficilmente la trasmettevano al di fuori della loro
cerchia familiare. La causa è da ricercarsi nell’istinto di auto
preservazione in un ambiente altamente competitivo e pericoloso. Per questo
motivo i vari metodi di allenamento presero i nomi delle famiglie o clan che li
insegnavano. Attualmente questa “paura” non è più un fattore fondamentale
nella trasmissione dell’Arte, quindi maestri mentalmente aperti riconoscono
che il potenziale migliore spesso può essere trovato al di fuori del clan o
famiglia. In questo momento non ha più alcun importanza associare i nomi dei
clan-famiglie al Taiji, anzi ciò è solo di impedimento alla pacifica
trasmissione e apprendimento dell’arte stessa. Tutto ciò
è solo “attaccamento” alla forma esterna, ed è il segno che
contraddistingue chi è ancora “giovane” negli aspetti interni dell’Arte.
Taiji o “Polo Supremo”, non può
appartenere al signor Rossi o Bianchi, Chen o Wu, ma
è uno stato mentale superiore impersonale. Quindi l’associazione dei
nomi di famiglia al Taiji altro non è che una “diversificazione del
prodotto” a fine meramente economici o di potere. Come disse un vecchio saggio
indiano: “ Dall’inizio alla fine, tutto dipende dal motivo.”
Huang
Xing Xian (1910-1992),
insegnava la sua arte apertamente, sia per il bene dell’arte stessa che dello
studente, e come da lui stesso espresso, per prevenire che qualcuno affermando
di essere l’unico vero portavoce usasse ciò per promuovere se stesso.
Dopo che una persona è passata oltre il livello del corpo fisico, la sua
comprensione interna non dovrebbe più essere attratta
dal nome o dalla forma esterna dello stile.
Nel secondo livello, quello della Mente, queste differenze esterne non hanno più
senso.
Nel terzo livello esse non esistono più. Lasciate ai principianti o agli
psicologicamente insicuri dibattersi in merito a ciò.
L’abilità di un praticante o di un maestro si manifesta di per se stessa
senza bisogno di nome, razza o titolo. Taiji nacque in Cina, ma appartiene alla
terra!
Al
di là della difesa personale
Taiji è un’arte
dove il duttile, il morbido, sconfigge il duro, la calma sottomette
l’aggressività, e il sottile trascende ciò che è grossolano. E’ un metodo
che ci permette di entrare in armonia con noi stessi, con il prossimo, e con
tutte le energie esistenti attorno a noi. La forma Taiji sviluppa la Forza
Elastica Interna, Tui Shou (lavoro in coppia) sviluppa la sensitività. Essere
esternamente rilasciato ed internamente forti permette di uscire da situazioni
sotto pressione senza conflitto.
Chiunque può a pieno titolo considerarsi un esperto di difesa personale.
Giornalmente la gente protegge se stessa resistendo mentalmente, fisicamente ed
emotivamente a forze esterne. Condizione necessaria per attuare questa
“resistenza” è la tensione, che è un meccanismo protettivo abituale
generato dalla paura ed insicurezza. Cedendo, accettando e neutralizzando le
forze disturbanti, il Taiji ci insegna a non difenderci resistendo, poi quando
appropriato si può eventualmente restituire la forza al mittente.
Generando armonia e forza interna, insieme al rilasciamento fisico e alla
psicologia del cedere, gradualmente si arriva a quel livello dove la difesa di
se stessi nella vita giornaliera non ha più senso.
Se non si ha il coraggio di
“guardare” dentro se stessi e vedere che ciò che ci spinge alla ricerca
dell’efficacia si chiama paura, qualsiasi arte marziale praticate sarete
sempre inefficaci.
Quando chi non ha vinto la propria paura incontro chi ha sconfitto la paura, il
primo verrà sempre sconfitto a prescindere dallo stile che pratica.
La paura nasce dall’identificazione
che abbiamo con il corpo fisico, difatti ciò che si vuole difendere è questo
“Noi stessi” chiamato corpo. Se volete veramente diventare “efficaci” in
termini marziali, tutto ciò che dovete fare è trovare un maestro che vi
insegni a sconfiggere questa paura-identificazione. Tutto qua.
Lo stesso vale per chi ricerca il
“benessere” o la “lunga vita”. Non c’è malessere peggiore che la
ricerca e mantenimento del benessere, e la paura di morire impedisce di vivere
ma non di morire, soprattutto se non si è mai entrati nella vera vita.
Sia nel primo caso, quello dell’efficacia, che negli altri due, tutto ciò che
si deve fare è allenare la mente a restare equanime. Cosa c’è di più
efficace, salutare e durevole di una sana, consapevole ed equilibrata mente?
Qi
Gong
Qi è un termine
generico cinese che sottintende tutti i tipi di “Energie” dalle più sottili
a quelle più grossolane. Questo permette a tutti gli allenamenti, da quelli
calistenici (fisici), a quelli respiratori, fino alla meditazione, di chiamarsi
QI GONG. Molte delle forme di Qi Gong sono positive, e utili, anche se esse non
sono altro che semplici esercizi
non raffinati trasmessi da gente inesperta ed elevati al rango di “esercizi
esoterici” da studenti immaturi. Esistono due possibili pericoli:
1) Semplici movimenti esterni ed esercizi di respirazione, lavorano soltanto sul piano esteriore, senza produrre nessuno dei “promessi” risultati interni. Questa situazione “impantana” quei praticanti genuini che sono capaci di fare lo sforzo per cercare qualcosa di più profondo, ma privi della giusta esperienza per discriminare.
2) Laddove viene utilizzata la Mente-Intenzione per guidare la generazione e circolazione del Qi, si può produrre, in personaggi immaturi, iperstimolazione, causando problemi fisici o psichici.
Taiji è una sottile forma di Qi gong. E’ stato sviluppata e raffinata dall’esperienza di molti maestri nei secoli passati. L’abilità di ogni maestro all’interno del sistema è esposta alla sottigliezza e sensitività delle loro capacità nel lavoro di coppia (Tui Shou), dove grezza forza fisica, velocità e tecnica, contano meno di zero.
Nel Taiji il termine Qi viene utilizzato, in senso generale, per indicare le “Energie Inferiori”, che possono essere differenziate in : Jing, Qi, Shen. Qui con Jing si intende le energie più grossolane del corpo che producono calore e attivano le funzioni sessuali. Il suo centro è nel basso addome. Qi si riferisce alle energie raffinate centrate nel plesso solare e nel petto che supportano le emozioni genuine. Shen, ha in contesti differenti significati diversi, ma nel nostro caso è la più raffinata delle energie inferiori, la diretta intelligenza delle energie inferiori.
Molto spesso la
metafisica, l’esoterismo e la spiritualità, altro non sono che orpelli grazie ai quali è possibile
mascherare la propria ignoranza. La conoscenza e l’ignoranza sono i due lati
dello stesso bastone chiamato Ego. Se ci si vuole liberare dell’ignoranza,
bisogna anche liberarsi della falsa
conoscenza creata dall’ego
stesso. A causa di questa “ignoranza” molta gente vede le cose in termine
duale: lo yin separato dallo yang. L’energia diversa dalla materia. La materia
differente dallo spirito…. Ma questa distinzione esiste solo nella mente, di
per se stesso non c’è niente di più materiale dello spirito stesso!
Più è veloce l’energia meno densa è la materia, più è densa la materia
meno veloce è l’energia. Dall’inizio alla fine abbiamo a che fare con
differenti stati di materialità, che viaggiano a frequenze differenti dette
vibrazioni. Ogni frequenza ha una sua qualità ed intelligenza, che può essere
percepita grazie ad una sensibilità particolare. Il Qi altro non è che una
frequenza dotata di una sua particolare informazione intelligente, per esempio
può essere difensiva, nutritiva, della milza piuttosto che del fegato, che
grazie ad una particolare
sensibilità posso percepire.
Ma grazie a che cosa posso percepire? Ancora una volta ci troviamo di fronte
alla Mente.
Come riportato nei Classici del Taiji, se la Mente si fissa sul Qi, il Qi
ristagna. Dunque ciò che va allenato e fatto muovere è la Mente… ma come?
Con un vera e corretta pratica interna.
Taiji difatti significa il “Polo Supremo”, cioè lo stato in cui lo ying/yang
sono una cosa sola.
Quando il Qi è motivato dallo YI (Intenzione della parte più profonda della
mente.), e combinato con il respiro e movimenti rilasciati del corpo, si produce
il Jin,o Forza Elastica Interna. Questo Jin, viene tradotto comunemente,
generando confusione, con Ki in
giapponese o Qi in cinese, coreano…
Taiji è dunque una raffinata forma di Qi gong, ma non è corretto dire che il Qi Gong è Taiji. Inoltre, scuole di Taiji che utilizzano altre pratiche di Qi Gong, o scuole marziali che integrano nel loro sistema alcuni ”frammenti” di Taiji, sono da ritenersi a tutti gli effetti “povere” per ciò che riguarda la conoscenza interna del Taiji.
Nei Gong (Lavoro spirituale interno)
Ignoranza
Spirituale:
Su questa Terra, il”senso” di Se che noi abbiamo, è basato in modo
predominante sul nostro corpo. Il
senso di attività cerebrale produce il pensare, e le attività ormonali
producono emozioni o attività muscolari che producono il movimento. Il corpo ha
degli appetiti. Noi siamo portati a soddisfarli con aria, cibo, acqua, calore,
sicurezza e sesso. Una vita regolata ci fornisce tutte queste cose senza consumo
inutile di altra energia personale. Gli appetiti non sono un problema. Purtroppo
l’ego, che grazie alla coscienza superficiale si identifica con il corpo, si
“attacca” a questi appetiti, generando desideri che vanno ben oltre alle
reali esigenze del corpo stesso. L’ego è composto da “3 Menti” –fisica,
emozionale e mentale-, e l’attaccamento rende prigioniere queste 3 Menti fino
al punto che, se non viene fatto un giusto sforzo, esse saranno sempre più “schiave” degli appetiti basici del corpo. Così,
quando la vita giunge a termine, l’Intelligenza
della Mente Profonda sarà incapace di sbrogliare le 3 Menti dal campo
energetico del corpo e dall’ego, lasciando la persona a soffrire il destino di
“coloro che restano nella ruota delle rinascite.”
Questa confusione interna, o ignoranza,
è il fattore determinante che ci impedisce di essere consapevoli del nostro
vero Sé. E’ la condizione umana normale, e solo pochi ne vengono fuori. Come
risultato, la gente dedica tutta la loro vita al cibo, sesso e $$$, posizione
sociale, o conseguimenti intellettuali, dipende dal loro cervello dominante (somato
- viscero o cerebro tonico…). Solo dopo la morte si rendono conto del
terribile sbaglio.
Libertà Spirituale:
L’approccio più pratico, utile e
diretto nella Via Spirituale, consiste nel vedere bene
la nostra identificazione con il corpo, ed il conseguente attaccamento ai
suoi appetiti, poi iniziare a combattere contro l’identificazione causata
dall’auto-suggestione, e ancora
contro l’attaccamento, per liberare gradualmente il pensare e i sentimenti
genuini dai bisogni e richieste del corpo. Se questo primo passo non viene
conseguito veramente, allora
l’ego lentamente sovvertirà lo sforzo spirituale fatto per dirigerlo
nuovamente verso il corpo. Ricercare poteri mentali particolari, esperienze
emozionali non ordinarie o dei poteri energetici sono le indicazioni usuali
che ciò sta accadendo. Droghe, aspri trattamenti fisici, intense
situazioni emozionali e procedure sessuali inusuali insieme alla richiesta di
rafforzare la consapevolezza quotidiana (mente superficiale), sono spesso i
metodi usati. Religioni, sette e società segrete dove la gente si veste con
abiti particolari, canti o l’utilizzo di un linguaggio esotico/esoterico, che
dichiarano di possedere la conoscenza segreta,
rappresentando iniziazioni cerimoniali, che ricercano la “visione” o
il “potere” basato sul contatto con gli spiriti (jinns), sono tutte basate
sul corpo (campo della manifestazione eterica.).
Se da un lato tutto ciò può rappresentare, per persone poco equilibrate, una comoda stampella per un supporto temporaneo, chi possiede una stabile personalità, se ciò che vogliono ottenere è la libertà spirituale, dovrebbe ricercare qualcosa di più profondo.